CHIEDI
CHI ERANO I BEATLES...... John Lennon, Paul Mc Cartney,
George Harrison, Ringo Starr...
Beatles:
Quattro nomi che hanno
fatto una parte importante della storia della musica, che
hanno colorato, con una indimenticabile colonna sonora, un
decennio caratterizzato da progresso tecnologico ed emancipazione
femminile, macchiato da guerre incomprensibili e lotte razziali
estenuanti.
Quattro ragazzi che avrebbero potuto tranquillamente restare
un complessino, come ce n’erano tanti, ma che invece
diventarono un fenomeno musicale per la storia del rock e
della musica pop contemporanea, che ha inciso tra il 1962
e il 1970 una serie di LP memorabili.
Il nome dei Beatles è stato incollato ad un’immagine
appartenente al mondo della musica e le loro canzoni a lungo
confinate nell’angusta casella della loro epoca. Collocare
l’opera dei Beatles esclusivamente nella contemporaneità
del movimento beat e del colorato Flower Power significa ridurre
alla pietrificazione un testo vivo che rappresenta una generazione
senza tempo.
Con il trascorrere degli anni, i testi delle loro canzoni
si sono arricchiti di tanti, nuovi significati e si offrono
a varie interpretazioni, impensabili ed impossibili nel periodo
in cui furono composte.
Sondaggio
in Gran Bretagna: sono ancora i Beatles i più
grandi della storia
Si
può pensare che i sondaggi lascino il tempo
che trovano, ma quello effettuato dalla Zippo su un
ampio campione di cittadini inglesi oltre a destare
curiosità riveste una interessante rilevanza
storica.
Alla domanda su quale sia stato il più influente
artista della storia della musica, la stragrande maggioranza
degli interpellati ha risposto i Beatles, segno che
sul quartetto di Liverpool il tempo non lascia alcun
segno; anzi, semmai vale il contrario.
Al secondo posto con un certo distacco si piazzano
i Queen, seguiti da Rolling Stones, David Bowie e
Jimi Hendrix.
Conoscere i Beatles non significa
solo ascoltare motivi orecchiabili e piacevoli, ritmi il cui
sound originale ha segnato una svolta senza precedenti nella
storia della musica leggera contemporanea: significa anche
capire le loro parole, interpretare il loro messaggio poetico.
Questo è quanto si sono proposti Alan Aldridge e altri
suoi collaboratori: da Erté a Folon, da Seymour Chwast
a Tomi Ungerer a Peter Max. Ne è nato il presente volume:
una composizione di immagini fantasiose, spesso ardite, o
meglio, un manifesto di grafica neoliberty, pop, beat accostato
alle canzoni più belle del quartetto di Liverpool.
A tanti anni di distanza dal primo disco, i protagonisti della
'success story' più incredibile degli anni sessanta
tornano a offrire il loro dono di poesia, testimoniando così
che il "fenomeno Beatles" non è stato una
moda, ma ha creato uno stile, una vera e propria cultura. ACQUISTA
ONLINE
BEATLES NEWS
06.02.2012
McCartney
canta il pre-Beatles
"Le canzoni che suonava mio papà"
"Kisses
on the bottom", un album di cover dei '30-'40, con due
inediti, con Clapton e Stevie Wonder. Incontro a Londra con
l'ex Beatles.
LONDRA
Paul McCartney porta con disinvoltura la sua (e nostra) storia,
così lunga che stanno scadendo i 50 di «Love
me do» dei Beatles. Sorride canticchiando «Ciao
ciao bambino» al pugno di giornalisti italiani che lo
aspettano per una tavola rotonda che ha i tempi di una visita
accurata dal medico della mutua. Un quarto d’ora, o
poco più, guardati a vista da una pletora di assistenti
e collaboratori under 30 pronti a scrutare ogni suo sospiro.
Nel minimalmente lussuoso Hempel Hotel, ieri è stato
il McCartney day: l’uomo è stato blindato per
interviste a batteria, mandate in onda in diretta sul suo
sito, per la presentazione del nuovo e curiosissimo disco
di Sir Paul, «Kisses on the Bottom», che esce
il 6 febbraio. 14 brani fra i quali due (pregevoli) inediti,
«My Valentine» con Eric Clapton e soprattutto
la classica «Only Our Hearts» con il piano di
Stevie Wonder. Il resto, sorpresa, sono cover di classici
jazz e swing per lo più Anni ‘30/40, che egli
interpreta in una tonalità diversa dal solito, tanto
che a tratti si stenta a riconoscerlo. Materiale musicale
egregio, non troppo sfruttato, pezzi di Irvin Berlin come
«Always» del ‘25 o «It’s Only
a Paper Moon» del ‘33 che fu un successo di Ella
Fitzgerald o «The Glory of Love» suonata nel ’36
da Benny Goodman (a lui piace ricordare la versione di Dean
Martin del 1966). Materiale che la band di Diana Krall, bionda
jazzista moglie di Elvis Costello, suona in modo impeccabile,
soffice; e prodotto dal blasonato vincitore di Grammies Tommy
LiPuma.
Paul McCartney sta benissimo, fisico smilzo come non mai,
i capelli finalmente tagliati e colorati da un parrucchiere
scelto con cura (inutile scandalizzarsi, anche Lou Reed e
Bruce Springsteen si tingono, il capello bianco proprio non
si porta, in questo mondo). Elegante in camicia rosa, sir
Paul porta con fierezza i suoi 69 anni, ed emana energia.
Perché un album di cover, così diverso dal suo
stile abituale?
«Sono cresciuto con queste canzoni, che mio padre suonava
al pianoforte. Ci ho pensato tante volte, a inciderle, negli
ultimi vent’anni, ma poi sono cominciati a uscire tutti
questi dischi di cover: e Robbie Williams, e Rod Stewart,
e tanti altri. Non volevo copiare e rinviavo, rinviavo. Poi
ho trovato LiPuma, e con lui abbiamo scelto titoli non frequentati
da altri. Poi ho scritto due canzoni nuove ed eccoci qui».
Nostalgia?
«Queste sono le canzoni che amavamo prima del rock,
quando ci siamo messi a scrivere con John Lennon le avevamo
nelle orecchie. E nelle ballate, poi, quei suoni permeavano
la nostra melodia».
A ottobre sarà passato mezzo secolo dalla nascita di
«Love Me Do», il primo successo dei Beatles...
«Non ci penso mai, io, agli anniversari. Sono l’ultimo
a saperli. Sono impegnato nel presente, lavoro, guardo avanti,
m’immagino il prossimo album. Che sian passati 50 anni
è impossibile: io ho solo 50 anni! E pensate, che questo
mio nuovo disco è di canzoni che c’erano 50 anni
prima dei Beatles...».
Ha pensato di portare «Kisses on the Bottom» in
tour?
«Il 9 febbraio, al Capitol Studio A di Hollywood dove
abbiamo inciso, terremo un concerto che verrà trasmesso,
poi andrò a cantare alla festa dei Grammy. Forse faremo
qualche piccolo teatro, che è anche un bel cambio,
rispetto al mio standard. Magari andremo a Las Vegas, c’è
una mia amica che non vede l’ora che io canti a Las
Vegas per poter indossare un vestito di pizzo nero. Tutte
le donne fanno così».
Lei nell’album esibisce una tonalità di voce
diversa rispetto al solito.
«E’ successo tutto in studio, ho cominciato a
voce alta come al solito ma non mi piaceva. Così ho
abbassato la tonalità per prender meglio le note, e
lì intorno è stato costruito l’arrangiamento.
Sono diventato una sorta di "Whispering Jack Smith"
(Jack Smith, così soprannominato, fu un artista newyorkese
assai popolare negli Anni 20 e 30, ndr). Sono stato fortunato
a lavorare con Johnny Mandel, vecchio compositore che ha lavorato
anche con Count Basie e ci ha aiutati a trovare gli arrangiamenti
diversi che volevamo. Per Eric Clapton e Stevie Wonder, poi,
ho lasciato spazi che essi hanno brillantemente riempito».
Quali canzoni dei Beatles avrebbero potuto giovarsi di arrangiamenti
di questo tipo?
«"Honey Pie", di sicuro. Magari "Michelle".
Abbiamo pensato anche a trasformare qualche pezzo dei Beatles,
ma poi no, non andavano».
Com’è entrato in questo clima?
«Quando penso a belle canzoni mi vengono in mente gli
standard, come "Stardust". Andiamo indietro con
lo stile, come fa il film "The Artist".
E’ felice, Paul?
«Ma certo! Adesso ho questa nuova moglie, Nancy Shevell,
che è splendida. E bravissima. Soprattutto quando dorme...».
da LaStampa.it
06.02.2012
A
ROMA DAL 7 AL 12 FEBBRAIO ‘I BEATLES A ROMA’ in
“Rock’n'Roll Bar”
Tornano
‘I Beatles a Roma’ con un nuovo spettacolo teatrale:
musica dal vivo, aneddoti, pezzi rari da collezione sul palco,
umorismo, sentimento e le traduzioni in romanesco dei testi
delle canzoni con il progetto ‘Appia Road’.
Un brillante e divertente percorso di scoperta e riscoperta
della musica, delle origini, della energia dei Beatles e del
Rock’n'Roll. ROCK’N'ROLL BAR, il bar dove tutto
è possibile, il bar dove il passato torna presente,
il bar dei Beatles a Roma.
Dal 7 al 12 febbraio 2012 (ORE 20.45 – domenica pomeridiana
ore 17.00) presso il TEATRO LO SPAZIO in Via Locri 42/44 (traversa
di Via Sannio, a 100 metri da Metro S.Giovanni | Roma) I Beatles
a Roma in “Rock’n'Roll Bar”, uno spettacolo
di e con Luigi Abramo, Simone Mariani, Lorenzo Mazzè,
Martino Pirella; con la partecipazione di Giuseppe Maione
e con Giuseppe Palazzo e Saverio Palazzo. La regia è
di Simone Mariani mentre i costumi di scena sono forniti da
‘Italia Retrò’ [Roma]
12.01.2012
A
febbraio 2012 uscirà “Kisses on the Bottom...
