L’autore parla al suo ascoltatore in maniera spontanea,
descrive senza alcuna sofisticazione ciò che ha
provato nell’attraversare la stanza e prendere la
mano alla ragazza: il suo cuore non “canta”
né “prende il volo” ma “fa boom”.
Il contatto con la mano di “lei” lo manda
in visibilio, “un’estasi”, nota Soffritti,
“preannunciata dalla successione di tre unità
accentate e aspirate (héld-hér-hánd)
che traducono con immediatezza l’eccitazione preliminare
al contatto”.
In alcuni versi di un’altra canzone, Hold Me Tight,
risalta, inoltre, come la relazione boy-girl tenda ad
identificarsi con il rapporto di reciprocità Beatles-pubblico:
It
feels so right now, hold me tight
Tell me I’m the only one
And then I might
Never be the lonely one.
So hold me tight, to-night to-night,
It’s you
You you you
Hold me tight,
Let me go on loving you
To-night to-night
Making love to only you.
Nei brani
dei Beatles la banalità del messaggio d’amore
si distingue dai cliché tradizionali per una nuova,
accattivante energia nell’ “agganciare”
e travolgere chi ascolta; nel testo di Eight Days A Week,
il dinamico turbinare delle parole riesce a fondere la
volontà della “ragazza-pubblico” con
quella del “ragazzo-autore”:
Ooh
I need your love babe
Guess you know it’s true.
Hope you need my love babe
Just like I need you.
Hold me, love me,
Hold me, love me
I ain’t got nothing but love babe,
Eight days a week
Love you ev’ryday girl
Always on my mind
One thing I can say girl,
Love you all the time,
Hold me, love me,
I ain’t got nothing but love girl,
Eight days a week
Eight days a week I love you,
Eight days a week is not enough to show I care.
La paradisiaca
felicità degli amanti viene pian piano a scontrarsi
con la realtà “pratica” e le responsabilità;
da alcuni versi della canzone A Hard Day’s Night
traspare una visione del mondo differente, una concezione
“adulta” dell’amore:
It’s
been a hard day’s night,
And I’ve been working like a dog
It’s been a hard day’s night,
I should be sleeping like a log
But when I get home to you
I find the things that you do
Will make me feel alright
You know I work all day
To get you money to buy you things
And it’s worth it just to hear you say
You gonna give me ev’rything.
(...)
When I’m home ev’rything seems to be right
When I’m home feeling you holding me tight
Tight, yeh.
Il gergo
tipicamente giovanile che sposava il tema dell’amore
adolescenziale cede il posto ad un tipo di linguaggio
legato al mondo materiale, fatto di routine, dovere e
noia (“working like a dog”, “sleeping
like a log”).
L’amore viene ad identificarsi con la casa: “home”
è il rifugio in cui tornare dopo una faticosa giornata
di lavoro, dove trovare le cose che “fanno sentire
bene”, lontano dal mondo esterno.
Il concetto di lavoro esiste solo in funzione del denaro
- “you know I work all day/to get you money to buy
you things”: la relazione d’amore è
diventata un rapporto di coppia quotidiano, con le sue
necessità monetarie.continua>>>