L’estate
del 1966 è dedicata interamente alle
tournée che toccano Germania, Giappone;
Manila e Stati Uniti, a ulteriore conferma
dell’immenso successo del gruppo. La
prima fase storica dei Beatles a questo punto
si conclude. Proprio con Paperback writer
e Eleonor Rigby i quattro di Liverpool dimostrano
la loro grande abilità nel far crescere
il contenuto dei testi e la creatività
musicale. Iniziano ad occuparsi di argomenti
più strategicamente sociali, abbandonando
gradualmente il terreno dei convenzionali
temi romantici.
Le loro canzoni degli inizi avevano già
cambiato il corso del rock, grazie a quelle
splendide melodie e a quelle parole che, pur
occupandosi quasi esclusivamente di rapporti
d’amore, catturavano l’essenza
del problema con lucidità e realismo.
La coppia d’autori Lennon-McCartney,
però, ha ambizioni ancora più
grandi e, di fatto, riesce a concretizzare
un modo di scrivere canzoni che servirà
da esempio per tutti i musicisti rock degli
anni settanta, contribuendo a dare una dignità
letteraria anche al mondo della canzone.
La fine del 1966 segna l’inizio della
seconda fase della storia dei "faboulous
Four", in novembre il quartetto decide
di smettere di suonare dal vivo (dopo l’ultimo
concerto a San Francisco in agosto) e si ritrova
in studio per raccogliere i frutti della svolta.
Senza l’assillo delle tournée
l’impegno compositivo conquista maggiore
spazio. E in quel novembre del 1966 prende
forma il lungo progetto che dopo sette mesi
porterà alla pubblicazione di Sgt.
Pepper’s lonely hearts club band. Le
prime sedute di registrazione vedono nascere
tre canzoni: When I’m sixty-four, Strawberry
feilds forever e Penny Lane.
La prima entrerà nell’album,
le altre due verranno pubblicate nel febbraio
del 1967 in versione 45 giri con doppio lato
A, per evitare discriminazioni. Con questo
singolo in testa alle classifiche i Beatles
proseguono il lavoro di registrazione si Sgt.
Pepper’s e allargano il campo delle
ricerche sonore già sperimentate in
Revolver, affiancando per la prima volta il
sistematico uso innovativo della fase di mixaggio,
merito in gran parte del produttore George
Martin e al tecnico Geoff Emerick.
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