Si
intitolerà “Kisses On The Bottom” il nuovo
album firmato da Sir Paul McCartney: l’album –
che è sato regstrato con la band guidata da Diana Krall
– presenta un’ampia serie di standards e due brani
inediti, uno dei quali ['My Valentine'] già ascoltabile
in anteprima dal sito ufficiale dell’ex-Beatle.
Alla realizzazione dell’album hanno preso parte altre
due leggende del pop-rock internazionale, Eric Clapton e Stevie
Wonder.
10.11.2011
TEATRO
ROMA DI OSTUNI (BR) IL 29 NOVEMBRE ALLE ORE 21.00
GLI
SKYWARDS SUONERANNO I PIU' GRANDI SUCCESSI DEI BEATLES MENTRE
FERDINANDO SALLUSTIO (EX CAMPIONE DI PASSAPAROLA DI GERRY
SCOTTI) RACCONTERA' LA STORIA DEI BEATLES E DI GEORGE, TUTTO
QUESTO CON UNA SCENOGRAFIA ANNI '60 CHE CI PORTERA'
INDIETRO NEL TEMPO... COME OSPITE CI SARA' ENRICO VESPIGNANI
(VOCE E CHITARRA DEGLI STRAWBERRY FIELDS).
19.10.2011
Paul
McCartney, l’ex frontman dei Beatles (fresco “sposino”
con l’ereditiera Nancy Shevell) tocca con due spettacolari
e attesissime date il belpaese! Di seguito i biglietti, le
date del Paul McCartney tour 2011-2012
Paul
McCartney si esibirà in Italia con ben 2 date nel mese
di novembre!
Di seguito tutti i dettagli:
Data: Paul McCartney, Concerti del Tour 2011 in Italia
26/11/2011, Arena di Casalecchio di Reno (Bologna)
27/11/2011, Mediolanum Forum di Assago (Milano)
Biglietti: Paul McCartney, Concerti del Tour 2011 in Italia
disponibili su TicketOne ai seguenti prezzi:
BOLOGNA
- tribuna numerata 138 €
-posto in piedi 69 €
15.09.2011
Paul
McCartney e Nancy Shevell potrebbero convolare a nozze il
prossimo ottobre
Sarà
la proprietà di Paul McCartney nel Sussex inglese ad
ospitare le nozze tra il musicista di Liverpool e la sua attuale
compagna Nancy Shevell. La scorsa settimana, l’ex-Beatle
e l’ereditiera statunitense si sono recati in Regno
Unito per definire i dettagli della cerimonia, che sarà
in forma molto privata. Secondo una fonte vicina alla coppia,
i due “si sposeranno prossimamente; sono molto emozionati
ed è quasi tutto pronto”. Secondo il ‘Mirror’,
le nozze potrebbero avere luogo ad ottobre 2011: la Shevell
“avrebbe voluto sposarsi a New York, ma sapeva che un
matrimonio inglese avrebbe reso più felice Paul; la
coppia ha deciso di sposarsi in Gran Bretagna e dare successivamente
un party nella loro casa degli Hamptons per tutti gli amici
americani”. I due hanno scelto gli anelli di matrimonio
presso l’esclusivo gioielliere di Los Angeles Neil Lane..
09.09.2011
Backbeat:
rivelato il cast del musical ispirato all’omonimo film
del 1994 sugli esordi dei Beatles
Si
intitolerà ‘Backbeat’, proprio come il
film-culto del 1994 basato sugli esordi dei Beatles ad Amburgo,
e sarà ambientato tra il 1960 e il 1962 nella città
tedesca in cui i Fab Four fecero i loro primi passi: stiamo
parlando di un musical in programmazione in Inghilterra: al
centro della trama del musical è il rapporto tra John
Lennon, Stuart Sutcliffe (primo bassista dei Beatles) e la
fotografa Astrid Kirchherr, ora settantatreenne.
Ad interpretare il ruolo di John Lennon nel musical sarà
Andrew Knott, mentre Stuart Sutcliffe verrà interpretato
da Nick Blood; a dare volto e voce ad Astrid Kirchherr sarà
Ruta Gedmitas; Daniel Healy interpretaerà Paul McCartney,
William Payne sarà George Harrison, Adam Sopp si calerà
nei panni di Ringo Starr, mentre Pete Best (primo batterista
del quartetto) sarà interpretato da Oliver Bennett.
Il produttore Karl Sydow ha detto che “Backbeat darà
al pubblico la possibilità di vivere la nascita dei
Beatles”.
07.09.2011
Il
CD “Ocean’s Kingdom’, la prima opera orchestrale
per balletto firmata da Paul McCartney, uscirà il 3
e 4 ottobre 2011
Si
intitola ‘Ocean’s Kingdom’, è stato
commissionato dal New York City Ballet ed è la prima
opera orchestrale per balletto mai realizzata da Sir Paul
McCartney: lo ‘score’ orchestrale verrà
pubblicato dalla Decca Records il 3 ottobre nel Regno Unito
e dalla Hear Music/Telarc il 4 ottobre negli USA. Diretta
da John Wilson e prodotta da John Fraser, la partitura orchestrale
è stata eseguita dalla London Classical Orchestra.
‘Ocean’s Kingdom’ è il risultato
di una stretta collaborazione tra l’ex-Beatle e il Master
in Chief del New York City Ballet, Peter Martins: i due hanno
lavorato fianco a fianco con l’obiettivo di presentare
lo ‘score’ in prima assoluta per l’apertura
della stagione 2011/2012 del balletto newyorchese.
Lo ‘score’ orchestrale ha una durata di circa
60 minuti ed è suddiviso in quattro movimenti: Ocean’s
Kingdom, Hall of Dance, Imprisonment e Moonrise. La premiere
del balletto si terrà il 22 settembre 2011: l’album
– regisrrato a Londra - sarà disponibile ad ottobre
in formato digitale, su CD e in vinile.
05.09.2011
IN
MOSTRA AL CAVERN CLUB L'ULTIMO CONCERTO DEI BEATLES NEL LOCALE
E'
in esposizione al celebre Cavern Club di Liverpool, ovviamente
quello rifatto, una nuova grande opera d'arte che rappresenta
i Beatles in azione nel locale per l'ultima volta. L'artwork
si riferisce al 3 agosto 1963 è frutto della statunitense
Shannon MacDonald, cui creazioni adornano l'albergo "Hard
days night" della città sul Mersey e che è
stata definita "the world's greatest Beatles artist"
da un ex sindaco di Liverpool.
Alan Weston del quotidiano "Liverpool Echo" riporta
che la creazione della MacDonald, che abita nel New Jersey,
è intitolata "Toppermost of the poppermost";
l'opera è stata creata per buona parte negli USA e
si compone di quattro pannelli ognuno dei quali dedicato ad
uno dei Fab. Sebbene le immagini siano dipinte, l'effetto
è particolare in quanto sono stati adoperati airbrush
ed un cancellatore elettrico che donano al lavoro un effetto
fotografico.
Il locale originale chiuse nel maggio 1973.Quelli che diventarono
i Fab Four si esibirono al Cavern 292 volte.
05.09.2011
IN
EUROPA LA MOSTRA SU GEORGE HARRISON
Il
Grammy Museum di Los Angeles inaugurerà la prima grande
mostra su George il prossimo 11 ottobre. In questo periodo,
curiosamente, sono da registrare altre due iniziative sull'ex
Beatle: il documentario di Martin Scorsese e che negli USA
l'emittente HBO trasmetterà nei giorni 5 e 6 ottore,
e un libro di Olivia, la moglie del musicista, che sarà
commercializzato dal 27 settembre.
Parte del materiale che sarà esposto al Grammy proviene
dalle ricerche effettuate da Scorsese per il documentario.
Le ricerche sono durate cinque anni e, ha detto Olivia, "sarebbe
stato un peccato non condividere con la gente tutto il materiale
che Marty alla fine non è riuscito ad usare".
Bob Santelli, direttore del museo, ha detto: "George
era un uomo intensamente spirituale". Molti oggetti fino
ad oggi non avevano mai lasciato Friar Park, la straordinaria
villa di Henley-on-Thames in cui Harrison abitò fino
alla sua scomparsa nel 2001. Tra i "memorabilia"
che sarà possibile ammirare spiccano le sue chitarre,
anche quelle suonate con i Beatles, vestiti (anche quello
indossato allo Shea Stadium e al concerto per il Bangladesh),
testi per canzoni inedite, diari, fotografie e lettere. La
mostra "George Harrison: living in the material world"
si protrarrà sino al 12 febbraio 2012, poi diventerà
itinerante. "Stiamo decidendo in questi giorni in quali
città andrà, ma si tratterà di un po'
di posti negli USA e poi si fermerà per un po' di tempo
in Europa, Londra inclusa", ha affermato Santelli.
28.07.2011
LIVING
IN A MATERIAL WORLD DI SCORSESE SU GEORGE HARRISON IN AUTUNNO
Living
in a Material World sarà distribuito ad ottobre sul
mercato home-video.
Il documentario dedicato a George firmato da Martin Scorsese
ripercorrerà la vita e la carriera dell'ex Beatles
attraverso video privati e interviste agli altri membri della
band e a personaggi famosi che lo hanno conosciuto: tra questi
Eric Clapton, Terry Gilliam, Eric Idle, Paul McCartney, Yoko
Ono, Phil Spector, Ringo Starr e Jackie Stewart.
Il film sarà trasmesso il prossimo autunno negli Usa
e in UK sul canale HBO.
04.07.2011
Gli
All Beat Back celebrano il loro secondo anno di attività-live
a Roma con un concerto/evento
La
tribute-band romana All Beat Back festeggerà
i suoi primi due anni di concerti nel segno dei Beatles
con un live che si terrà venerdì 8 luglio
2011 a Roma,all’interno del parco dello Stardust
Village all’Eur / Torrino.
La tribute-band capitolina parteciperà, inoltre,
al Beatles Day che si terrà il 5 luglio 2011
al Parco San Sebastiano all’interno della manifestazione
ROMA VINTAGE
01.07.2011
Mark
Waters salva i Beatles
Il
regista Mark Waters (Mean girls, La rivolta delle ex) è
in trattative per dirigere la commedia Get Back per la Sidney
Kimmel Entertainment.
