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L'amore

1. Amori e batticuori

Il tema dell’amore adolescenziale predomina particolarmente nella prima fase dei Beatles, cogliendo ogni sfumatura del semplice rapporto eterosessuale dai batticuori “esplosivi”; un irrefrenabile desiderio di stringersi forte e tenersi per mano viene comunicato nella sezione centrale della canzone I Saw Her Standing There:

Well my heart went boom
When I crossed that room
And I held her hand in mine.
Oh we danced through the night,
And we held each other tight
And before too long I fell in love with her
Now I’ll never dance with another
Oh since I saw her standing there.

L’autore parla al suo ascoltatore in maniera spontanea, descrive senza alcuna sofisticazione ciò che ha provato nell’attraversare la stanza e prendere la mano alla ragazza: il suo cuore non “canta” né “prende il volo” ma “fa boom”. Il contatto con la mano di “lei” lo manda in visibilio, “un’estasi”, nota Soffritti, “preannunciata dalla successione di tre unità accentate e aspirate (héld-hér-hánd) che traducono con immediatezza l’eccitazione preliminare al contatto”.
In alcuni versi di un’altra canzone, Hold Me Tight, risalta, inoltre, come la relazione boy-girl tenda ad identificarsi con il rapporto di reciprocità Beatles-pubblico:

It feels so right now, hold me tight
Tell me I’m the only one
And then I might
Never be the lonely one.
So hold me tight, to-night to-night,
It’s you
You you you
Hold me tight,
Let me go on loving you
To-night to-night
Making love to only you.

Nei brani dei Beatles la banalità del messaggio d’amore si distingue dai cliché tradizionali per una nuova, accattivante energia nell’ “agganciare” e travolgere chi ascolta; nel testo di Eight Days A Week, il dinamico turbinare delle parole riesce a fondere la volontà della “ragazza-pubblico” con quella del “ragazzo-autore”:

Ooh I need your love babe
Guess you know it’s true.
Hope you need my love babe
Just like I need you.
Hold me, love me,
Hold me, love me
I ain’t got nothing but love babe,
Eight days a week
Love you ev’ryday girl
Always on my mind
One thing I can say girl,
Love you all the time,
Hold me, love me,
I ain’t got nothing but love girl,
Eight days a week
Eight days a week I love you,
Eight days a week is not enough to show I care.

La paradisiaca felicità degli amanti viene pian piano a scontrarsi con la realtà “pratica” e le responsabilità; da alcuni versi della canzone A Hard Day’s Night traspare una visione del mondo differente, una concezione “adulta” dell’amore:

It’s been a hard day’s night,
And I’ve been working like a dog
It’s been a hard day’s night,
I should be sleeping like a log
But when I get home to you
I find the things that you do
Will make me feel alright
You know I work all day
To get you money to buy you things
And it’s worth it just to hear you say
You gonna give me ev’rything.
(...)
When I’m home ev’rything seems to be right
When I’m home feeling you holding me tight
Tight, yeh.

Il gergo tipicamente giovanile che sposava il tema dell’amore adolescenziale cede il posto ad un tipo di linguaggio legato al mondo materiale, fatto di routine, dovere e noia (“working like a dog”, “sleeping like a log”).
L’amore viene ad identificarsi con la casa: “home” è il rifugio in cui tornare dopo una faticosa giornata di lavoro, dove trovare le cose che “fanno sentire bene”, lontano dal mondo esterno.
Il concetto di lavoro esiste solo in funzione del denaro - “you know I work all day/to get you money to buy you things”: la relazione d’amore è diventata un rapporto di coppia quotidiano, con le sue necessità monetarie.
continua>>>


 
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