Stuart
Sutcliffe
Oggi
lo chiamano 'the lost Beatle', il Beatle perduto, ma,
per lungo tempo, prima che il titolo passasse a Billy
Preston, e' stato considerato 'il quinto Beatle'.
Il suo nome e' Stuart Suttclife, curiosa figura d'artista
morto prematuramente, che e' stato il primo compagno
musicale di John Lennon, fondatore insieme a lui dei
Dissenters, la band che ha preceduto i Quarrymen, il
gruppo che ha dato le origini ai Beatles la cui vicenda
viene raccontata in un bellissimo Dvd, Stuart Sutcliffe,
the lost Beatle, appena uscito.
Stuart era nato a Edimburgo ma e' cresciuto nel Mersey,
la regione di Liverpool. Il suo nome e' ancora oggi
una leggenda del Mersey Beat, il movimento i cui fermenti
hanno generato la musica del quartetto con Lennon, Paul
McCartney, George Harrison e Ringo Starr.
Compagno di Lennon alla scuola d'arte, Sutcliffe era
un dotatissimo pittore dotato di grande carisma e di
un look paragonabile a quello di James Dean, fatto che,
all'alba degli anni '60, non passava certo inosservato.
E' stato prorprio il suo amico John a spingerlo a comprarsi
un basso (un Hofner President) e a far parte dei Beatles
per i primi due anni di vita della band, della quale,
a quanto pare, e' stato l'inventore del nome, ispirato
a Crickets di Buddy Holly. Stuart aveva un gran talento
da pittore ma era poco incline alla vita da rock star:
sul palco si sentiva cosi' poco a suo agio da suonare
con le spalle rivolte al pubblico. La testimonianza
piu' celebre delle sue non eccelse qualita' di bassista
e' 'Cayenne', pubblicata sul primo volume dell' Anthology.
Per la verita' sia Bill Harry, fondatore del giornale
del Mersey Beat e Pete Best, il primo batterista dei
Beatles, sono stati concordi nel definire esagerate
le voci sulla sua inadeguatezza musicale.
Fatto sta che prima ancora che i Beatles avessero successo,
Sutcliffe lascio' la band per dedicarsi alla pittura.
A sostituirlo al basso fu Paul McCartney che abbandono'
cosi' il suo ruolo di secondo chitarrista.
Nel 1962, quando la sua carriera di pittore cominciava
a decollare, Stuart e' morto per un'emorragia cerebrale
attorno alla quale e' cresciuta una voce inquietante.
Secondo la sorella Pauline la causa della sua morte
sarebbe stata proprio John, il suo migliore amico che,
durante una lite ad Amburgo, l'aveva ripetutamente colpito
sulla testa. Nel 2001 Pauline ha dichiarato che negli
ultimi anni di vita, Lennon avrebbe ammesso di aver
convissuto con un profondo senso di colpa per il possibile
ruolo avuto nella morte del suo compagno d'arte prediletto.
Questa tesi non ha mai trovato riscontri ufficiali ne'
altri sostenitori, neanche tra la gente piu' vicina
a lui.
Nonostante sia apparso nel mondo della musica come una
meteora e sia stato nel gruppo soltanto due anni, Stuart
Sutcliffe ha avuto un'influenza enorme sulla vita dei
Beatles. Il suo senso dell'arte ha fatto da guida per
la definizione del look dei primi Beatles mentre e'
indiscutibile la profonda influenza esercitata su John
Lennon, emersa chiaramente durante il periodo psichedelico
del gruppo (1966-1968) e, soprattutto, attraverso l'amore
per l'arte e l'avanguardia coltivato insieme a Yoko
Ono
I Beatles hanno reso omaggio a Sutcliffe inserendo il
suo ritratto nella copertina di Sgt Pepper (appare all'estrema
sinistra, accanto all'amico-artista Aubrey Beardsley)
e, piu' tardi, su quella del volume 1 dell'Anthology.
A lui e' dedicato il film Backbeat e un ritratto in
Birth of the Beatles di David Wilikinson.
Ora questo
Dvd che ha per protagonisti oltre ai quattro che
con i Beatles sono giustamente entrati nella leggenda,
i due che questa leggenda l'hanno solo intravista: il
povero Stuart, che l' ha sfuggita per inseguire il suo
sogno d'artista, e Pete
Best, il primo batterista, l'uomo che e' stato cacciato
e che ha lasciato il posto a Ringo Starr perche' era
un rompiballe che ad Amburgo faceva la paternale a John,
Paul e George perche' troppo presi dalle anfetamine
e dalle ragazze e perche', nella Liverpool povera di
quegli anni, Ringo era l'unico ad avere la batteria
Ludwig. Quel modello diventato a sua volta una leggenda,
mentre Pete Best e' passato alla storia come il principe
delle occasioni perse.