Il film racconterà la storia di due fan accaniti dei
Beatles che, dopo aver scoperto una macchina del tempo, decidono
di viaggiare indietro nel tempo fino al 1966 per impedire
a John Lennon di incontrare Yoko Ono, che reputano responsabile
di aver causato lo scioglimento dei Fab Four. Le cose tuttavia
si complicheranno quando uno dei due verrà coinvolto
in quello che diventerà un triangolo amoroso.
Waters è subentrato nella direzione del progetto dopo
l'abbandono da parte di Jason Lee. La sceneggiatura del film,
apparsa nella cosiddetta Black List del 2007 (una lista delle
migliori sceneggiature non prodotte nel corso dell'anno),
è firmata da Chris McCoy e le riprese del film dovrebbero
cominciare alla fine dell'estate a Londra.
01.07.2011
Paul
McCartney a Napoli?
“Paul
McCartney si è detto entusiasta di ritornare a suonare
a Napoli: ha dato il suo ok”. Queste le parole di Mimmo
D’Alessandro della D’Alessandro&Galli, promoter
storico che lavora con l’ex Beatles dal 1989.
L’operazione come ha sottolineato D’Alessandro
non è semplice. Il tour di McCartney iè tra
i più costosi del pianeta con quello degli U2 e dei
Rolling Stones (i costi superano di gran lunga il milione
di euro) e sappiamo che le casse del nostro Comune non vivono
tempi felici. Sarebbe così necessaria – come
per la verità accade in ogni parte del mondo –
partire con una campagna-ricerca sponsor.
27.06.2011
Il
16 e il 17 luglio 2011 Salsomaggiore Terme ospita la seconda
edizione di
SALSO MEETS THE BEATLES
Il 16 e il 17 luglio 2011
Salsomaggiore Terme (PR) di trasformerà in un angolo
di Liverpool ed ospiterà la seconda edizione del Festival
SALSO MEETS THE BEATLES.
Un grande evento musicale/culturale che trasforma la città
di Salsomaggiore Terme nella capitale della musica dei fantastici
Fabs per un intero-week end e che verrà ospitata in
varie location della città (in caso di maltempo, gli
eventi si svolgeranno presso il Palazzo Congressi di Salsomaggiore).
Ecco in dettaglio il programma del festival
SAB. 16 LUGLIO 2011
- ore 17.45 inaugurazione Festival, Mostra iconografica sui
Beatles – Terme Berzieri Salsomaggiore;
- ore 18.00 seminario a cura di Rolando Giambelli Presidente
dei Beatlesiani d’Italia Associati – Terme Berzieri;
- ore 18.45 intervento musicale strumentale a cura di Mus.ar.te.:
M.° Luigi Rizzi (pianoforte), Luca Vascelli (chitarra),
Antonella Tanetti (violino) – Terme Berzieri;
- ore 21.30 concerto della Tribute band “THE BEATBOX”
in P.zza Berzieri.
DOM. 17 LUGLIO 2011
- Dal mattino, mostra fotografica sui Beatles – Terme
Berzieri;
- ore 10.30 esibizioni dei gruppi ed artisti iscritti al Festival
nel Parco Corazza;
- Bancarelle di dischi/cd/dvd, libri, oggettistica Beatles
nel Parco Corazza;
- ore 15.30 esibizioni dei gruppi ed artisti iscritti al Festival
nel Parco Corazza;
- ore 18.00 premiazione dei gruppi/musicisti nel Parco Corazza;
- ore 21.30 concerto di chiusura della beatles band THE FABS
in P.zza Berzieri;
INGRESSO LIBERO
Presenta la rassegna musicale Deborah Cerri.
Inoltre sabato 16 e domenica 17 Luglio, alla sera durante
l’Aperitivo beatlesiano, si terrà l’appuntamento
con il Beatles Karaoke ed il gruppo dei Quarryband.
Nei bar aderenti al Centro Commerciale Naturale “Liberty
Center Salsomaggiore Shopping”, si potrà inoltre
degustare l’aperitivo beatlesiano.
Evento ideato e realizzato da MUS.AR.TE. – Associazione
musicale culturale di Salsomaggiore Terme,
Direzione artistica: Guido Barbieri
con la collaborazione dei Beatlesiani d’Italia Associati
Profilo facebook Festival – Salso meets the Beatles
Festival
21.06.2011
Beatles
day a Roma, 5 luglio 2011
nell’ambito
di ROMA VINTAGE 2011
Parco San Sebastiano Via delle Terme di Caracalla 55
05 luglio 2011 dalle 18.30 alle 24.00
CONCERTO DI BEATLE-BANDS – OSPITI – MOSTRE –
CELEBRAZIONI
"La manifestazione sarà promossa dal Comune di
Roma, “Assessorato alle Politiche Culturali" in
collaborazione con Beatlesiani d'Italia Associati, con il
Patrocinio del COMUNE DI ROMA - Assessorato alle Politiche
Culturali - Dipartimento Cultura - Ufficio Spettacolo, e inserita
nell'ESTATE ROMANA 2011, si terrà a Roma il 05 luglio
nell’ambito di ROMA VINTAGE presso il Parco San Sebastiano
in Via delle Terme di Caracalla 55 dalle 18.30 alle 24.
All’evento musicale/culturale/benefico parteciperanno
a titolo gratuito numerose Beatle Bands e collezionisti, fans
e personaggi coinvolti nella favolosa storia dei Beatles provenienti
da Roma e da altre parti d’Italia, innanzitutto per
festeggiare i 71 anni ottimamente portati da RINGO STARR all’indomani
dell’atteso concerto con la sua All Starr Band al Cavea
Auditorium parco della Musica di Roma, che l’ex batterista
dei Beatles compirà poche ore dopo, il 7 luglio! Il
grande raduno “beatlesiano” Sarà anche
l’occasione per celebrare il 46° anniversario dei
concerti romani dei Beatles all’Adriano, organizzati
dall’indimenticabile Leo Wachter, ma anche il 50°
anniversario del primo concerto dei Beatles al Cavern il 9
febbraio 1961 (Where it All Began with the Beatles on 1961
- 50thAnniversary Celebration); ed infine anche quello della
prima registrazione commerciale dei Beatles, effettuata nell’ottobre
1961 ad Amburgo, della canzone My Bonnie conTony Sheridan.
Molte le Beatle Bands & Big Special Guests attesi in Concerto:
L’entusiasmante kermesse musicale sarà condotta
da MARIO PEZZOLLA il noto conduttore di Radio Rai, esperto
di Beatles ed autore del VideoRai "I Favolosi Beatles",
l’unico documento TV ufficiale per tutti i filmati “beatlesiani”
prodotti dalla RAI dal 1963 al 1970, ormai introvabili, ma
che proietteremo nel corso dell’evento. E anche prevista
la proiezione di altri spezzoni significativi di filmati sui
“Fab Four” con la regia di Stefano Stefanelli.
Produttore esecutivo Claudio Giorgi. Sempre molto attesa dagli
appassionati è la proiezione integrale (18 min.) del
documentario curato dal giornalista Gianni Bisiach nel 1963
per la RAI. Fu girato a Londra per il programma TV7 con il
titolo “The Fabulous Beatles” che li lanciò
per primo in Italia. Gianni Bisiach sarà sul palco
alle 21.00 circa, per ricordare la sua indimenticabile esperienza:
l’incontro con i Beatles in Inghilterra, ma anche a
Roma nel 1965, proprio in occasione del loro concerto del
27 giugno all’Adriano organizzato da Leo Wachter.
Oltre ai concerti e alla presenza di importanti ospiti potremo
allestire nel foyer una mostra fotografica con le immagini
più significative dei Fab Four e una mostra di fumetti
che narrano la loro storia.
Promo EMI Music Italy - International Liverpool Beatle Week
2011.
Un’esposizione di memorabilia sarà curata da
Giampietro D’Ercole di Welcome Beatles Fan Club di Roma.
Presentazione di libri vari con i loro autori.
FINALITA’: Secondo il nostro Statuto ed il motto “Beatle
People for People” l’evento “beatlesiano”
servirà, come avvenne anche lo scorso anno, oltre che
per celebrare i Beatles, anche per sostenere le attività
umanitarie e scientifiche del Dipartimento di Pediatria diretta
dal Professor Alberto G. Ugazio presso l’Ospedale Bambino
Gesù, e dell’associazione A.M.R.E.I. (Associazione
Malattie Reumatiche Infantili) di Roma collegata con il reparto
stesso. “Happy Birthday Ringo!!!” Ed infine, restando
in totale atmosfera “beatlesiana” e umanitaria,
allo stesso tempo, canteremo tutti in coro “With a Little
Help from My Friends” ricordando Ringo Starr che la
interpretava e gli potremo anche dedicare un caloroso “Happy
Birthday Ringo!!!” brindando con il Berlucchi ’61
evocando, così, attraverso le sue persistenti inconfondibili
“bollicine”, quel “fantastico” 1961,
quando dal Cavern, la mitica cantina di Liverpool, uscirono
i favolosi Beatles per la prima volta e conquistarono il mondo
con la loro stupenda musica, mentre dalle Cantine Guido Berlucchi
in Franciacorta – Brescia – Italia, venne alla
luce il primo migliore spumante italiano ottenuto con il Metodo
Classico, la magia continua…senza fine…e con il
BERLUCCHI ’61 a Denominazione di Origine Controllata
e Garantita DOCG e con i Beatles….Forever!!!!
Direttore artistico Rolando Giambelli.
15.06.2011
All'asta
50 foto inedite dei Beatles
Le
istantanee sono frutto del fotografo americano Mike Mitchell,
oggi 65 anni, che all'epoca aveva solo 18 anni ed era un fan
scatenato dei quattro "baronetti" britannici. Ma
quelle fotografie, scattate in bianco e nero e in controluce,
Mitchell le aveva chiuse, ignaro del loro valore, in una scatola
dimenticata per 40 anni nella sua cantina. "Solo molti
anni dopo - ha spiegato il fotografo - ho capito che questo
concerto a Washington era considerato dagli esperti del settore
un evento di grande importanza".
