I giorni di Amburgo sono appassionati
e ricchi di avventure: è qui che viene inventato il look
dei Beatles grazie ad Astrid Kirchher, una fan tedesca che studia
per loro gli abiti e quel particolare taglio di capelli che
farà storia. Il fermento che si è crea in Germania
intorno ai quattro ragazzi serve a far crescere le loro quotazioni
anche in patria: tornati a Liverpool si esibiscono al "Cavern
Club" e la loro fama di nuova eccitante attrazione della
musica pop si accresce a dismisura. Li vogliono ancora in Germania
nel 1961 e qui incidono il loro primo 45 giri, My Bonnie, come
gruppo spalla del cantante Tony Sheridan.È solo la prima
esperienza: senza più Stuard Sutcliffe ( che morirà
nel 1962 in seguito a una emorragia cerebrale), ma con Paul
McCarteny passato definitivamente dalla chitarra al basso, i
Beatles si incontrano con Brian Epstein.
È un giro di boa fondamentale: Epstein, abbastanza introdotto
nell’ambiante musicale, diventa subito l’appassionato
manager del gruppo giocando un ruolo determinante nell’ascesa
dei ragazzi di Liverpool. La prima mossa è un provino
alla Decca il primo gennaio del 1962: nessuno della casa discografica
intuisce il potenziale dei Beatles commettendo uno degli errori
più macroscopici della storia del mercato discografico.
Altra porta a cui bussare è quella in Abbey Road (celebrata
più tardi in un famoso album), sede della grande casa
discografica EMI. Qui c’è un produttore, George
Martin, che capisce alla perfezione il valore dei ragazzi. Unico
neo, secondo lui, è il batterista Pete Best. Ma i Beatles
non ci pensano troppo: firmano il contratto con la EMI e licenziano
Best chiamando alla batteria Ringo Starr, che avevano conosciuto
ad Amburgo mentre suonava con i Rory Storm & the Hurricanes.
Ora il mitico gruppo è pronto e Love me do, uscita il
4 ottobre del 1962, fa conoscere al mondo una nuova fantastica
realtà musicale. continua>>