"Ci sono molte fotografie dei Beatles, ma queste immagini
scattate da Mitchell sono semplicemente incredibili",
ha detto Cathie Elkies, uno dei responsabili di Christie's.
Le foto, valutate tra i 1.000 e i 6.000 dollari l'una, sono
scattate da angoli inusuali e si concentrano su alcuni particolari.
"All'epoca non c'era nessuna misura di sicurezza, la
stampa aveva accesso totale e io ho potuto scattare con tutta
libertà quelle foto", ha spiegato Mitchell, che
era riuscito anche a salire sul palco durante la conferenza
stampa di presentazione. "E' impossibile per me dimenticare
le grida degli 8.000 spettatori, soprattutto ragazze, presenti
al concerto", ha concluso il fotografo.
Le immagini, già esposte l'17 e il 25 giugno a Londra,
al Grosvenor House del Marriott Hotel, verranno esposte dalla
casa d'aste newyorkese a New York dall'11 al 20 luglio, data
della vendita. La collezione completa potrebbe anche raggiungere
un valore di 100.000 dollari.
Il prossimo 20 luglio, 50 fotografie inedite del concerto
dei Beatles al Washington Coliseum. e di quello del 13 settembre
1964 al Civic Center di Baltimora, nel Maryland, saranno vendute
all'asta da Christie's, a New York. Il concerto tenuto nella
capitale americana l'11 febbraio del 1964 era il primo degli
"scarafaggi" di Liverpool in America e veniva due
giorni dopo l'apparizione dei quattro inglesi nella trasmissione
televisiva americana, "Ed Sullivan Show".
09.06.2011
Paul
McCartney e Yoko Ono al quinto anniversario di "Love"
Sono
stati uniti dallo stesso destino per una quarantina d'anni,
legati entrambi, anche se in posizioni opposte, alla più
grande band della storia della musica. Ma pur avendo messo
da parte molte delle loro divergenze Paul McCartney e Yoko
Ono non sono sembrati così vicini e così amici.
Entrambi erano presenti allo spettacolo "Love" dei
Cirque du Soleil a Las Vegas, ma non è sembrato esserci
troppo amore tra l'ex compagno di band di John Lennon
e la sua vedova.
McCartney e Yoko Ono erano alle celebrazioni del quinto anniversario
di "Love", evento che intendeva anche rendere omaggio
a un altro Beatle scomparso, George Harrison, dal quale partì
l'idea dello spettacolo prima di morire e fu parte
attiva nel progetto : senza il suo input nulla sarebbe mai
successo. George era un appassionato di auto e conobbe
sul circuito di Montreal Guy Lalibertè, l'
uomo che 24 anni fa creò Cirque du Soleil. Lui lo invitò
alla sua festa e George, che era già malato, disse:
"Sono molto stanco e vengo per mezzora". Invece
rimase tutta la notte, cantando e spassandosela. Poi chiese
a Lalibertè di fargli visita a Londra e gli lanciò
l' idea del musical. Gli disse: "Cosa ne diresti se riunissimo
i Beatles per una volta ancora?"». Questo era dunque
il proposito di Love: riunire i Beatles un'ultima volta.
Eppure, nonostante l'evento dovesse essere denso di emozioni,
McCartney e Yono hanno evitato di apparire insieme sul tappeto
rosso della serata, facendo intuire che forse un pochino di
gelo di fondo rimane ancora.
Il cantante e la vedova di Lennon, hanno percorso il tappeto
rosso, l'uno accompagnato dalla fidanzata Nancy Shevell, e
l'altra con il figlio Sean.
Presenti alla serata oltre alla vedova di Harrison e il figlio
Dhani, George Martin e il figlio Giles, che hanno
lavorato in qualità di produttori sull'intero archivio
dei Beatles presso gli studi di Abbey Road. Tra
gli altri artisti presenti all'evento Kristin Davis,
Slash, T-Pain, Rosanna Arquette, Gayle King, The Killers,
Siegfried & Roy, Marcia Gay Harden, Dominic Monaghan,
Elijah Wood, Matt Sorum, Mark McGrath, Mike Dirnt of Green
Day, Danger Mouse, DJ Chris Holmes, Aaron Paul, Robin Antin
of Pussy Cat Dolls.
Negli anni i due non hanno risparmiato dichiarazioni al vetriolo
e i "dispetti" l'uno nei confronti dell'altra.
Dopo anni di silenzio, McCartney parlò delle sue controversie
con la Ono durante un'intervista con Howard Stern dove
affermò che l'artista giapponese mise gli occhi
prima su di lui e non sul futuro marito, John Lennon.
Anni dopo, quando McCartney chiese alla Ono di anteporre il
nome di Paul a quello di John nei crediti di "Yesterday"
nell'album "The Beatles Anthology" lei rifiutò ,
anche se McCartney aveva scritto e interpretato la canzone. "Non
le sarebbe costato niente in termini di denaro. Questa
è tutta roba legale", disse McCartney.
Lo scorso anno la Ono dichiarò al Times che Paul aveva
contribuito in maniera decisiva nel salvataggio del matrimonio
tra lei e John nel periodo nero , il "lost weekend" del
1974, quando Lennon scappò con la sua assistente, May
Pang. Yoko dichiarò che Paul McCartney intervenne
di persona e fece tornare la coppia di nuovo insieme.
Eppure tutti noi ci ricordiamo Yoko al concerto di Paul
a Liverpool il 1 giugno del 2008, quando sulle note di "Give
peace a chance", seduta accanto a Olivia, cantava
e applaudiva sorridente.
09.06.2011
Yoko
Ono regala una moneta di John Lennon a Liverpool
Yoko
Ono ha donato una moneta raffigurante lo scomparso marito
John Lennon ad una casa d'aste che, il 9 giugno 2011, la metterà
in vendita. La moneta, che fa parte di una serie limitata
edita in 5000 esemplari, mostra l'ex Beatle con capelli lunghi,
basettoni e i classici occhiali tondi. Il dono di Yoko, 77
anni, genererà fondi che saranno interamente devoluti
all'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool. La Ono, sostenitrice
dell'ospedale, ha detto: "Questo posto incredibile, tra
i maggiori e frequentati ospedali infantili d'Europa, è
molto vicino al mio cuore". L'ultimo album pubblicato
dall'artista è stato "Between my head and the
sky", uscito nel settembre 2009. Al disco ha partecipato
suo figlio Sean.
09.06.2011
La
fiaba dei Beatles a Piacenza. dal 9 al 26 giugno.
Si
è aperta ieri 9 giugno a Piacenza “Una galleria
di Imagine”, mostra dedicata ai Fab Four che si terrà
presso la galleria Borgo Faxhall e che si protrarrà
sino al 26 giugno.
Sulle note di "The long and winding road" la storia
dei Beatles scorre come una fiaba attraverso le copertine
dei loro dischi dal 1963 al 1970 e tante altre fotografie
che ritraggono il quartetto di Liverpool nelle diverse fasi
della loro carriere: PiacenzaSera.it vi offre una speciale
anteprima per immagini con un focus sulla speciale sezione
dedicata al grande John Lennon.
A presentare la mostra a Borgo Faxhall sono stati i curatori
Eleonora Bagarotti e Alberto Dosi, l’assessore comunale
al commercio Katia Tarasconi, Fabio Calabrese in rappresentanza
dei commercianti del centro medesimo, Stefano Pareti dell’equipe
organizzativa.
La mostra nasce nel cinquantesimo anniversario della prima
registrazione ufficiale ad Amburgo del celeberrimo quartetto
di Liverpool, nel quarantesimo di “Imagine” di
John Lennon e nel decennale della scomparsa di George Harrison.
Tanti gli eventi collaterali. Venerdì 10 nell’ambito
dei venerdì piacentini, alle 21.30 di fronte alla Feltrinelli
(via XX settembre/angolo corso Cavour) si terrà il
concerto “Non solo Beatles” con il gruppo mercy
beat “Beat Barons”. Martedì 14 alle 21
al caffè letterario Baciccia, Stefano Pareti insieme
allo scrittore Maurizio Matrone e al suonatore di sitar Max
Marchini proporrà la serata “Chi ha ucciso John
Lennon?” sull’omicidio del cantante. Venerdì
17 ancora per i Venerdì piacentini suoneranno in “Siam
partiti dai Beatles” i fidentini Fances. Martedì
21 giugno, alle 18, alla Feltrinelli Paolo Maurizio Bottigelli
ed Eleonora Bagarotti saranno impegnati in “Remember
John?”, reading dedicato alla vita di Lennon. Mercoledì
22, alle 21, a Spazio4, la proiezione del musical “Across
the universe”; a seguire cineforum con Antonio “Tony
Face” Bacciocchi. Venerdì 21, ai venerdì
piacentini, il concerto “Ci dispiace, niente Beatles”
dei Sir Jack and the Grandma Modes. E non finisce qui: la
mostra andrà in gita a Salsomaggiore dal 30 giugno
al 3 luglio, proprio nei giorni del Festival Beat.
26.05.2011
Novità
per Paul McCartney: due nuovi dischi, due nuove ristampe per
la ‘ArchiveCollection’ e forse un live a Verona
Nuove
interessanti novità dall’universo-McCartney.
Sir Paul avrebbe da poco terminato di registrare un album
di standard d’annata; brani storici che il musicista
avrebbe sempre desiderato suonare e interpretare. Almeno questo
è quanto riporta Perez Hilton, celebrity blogger d’Oltreoceano,
secondo cui Macca ha lavorato con un’orchestra realizzando
circa dodici canzoni. “Era una cosa che volevo fare
da sempre, già dal periodo dei Beatles, ma poi Rod
Stewart ha dato di matto e allora ho pensato ‘meglio
aspettare, altrimenti qui pensano che voglio copiare Rod’.
Sono delle canzoni che adoro, ma cerco di stare alla larga
da quelle troppo conosciute. È musica del tipo ‘tornando
a casa dal lavoro’, musica che metti su e ti versi un
bicchiere di vino”: queste le affermazioni di McCartney
sul progetto discografico ancora privo di titolo. Secondo
il sito statunitense, il musicista di Liverpool avrebbe in
cantiere anche un disco “più rock” e, per
questo, spera di poter collaborare con Dave Grohl, ex-batterista
dei Nirvana e frontman dei Foo Fighters.
Ma le novità non finiscono qui: parlando di nuove uscite
c’è da segnalare la recente pubblicazione dei
due album ‘McCartney I’ e ‘McCartney II’
per la ‘Paul
McCartney Archive Collection’, ambizioso progetto di
rimasterizzazione del repertorio di Sir Paul; i due CD, rimasterizzati
presso i leggendari Abbey Road Studios, sono disponibili nella
versione Standard (2 CD) o nell’edizione Deluxe (2 CD
+ DVD + Limited Edition Numbered Book).
Anche per i fan che sperano in un live in Italia ci sono importanti
aggiornamenti: oltre a Napoli e Firenze, sembrerebbe che l’entourage
di Paul possa ora prendere in seria consderazione l’ipotesi-Verona.
Lo scorso 21 maggio 2011, nella “Olimpiahalle”
a Monaco di Baviera, in diecimila hanno assistito al live
di Zucchero Fornaciari, che a breve si esibirà all’Arena
veronese. In platea, nella guest zone, siedeva Paul McCartney
con la compagna Nancy Shevell e del figlio James. Dopo il
live, durante una cena post-concerto, il musicista ha ‘regalato’
un suggerimento a Sir McCartney: “pensa a Verona. L’Arena
è un luogo magico per chi fa musica, vibrazioni magiche
arrivano dal pubblico e da quel luogo”.
21.05.2011
Carlo
Verdone e i Beatles a Roma.
C'è
una cosa che amo fare spesso: tornare nella mia casa paterna
quando non c'è nessuno.Mi piace aprire le porte delle
stanze, ricordare com'erano quando noi fratelli abitavamo
là. Sentire quell'odore inconfondibile di libri, tappeti
e poltrone, sempre nello stesso posto, percorrere lentamente
il lungo corridoio dove la solita mattonella, poco aderente,
da più di cinquant'anni fa un leggero rumore di assestamento
mentre ci cammini sopra. Questa "voce" e quegli
odori mi illudono e mi rassicurano che il tempo lo posso sempre
fermare nella casa dove ho trascorso trent'anni della mia
vita.Sembra tutto immobile.Mi piace molto aprire i cassetti
e ritrovare la penna del liceo,una lettera di raccomandazioni
di mia madre,la foto in bianco e nero della prima fidanzata,noi
fratelli in posa sotto l'albero di natale,una medicina scaduta,la
chiave del mio primo motorino.
Ma pochi mesi fa', nell'aprire un cassetto al quale non avevo
mai dato importanza,trovai l'oggetto più prezioso della
mia adolescenza,quello che testimoniava il più bel
periodo della mia vita:un grosso album di ritagli di articoli
e foto.Il titolo era stato scritto da me a penna :The Beatles.
Una raccolta impressionante di foto di John,Paul,George e
Ringo accompagnate da titoli fatti da me: "I più
grandi del mondo", "Lennon immenso", "Le
quattro meraviglie dell'universo"etc… Ma in una
delle ultime pagine avevo scritto un titolo (che accompagnava
una loro foto durante un concerto) che aveva un enorme significato
e testimoniava qualcosa di molto profondo e anche spirituale:
"Accompagnate i momenti più belli della mia vita".
In quella frase c'era tutto lo spirito degli anni sessanta:
felicità,risate,amici,ascoltare musica,fare musica.
Ma soprattutto emozionarsi ad un brano che ti accompagnava
per tanto,tanto tempo scandendo un'epoca colorata,allegra
nella quale eri sempre innamorato. Ricordo che facevo a gara
con la mia fidanzata quindicenne per superarla nell'allestimento
di questi immensi album.Ma lei era più brava,perché
il papà andava spesso a Londra e in America e le portava
riviste pop introvabili.
Il suo album era certamente più prezioso del mio. Ma
un giorno il mio di papà tornò da New York con
una chicca che la stese secca senza parole: il manifesto originale
del famoso concerto dei Beatles allo Shea Stadium di New York
del 66. E, per farmi felice, ci fece aggiungere in stampa
"With Carlo Verdone In Person". Ricordo che ci fu
un'autentica processione di amici e compagni di scuola per
ammirare il cimelio dei cimeli.Fui molto grato a mio padre
per quel pensiero.Francamente non mi aspettavo da lui,professore
serio e spesso severo,una simpatia per quei quattro. Ma mio
padre andò oltre le mie attese, nonostante la mia bocciatura
in quarta ginnasio con relativo blocco della paghetta e sequestro
della batteria, con la quale suonavo con un gruppo.Mi chiamò
nel suo studio per dirmi testualmente:"… Ho preso
due biglietti per il concerto serale dei Beatles qui a Roma.Ci
andremo insieme.E' un avvenimento storico molto importante,va
visto." Quella comunicazione mi sbalordì.
Mio padre era giovane! Solo "un grande" poteva dire
quella frase…. E le sue quotazioni, nonostante le sberle
per la bocciatura,salirono enormemente. Vedere dal vivo quello
che stavo incollando su un album ed ascoltando su un Philips
ancora "mono",era la più grande emozione
della mia vita.
Ben presto nacque un problema: come andarci vestito? Molti
miei amici si stavano facendo crescere i capelli sopra le
orecchie,altri avevano comprato i famosi stivaletti con la
zip e il tacco lungo usati soprattutto da Lennon, altri optavano
per una camicia a fiori, indossata spesso da Harrison. La
mia ragazza,che aveva trovato con la sorella i biglietti per
il pomeriggio,decise di mettersi una minigonna esagerata e
di preparare un cartello con scritto."PAUL I LOVE YOU!"
Io mi incazzai molto perché le mutande stavano a dieci
centimetri dall'orlo ed ero molto geloso.
Nel frattempo continuavo, in fibrillazione, ad incollare foto
e ritagli dei Beatles e su un articolo lessi: "I Beatles
a Roma suoneranno per 40 minuti. Un milione al minuto il loro
compenso." "Morté…" dissi. Io
all'epoca con il mio gruppo, "The Sound's Players",
prendevo al massimo ventimilalire per due ore. Il 28 giugno
arrivò in fretta. Con mio padre decidemmo di non prendere
la macchina per il gran caos ed arrivammo davanti all'Adriano,
in Piazza Cavour,sudati fradici. Davanti ai nostri occhi un'immagine
da colpo di stato: un centinaio di celerini con casco e manganello
presidiavano l'intera area. Quattro automezzi idranti per
disperdere la folla erano disposti strategicamente. Due ambulanze
erano pronte con il segnalatore acceso e notammo perfino (ma
che cavolo ci entrava…) un cappellano militare! In poche
parole per quella Roma democristiana l'evento doveva apparire
come qualcosa tra l'insurrezionale e l'isteria di massa. Non
era un caso che in quell'epoca i "capelloni" venivano
spesso circondati e riempiti di botte dai celerini solo perché
sostavano su una piazza o su una scalinata.
A spintoni entrammo nel teatro. E mio padre,per una gomitata,perse
subito gli occhiali.Rischiava di vedere il nulla per il suo
astigmatismo. Ma alla fine ,tra centinaia di scarpe, glieli
trovai con una stanghetta rotta.Prendemmo posto su un ottimo
palchetto,avrebbero suonato sotto di noi. La platea era un
immenso minestrone dove c'era di tutto:borghesi con figli,gruppi
di capelloni indecenti, pariolini con i capelli lisci massimo
fino alle orecchie, intellettuali con gli occhiali alla Pasolini.
Improvvisamente intravedo Anna Magnani col figlio Luca. Guarda
schifata quella massa urlante. Poi papà mi fa notare
Rossella Falk che trova il posto occupato da una scalmanata
che le fa il gesto di andarsene a trovare un altro. Le luci
si abbassano di colpo e un urlo unico, infernale,si leva nel
teatro. Esce il presentatore, Lucio Flauto.Una bordata di
fischi ed urla coprono quello che doveva essere il programma
della serata. La sua presentazione dura troppo e quello del
palco accanto gli urla:" Ma parti cò a musica!
Che ce fai nà conferenza?!!".
Fausto Leali,Peppino di Capri,i New Dada ed altri hanno l'arduo
compito di aprire il concerto. Non si capisce una nota tale
è il volume delle urla. Mio padre si mette paura e
comincia a guardare l'orologio. Non fa altro che ripetere
"Madonna,ragazzi!".Dalla platea cominciano i primi
attacchi isterici e un ragazzo e una ragazza vengono portati
via di peso dagli infermieri delle ambulanze come due indemoniati.
Un panino colpisce in pieno volto un pompiere che guarda da
dietro le quinte. Il pubblico vuole solo i Beatles e comincia
ad urlare "Fuori! Fuori! Fuori!". Si ha la sensazione
che i gruppi prima dei Beatles si sbrighino per andarsene
il prima possibile. Riappare Lucio Flauto per annunciare la
fine del primo tempo e che il secondo vedrà finalmente
i Beatles. L'ennesimo panino dalla platea non lo prende per
un soffio.
I venti minuti che precedono la loro esibizione sono incandescenti:nessuno
riesce a star fermo col corpo, tutti fumano,tutti sudano.
Ma all'ingresso di un tecnico che porta sul palco la cassa
della batteria di Ringo Starr con la scritta The Beatles,
scoppia un urlo assordante. Nel giro di pochi minuti il palco
è pronto, gli amplificatori Vox accesi, le chitarre
sistemate. Entrano accompagnati da un boato e attaccano subito
una scatenata "Twist and Shout". La massa epilettica
dell'Adriano contrasta con un'eleganza, uno stile ed un' autorevolezza
che mai gruppo rock al mondo ha più avuto. In un completo
nero, camicia bianca, cravatta nera e stivaletti, vediamo
ed ascoltiamo l'inizio di una nuova èra non solo musicale
ma soprattutto di costume. Lennon ha un berretto nero, di
vaga memoria bolscevica, che lo rende ancora più "grande".
Seguono a raffica "I'm a loser"(con Lennon all'armonica),
"A hard day's night", "Ticket To Ride",
"I Feel Fine"…Se Mc Cartney e Lennon sorridono
e si divertono, George Harrison se ne sta disciplinatamente
concentrato e serio. Un po' come Ringo Starr che non perde
un colpo ed è l'unico a muovere la testa ritmicamente
facendoci ricordare che "la zazzera" l'hanno inventata
loro. Piano piano le grida e i pianti isterici rischiano di
sommergere i brani che fatichiamo a riconoscere. Ma ecco,
improvvisamente, gli accordi di una canzone per noi nuova,
meravigliosa, potente "She's a woman". E' il delirio
più totale. Un cretino dietro di me urla:"Io che
l'ho!!!". "Ma che cazzo c'hai se la stanno a fa'
a adesso…"gli risponde un capellone grasso. Ormai
siamo tutti in piedi, saltiamo, battiamo con le mani il ritmo.
Mio padre prende appunti su un taccuino per un articolo ma
riceve una gomitata ogni due secondi e alla fine non si leggerà
un cavolo di quello che ha scritto. Durante quello che doveva
essere l'ultimo brano (che non ricordo), un pazzo scatta dalla
sedia e monta sul palco. Si avventa verso Lennon e gli frega
il berretto. Quattro della sicurezza lo bloccano e lo gonfiano
di botte portandolo dietro le quinte. E'la fine! I Beatles,
terrorizzati, buttano gli strumenti sul palco e scompaiono
per sempre. Il ciccione dietro di me commenta lapidario:"Aho',do'
te volti e te giri c'è sempre no' stronzo…".
Finiva così bruscamente, dopo quaranta minuti "l'evento
degli eventi". Era il primo concerto rock che vedevo
e dentro di me sapevo che ne avrei visti altri cinquecento.
Era solo l'inizio di un'epoca: piena di note, di colori ,d'ispirazioni,
di creatività, di amori nati per una canzone, di provocazioni,
di illusioni…Erano i nostri anni 60'.
Carlo Verdone.
20.05.2011
Paul
McCartney in Italia: Piazza Santa Croce a Firenze per l’ex-Beatle?
L’edizione-2011
della kermesse “FiEsta” potrebbe chiudersi con
un evento spettacolare: il concerto di Paul McCartney in piazza
Santa Croce a Firenze. Il capoluogo toscano – che ha
ospitato Sir Paul nel 1993 per il suo ‘New World Tour’
– è inserita tra le città candidate ad
ospitare il nuovo tour dell’ex-Beatle. Il patron del
‘Summer Festival’ Mimmo D’Alessandro, la
cui agenzia rappresenta il musicista di Liverpool sin dal
1988, potrebbe riportare su suolo fiorentino Macca per un
concerto da tenersi a settembre 2011. Ai microfoni di Lady
Radio, D’Alessandro ha ufficialmente annunciato che
si stanno “ultimando i lavori per portare a piazza Santa
Croce Paul McCartney”. Il tour europeo non è
ancora definito e a giorni si attendono i dettagli relativi
alle città italiane che potrebbero essere ‘toccate’
dallo show di Sir Paul [in lizza sembrano esserci, oltre a
Firenze, anche Napoli e Verona].
15.05.2011
Nasce
il sito ufficiale del “JOHN LENNON MOVEMENT FOR RIGHTS
TO FREEDOM”
Un
movimento per tutelare e promuovere i diritti umani nel segno
di John Lennon: nasce il sito ufficiale del “JOHN LENNON
MOVEMENT FOR RIGHTS TO FREEDOM” (MOVIMENTO JOHN LENNON
PER I DIRITTI ALLA LIBERTA`) con lo scopo di valorizzare “un
tipo di Vita Pacifica per ognuno, seguendo e potenziando i
messaggi universali di Pace, Amore, Libertà, Verità,
Fratellanza e Felicità di John Lennon e di altri grandi
leader come Gesù, Ghandi, Martin Luther King”.
I testi di “Imagine”, “Power to the People”,
“Give Peace a Chance”, “Happy Xmas”,
“Gimme Some Thruth” e “Bring on the Lucie”
sono gli elementi-guida di questo movimento, non di natura
politica, il cui sito ufficiale è:
13.05.2011
La
famiglia McCartney negli scatti di Linda
Se
amate i volumi della Taschen, le foto in bianco e nero e i
Beatles, potrete concedervi un lusso: "Linda McCartney:
Life in Photographs", l'ultima novità dell'instancabile
casa editrice tedesca.
Si tratta di una selezione dall'enorme archivio fotografico
di colei che è stata per 30 anni al fianco di Paul
McCartney, una scelta operata dallo stesso cantante dei Beatles
e dai figli: solo 10 scatti, una sorta di testamento, in omaggio
a una fotografa di prim'ordine, dotata di grande versatilità
e spirito di osservazione. Istantanee della vita di famiglia,
della casa di Londra, degli studi di registrazione del White
Album.
"Ora posso pensare a Linda con gioia", ha confessato
Sir Paul ricordando la moglie, deceduta per un tumore 12 anni
fa. "Per me lei resta una presenza molto forte, perche
sono stato sposato con lei per trent'anni - racconta Sir Paul
al Times - Ora, anche nella mia relazione con la mia nuova
compagna, Linda resta una presenza potente, e sono fortunato
che Nancy (Shevell) lo riconosca e ammiri il suo lavoro".
Esistono due versioni dell'opera: quella economica, disponibile
a partire da lunedì nelle librerie, e un'altra ededizione
limitata a 750 copie, numerate e firmate da Sir Paul McCartney.
11.05.2011
“Paul
McCartney a Napoli”: in anteprima su BeatlesNews.it
un ‘celebration book’ dedicato al live partenopeo
di Sir Paul del 1991
“Paul
McCartney a Napoli | 5 giugno 1991? è un volume celebrativo,
interamente dedicato all’unico concerto tenuto a Napoli
da Paul McCartney, il musicista di maggior successo nella
storia della musica popolare contemporanea. A distanza di
venti anni esatti da quell’evento-live, tenutosi il
5 giugno 1991 sul palco del Palapartenope, i giornalisti musicali
Carmine Aymone e Michelangelo Iossa raccontano l’unicità
del concerto, inserito nel mini-tour di sei date ‘a
sorpresa’ tenuto dall’ex-Beatle all’indomani
dell’uscita di “Unplugged – The Official
Bootleg” che lanciò la serie degli ‘Unplugged’
prodotti dall’emittente MTV. Da un lato, il repertorio
di uno dei più grandi compositori di ogni epoca e,
dall’altro, l’incanto di una Napoli ‘catturata’
nei primi anni Novanta.
16..04.2011
WORLD:
in autunno un libro su George Harrison in contemporanea con
l’uscita del film/documentario di Martin Scorsese
La
Abrams ha annunciato la pubblicazione del volume “Living
in the Material World: George Harrison”, scritto da
Olivia, vedova del chitarrista inglese e curatrice della sua
eredità artistica. Il volume vedrà la luce in
autunno, in occasione del decennale della morte di Harrison
e dell’uscita dell’omonimo film/documentario
firmato da Martin Scorsese dedicato all’ex- Beatles.
Scorsese firmerà anche la prefazione al libro: il volume
della Abrams conterrà anche lettere inedite, estratti
di diari del musicista, memorabilia e immagini esclusive che
permetterano di tracciare un ampio profilo di George Harrison
nelle sue differenti vesti di Beatle, di produttore cinematografico,
di musicista solista, di promotore della cultura indiana e
di fondatore dei Traveling Wilbury
02..04.2011
Imagine
di John Lennon sarà il brano d’apertura della
compilation benefica “SONGS FOR JAPAN”
Tutti
insieme per aiutare il Giappone. “Songs for Japan”
è il titolo della raccolta di 38 classici: l’obiettivo
è quello di fornire un aiuto concreto al Giappone,
dopo la recente catastrofe naturale del terremoto e dello
tsunami, ed il conseguente dramma delle radiazioni provenienti
dalla centrale nucleare impazzita di Fukushima. Numerose le
partecipazioni illustri. Tra gli artisti coinvolti spicca
il nome di Yoko Ono, vedova di John Lennon, che ha scelto
di regalare ‘Imagine’ come opening track della
compilation. “Songs for Japan” coinvolge oltre
di trenta artisti del panorama musicale internazionale, chiamati
ad interpretare 38 indimenticabili classici. Il disco è
già disponibile sugli scaffali virtuali di ITunes e
arriverà in uttti i negozi di dischi – in versione
doppio cd – il prossimo 5 aprile. Il ricavato delle
vendite sarà impiegato per finanziare i soccorsi prestati
dalla Croce Rossa giapponese, che utilizzerà i fondi
per le operazioni di primo intervento attualmente in corso
e per la successiva assistenza alla popolazione. Cantare per
il Giappone, ma non solo: gli artisti e gli editori musicali
impegnati nel progetto hanno rinunciato alle royalty e ai
proventi delle vendite.
Ecco la tracklist di “Songs for Japan”: 1. John
Lennon “Imagine” 2. U2 “Walk On” 3.
Bob Dylan “Shelter From The Storm” 4. Red Hot
Chili Peppers “Around The World” 5. Lady Gaga
“Born This Way” 6. Beyonce “Irreplaceable”
7. Bruno Mars “Talking To The Moon” 8. Katy Perry
“Firework” 9. Rihanna “Only Girl (In The
World)” 10. Justin Timberlake “Like I Love You”
11. Madonna “Miles Away” 12. David Guetta “When
Love Takes Over” * solo su prodotto digitale 13. Eminem
“Love The Way You Lie” 14. Bruce Springsteen “Human
Touch” 15. Josh Groban “Awake” 16. Keith
Urban “Better Life” 17. Black Eyed Peas “One
Tribe” 18. Pink “Sober” 19. Cee Lo “It’s
Ok” 20. Lady Antebellum “I Run To You” 21.
Bon Jovi “What Do You Got” 22. Foo Fighters “My
Hero” 23. REM “Man On The Moon” 24. Nicki
Minaj “Save Me” 25. Sade “By Your Side”
26. Michael Buble “Hold On” 27. Justin Bieber
“Pray” 28. Adele “Make You Feel My Love”
29. Enya “If I Could Be Where You Are” 30. Elton
John “Don’t Let The Sun Go Down On Me” 31.
John Mayer “Waiting On The World To Change” 32.
Queen “Teo Torriate (Let Us Cling Together)” 33.
Kings Of Leon “Use Somebody” 34. Sting “Fragile”
35. Leona Lewis “Better In Time” 36. Ne-Yo “One
In A Million” 37. Shakira “Whenever Wherever”
38. Norah Jones
30..03.2011
Le
lettere private di John Lennon verranno pubblicate nel 2012
dalla Orion Books
Alan
Samson, presidente della Orion Books, ha annunciato che la
casa editrice londinese ha acquistato alla modica –
si fa per dire! – cifra di mezzo milione di sterline
i diritti sulla collezione di carteggi personali di John Lennon,
di proprietà di Yoko Ono, vedova del musicista inglese.”Queste
lettere non sono mai state raccolte prima, e per la maggior
parte non sono mai state viste da nessuno. Sono piene di disegni
meravigliosi. Sono divertenti, tristi e molto umane”
ha affermato Samson.
30..03.2011
Sir
Paul McCartney comporrà le musiche per il World Premiere
Ballet della stagione 2011/2012 del “New York City Ballet”
Il
‘master in chief’ del New York City Ballet, Peter
Martins, ha annunicato la collaborazione tra il prestigioso
‘ballet’ newyorchese e Paul McCartney: il musicista
comporrà lo ‘score’ orchestrale del World
Premiere Ballet della stagione 2011/2012.
La composizione di Sir Macca verrà presentata ufficialmente
giovedì 22 settembre 2011: si tratta del primo ‘score’
orchestrale per danza mai elaborato dall’ex-Beatle.
“Sono sempre molto interessato a nuove possibilità
espressive del mio lavoro. Quando sono tornato in Inghilterra
dopo l’incontro con peter Martins, ho immediatamente
lavorato alla composizione ed ora sono alle fasi finali del
lavoro” ha spiegato il compositore di Liverpool.
Martins e McCartney si sono incontrati al Winter Gala della
School of American Ballet nel 2010 e dopo breve tempo hanno
discusso circa le possibilità di lavorare insieme per
un balletto: ”come molti della mia generazione, sono
cresciuto ascoltando la musica dei Beatles e sono molto elettrizzato
dal fatto che McCartney abbia realizzato proprio per il New
York City Ballet il suo primo score orchestrale per una compagnia
di danza” ha affermato Martins.
29..03.2011
Il
14 aprile 2011 sarà venduto all’asta il pianoforte
su cui McCartney suonò ‘Yesterday’ per
la prima volta
Andrà all’asta il prossimo
14 aprile a Londra il pianoforte utilizzato da Paul McCartney
per suonare ‘Yesterday’ per la prima volta. Lo
strumento – un pianoforte ‘Eavestaff’ in
stile art deco – apparteneva alla pop-star Alma Cogan,
amica personale dei Beatles scomparsa prematuramente nel 1966.
La sorella, Sandra Caron, ha messo all’asta il piano
per devolvere il ricavato al London’s Drury Lane Theatre.
Questo pianoforte rappresenta un pezzo della musica pop contemporanea.
È stato, infatti, suonato da Mick Jagger dei Rolling
Stones, da Sammy Davis Junior, da John Lennon e dagli attori
Michael Caine e Sean Connery, tutti ospiti a casa della famiglia
della Cogan durante le sue feste.
“Non credo che allora immaginassero che Yesterday sarebbe
diventata la canzone più ‘reinterpretata’
e celebre di ogni epoca” commenta Ted Owen del Fame
Bureau.
Paul McCartney sognò la melodia del brano nel 1964
e inizialmente pensò di averla rubata. Così
andò a casa della Cogan e le chiese se conosceva quel
brano. McCartney ha più volte ricordato: “Per
circa un mese mi aggirai chiedendo alla gente dell’ambiente
musicale se l’avevano mai sentita prima. Alla fine era
come riportare un oggetto smarrito alla polizia. Pensai che
se nessuno la reclamava dopo qualche settimana avrei potuto
tenerla. Andai nell’appartamento di Alma Cogan a Kensington
e chiesi “Che canzone è questa? E mi misi a suonarla
al suo pianoforte. Alma se ne intendeva di brani, aveva orecchio,
ascoltava Jerome Kern e Cole Porter e quel genere di cose
e mi disse: “Non so cosa sia, ma è bellissima!”
‘Yesterday’ sarebbe uscita successivamente nell’album
dei Beatles “Help” del 1965. Il resto della storia
è noto a tutti!
24..03.2011
LINDA
McCARTNEY: nasce il sito ufficiale per celebrare la vita e
la carriera di Lady Macca
A Linda Eastman, leggendaria compagna
di vita Sir Paul McCartney scomparsa nel 1998, è dedicato
il sito web ufficiale www.lindamccartney.com, presentato dalla
famiglia McCartney per celebrare e raccontare la vita e la
carriera della fotografa/musicista/attivista. Il sito web
è un omaggio alla vita professionale e personale della
prima moglie di Sir Macca: il portale contiene sezioni dedicate
alla biografia di Linda e alle sue passioni per la cucina
vegetariana, la fotografia, la musica e i film.
Il sito anticipa – in parte – la pubblicazione
di un libro speciale dedicato a Linda Mc Cartney dal titolo
‘Linda McCartney: Life In Photographs’, che verrà
pubblicato dall’editrice Taschen il prossimo mese.
08..03.2011
Paul
McCartney morto in un’Aston Martin? Così diceva
la leggenda, ora c’è la smentita
Un enigma nato in Inghilterra, diffusosi
in tutto il mondo e che ora avrebbe trovato la sua soluzione
a Corsico, alle porte di Milano. Si tratta della leggenda
metropolitana secondo la quale Paul McCartney, uno dei mitici
Beatles, sarebbe morto oltre 40 anni fa in un incidente al
volante della sua Aston Martin. Secondo tale tesi complottistica,
quindi, colui il quale ha partecipato alla realizzazione dei
successivi album dei Fab Four, per poi intraprendere una proficua
carriera solista, sarebbe solo un sosia scelto dagli altri
membri del gruppo che volevano tenere segreto l’accaduto.
Smentita. E proprio quella macchina, un’Aston Martin
DB5 del 1964 color sierra blu con interni in pelle nera, è
stata negli ultimi anni nelle mani di Walter Baroni, proprietario
della “Baroni Legend”, officina specializzata
nel restauro e riparazione di macchine inglesi d’epoca:
«Un mio cliente, che voleva un’Aston Martin come
quella di James Bond, nel 2002 ha acquistato quella di McCartney
per oltre 300mila euro e me l’ha affidata perché
la rimettessi a nuovo». E dopo aver lavorato sulla macchina
Baroni, in possesso dei documenti comprovanti che si tratta
proprio dell’auto incriminata, è sicuro: «Magari
è morto da un’altra parte, ma sicuramente non
all’interno dell’Aston Martin. È impossibile
al 100 per cento».
Come nuova. A convincere Baroni di questo sono le condizioni
della vettura: «Il telaio non è intaccato, e
volante, cruscotto e parabrezza sono ancora quelli originali
di fabbrica». Una situazione non compatibile con un
incidente mortale: «Stiamo parlando di una macchina
costruita con i materiali degli anni ’60, in uno scontro
violento questi elementi sarebbero andati distrutti».
Cimelio. L’Aston Martin, se non si troverà un
compratore in Italia, andrà probabilmente all’asta
in Inghilterra con un prezzo-base di un milione di euro, a
fronte di un valore commerciale di 4-500mila. Una cifra legata
proprio alla vicenda di McCartney che, anche se forse falsa,
non smette di affascinare i milioni di fans dei baronetti
di Liverpool.
03..03.2011
"Y
Not" il nuovo album di Ringo Starr
Nuovo album
prodotto dalla Hip-O Records e vanta la collaborazione dell’altro
ex-beatle in vita Paul McCartney che suona il basso nel brano
dal titolo Peace Dream e canta con Starr su Walk With You)
e di altri illustri ospiti quali Ben Harper, Richard Marxs,
Joe Walsh, Joss Stone e Van Dyke Parks. Ecco la tracklist
di Y Not il nuovo album di Ringo Star.
Y NOT tracklist
1. Fill In the Blanks
2. Peace Dream
3. The Other Side of Liverpool
4. Walk With You
5. Time
6. Everyone Wins
7. Mystery Of The Night
8. Can’t Do It Wrong
9. Y Not
10. Who’s Your Daddy
21.02.2011
25
febbraio 2011: a Milano un omaggio ‘unplugged’
ai Beatles nel giorno del compleanno di George Harrison
Un prestigiatore/musicista rende omaggio
ai Beatles nel giorno del compleanno di George Harrison: il
25 febbraio 2011, Gianfranco Preverino – uno dei più
stimati prestigiatori italiani, specializzato nella magia
con le carte da gioco e tra i massimi esperti mondiali sulle
tecniche dei bari nel gioco d’azzardo – celebrerà
il quartetto di Liverpool con uno spettacolo per chitarra
acustica e voce sul palco del centro culturale “Spazio
Tadini” di via Jommelli, a Milano.
Diplomato al conservatorio e avvicinatosi alla musica grazie
al repertorio dei Fab Four, Preverino riproporrà in
versione ‘unplugged’ una selezione di brani leggendari
di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr.
21.02.2011
Ringo
Starr in Italia: il 4 luglio 2011 il ritorno di un Beatle
a Roma
Teatro Adriano, giugno 1965: a 46 anni
dal suo primo live romano con i Beatles, uno dei quattro ragazzi
di Liverpool torna a calcare un palco della Capitale facendo
roteare le sue bacchette e regalando al pubblico italiano
un concerto, attesissimo dai tanti beatlefans di ogni età…
Dopo l’annuncio dei concerti di John Mayall e di Sir
Elton John, l’Auditorium Parco della Musica ospiterà
– nell’ambito della rassegna ‘Luglio Suona
Bene’ – il leggendario Ringo Starr. Come recitano
le comunicazioni ufficiali: “il 4 luglio toccherà
a Ringo Starr, per il quale non sono necessarie presentazioni.
È stato il batterista della più celebre band
della storia, i Beatles”.
Da Yellow Submarine a Photograph, da With A Little Help From
My Friends a It Don’t Come Easy: un viaggio in cinque
decenni di carriera per uno dei musicisti più celebri
dell’intera storia del rock.
Su BeatlesNews.it presto aggiornamenti su questo attesissimo
live: Starr è assente dalle scene-live italiane dal
1992, anno in cui il batterista presentò a Brescia
il tour del disco ‘Time Takes Time’.
09.02.2011
Inaugura
il 9 febbraio 2011 al Beatles Museum di Brescia la mostra
fotografica “The Beatles at the Cavern Club –
Liverpool 1961”
I Beatles tennero il loro primo concerto
ufficiale al Cavern Club di Liverpool il 9 febbraio 1961:
il cinquantesimo anniversario di quel leggendario concerto
del quartetto inglese verrà celebrato dal fan-club
‘Beatlesiani d’Italia Associati’, diretto
da Rolando Giambelli, con una mostra in programma a partire
da mercoledì 9 febbraio 2011 negli spazi del “Beatles
Museum” presso il Museo della Mille Miglia di Brescia.
La mostra fotografica è intitolata “The Beatles
at the Cavern Club – Liverpool 1961”.
09.10.2010
I
settant'anni di John Lennon, una festa da 15 milioni di dollari.
Dato lo spessore del personaggio, in
giro per il mondo non si contano i tributi organizzati da
fan, associazioni e istituti di varia natura anche se, per
ovvi motivi, la parte del leone (ferito, ma comunque agguerritissimo)
spetterà alla Emi, major che da un anno a questa parte
sta usando con insistenza l'«oggetto Beatles»
per lasciarsi alle spalle una crisi dolorosa.
Stavolta il nome dell'operazione, concordato con la vedova
Yoko Ono, è «Gimme some truth», lo stesso
di un celebre pezzo dell'album «Immagine»: fan
e curiosi potranno scegliere tra l'intera discografia solista,
riunita nel cofanetto da undici cd «John Lennon Signature
Box», l'ennesimo best of stavolta intitolato «Power
to the People» (anche in versione cd+dvd) e il box da
quattro cd chiamato per l'appunto «Gimme some truth»,
con le canzoni di John riunite per temi (c'è la sezione
«Roots» sulle origini rock and roll, quella «Working
class hero» sui pezzi politici, «Woman»
sul suo rapporto con le donne e «Borrowed time»
sulla sua visione della vita).
Chi è allergico ai cofanetti, può comunque optare
per i singoli album in versione rimasterizzata. Poi c'è
la nuova edizione di «Double Fantasy»: un doppio
cd che unisce all'opera originale lo scarno «Double
Fantasy Stripped Down», una versione dell'ultimo album
di Lennon per l'appunto, spogliata e riportata all'essenzialità
da Yoko Ono e Jack Douglas di nuovo nelle vesti di co-produttori.
Uso intensivo nonché spregiudicato degli archivie,
soprattutto, dell'immagine del Beatle più amato e controverso?
A voi l'ideale risposta a questo interrogativo. Qualche rapido
conto, tuttavia, aiuterà il lettore che ha minore dimestichezza
con la materia beatlesiana.
Poco meno di un anno fa la rivista Fortune, sorta di Bibbia
della finanza a Stelle e Strisce, stimò in 15 milioni
di dollari il giro d'affari annuo legato a Lennon, tra vendita
di dischi e merchandising. Yoko, storicamente osteggiata dai
fan proprio per la grande disinvoltura con cui ha sempre gestito
l'opera e l'immagine del defunto coniuge, può oggi
contare su un patrimonio che, secondo il quotidiano britannico
Daily Mail, si attesta sui 300 milioni di sterline. E dire
che non è neanche il gruzzolo più consistente
tra quelli accumulati da ex Fab Four e di loro eredi.
PENNY
LANE GUIDA AI LUOGHI LEGGENDARI DEI BEATLES A LONDRA E LIVERPOOL
di Alfredo Marziano e Mark Worden
maggio 2010
Alfredo
Marziano e Mark Worden dopo il successo di Floydspotting,
uscito nel 2008 e dedicato ai luoghi della vita e della musica
dei Pink Floyd, propongono un manuale simile dedicato ai Beatles,
concentrandosi sulle città fondamentali dei Fab Four:
Liverpool e Londra.
Il libro si articola in circa
120 schede raggruppate per aree geografiche e corredate da
fotografie inedite e mappe stradali.
La prima sezione, ambientata
a Liverpool, comprende tappe obbligatorie nelle case di nascita
e di residenza dei Quattro e di altri protagonisti chiave
della vicenda (Stu Sutcliffe, Pete Best, Cynthia Lennon, Brian
Epstein ): l’abitazione di John Lennon a Menlove Avenue
(“Mendips”) e quella di Paul McCartney a Forthlin
Road, in particolare, rivestono un ruolo cruciale nella storia
dei futuri Beatles così come la Quarry Bank High School
frequentata da John (che diede origine e nome al suo primo
gruppo, i Quarry Men) e l’oratorio della St. Peter’s
Church di Woolton, teatro nel luglio del 1957 del primo fatidico
incontro tra Lennon e McCartney. Il tour prosegue con i locali
e le sale da ballo in cui il gruppo si fece le ossa durante
il suo duro periodo d’apprendistato (il Cavern di Mathew
Street, ovviamente, ma anche il Casbah Club gestito da Mona
Best, la madre di Pete) e con i luoghi della memoria, Penny
Lane e Strawberry Field, che hanno ispirato ai Beatles canzoni
leggendarie.
La seconda sezione, ambientata
a Londra, segue la band nelle sue frenetiche attività
nella capitale: lo sfortunato provino presso la casa discografica
Decca, il girovagare tra alberghi, uffici e varie case di
residenza (Wimpole Street, dove Paul visse con la famiglia
della fidanzata Jane Asher; Montagu Square, dove John e Yoko
Ono furono arrestati per detenzione di marijuana), l’esplosione
della Beatlemania (i concerti epocali al London Palladium
e al Prince of Wales Theatre, quando Lennon invitò
gli spettatori seduti sulle poltrone più costose “a
far tintinnare i gioielli”), gli incontri cruciali (John
e Yoko all’Indica Books & Gallery, Paul e Linda
Eastman al Bag O’ Nails Club), le leggendarie sedute
di registrazione ad Abbey Road, le turbolente Get Back Session
presso gli studi cinematografici di Twickenham, il concerto
finale sul terrazzo della Apple a Savile Row. Altri paragrafi
sono dedicati ai luoghi che furono teatro di famose sequenze
cinematografiche o di scatti per le copertine dei dischi,
o che i Beatles frequentarono per impegni professionali (studi
fotografici e BBC) e durante il poco tempo libero (night club
e luoghi di ritrovo).
Ogni scheda è arricchita
di cenni storici su luoghi ed edifici, aneddoti e altre informazioni
utili, curiose, divertenti. Un libro da leggere per guardare
la storia del gruppo da un’altra postazione ma anche
una guida pratica, un Baedeker da usare veramente se si è
in vacanza in Inghilterra e si ha voglia di conoscere i Beatles
“sul campo”.
Alfredo Marziano è nato a Biella nel 1957. Giornalista
ormai di lungo corso, è stato caporedattore del mensile
Musica e Dischi e corrispondente dall’Italia di trade
magazines inglesi come fono e MBI, oltre che collaboratore
della prima ora del sito Rockol per cui cura tuttora notizie,
interviste e recensioni.
Mark Worden è nato
a Londra nel 1959 ma è cresciuto vicino a Cambridge,
la città natale di Syd Barrett, Roger Waters e David
Gilmour che tanta parte ha avuto nella formazione dei Pink
Floyd. Ha trascorso la sua vita adulta a Milano, dove lavora
come giornalista.
AUTORI Alfredo Marziano e Mark Worden
TITOLO Penny Lane
SOTTOTITOLO Guida ai luoghi leggendari dei Beatles a Londra
e Liverpool
EDITORE Giunti
COLLANA Bizarre
PAGINE 240
PREZZO € 18
LIBRERIA maggio 2010
Concettuale,
sensazionale ed emozionale, l'artista londinese Sam Taylor-Wood
traslittera il suo personale, valido e già apprezzato
contributo visionario dalla video arte al sistema cinematografico:
il suo approccio è garbato, semplice e svincolato da
certi schematismi visivi leziosi e ricercati. La forma è
americana, la tonalità puramente british: scalfisce
le tematiche a lei care, come la solitudine, l'isteria e l'euforia
nei rapporti interpersonali, ri-esplorandole sul grande schermo
tra gli anni ruggenti del ribelle John Lennon e i drammi familiari
srotolati e implosi tra le fragili mura domestiche, il rock'n'roll
anni '50 e un'incontrollabile e trascinante poetica voglia
di libertà.
Liverpool, 1955. John Lennon ha quindici anni e vive una certa
insofferenza sovversiva verso le convenzioni ieratiche della
società britannica e le regole precostituite dell'austera
zia Mimi, con la quale vive da quand'era piccolo. Dopo la
dolorosa morte di suo zio George, spinto da un grande intuito,
si riavvicina alla madre, una donna fuori dagli schemi, che
si ciba di musica rock e gli aprirà le porte percettive
di una nuova dimensione, che gli permetterà di esprimere
il suo spirito erratico e lo renderà un genio incontestabile:
la musica.
Nowhere Boy è un'opera che parla di rock eppure non
si profila come un'opera-rock, come lo era invece stato Across
The Universe. Sam Taylor-Wood asseconda in scioltezza le sfumature
irriverenti e crepuscolari di un dissoluto John Lennon adolescente,
dotato di verve indisciplinata e di un'intelligenza e una
sensibilità che ne hanno fatto un ragazzo tormentato
e un musicista leggendario. Il suo stile è essenziale,
rigoroso e privo della surreale visionarietà della
sua arte: l'unità narrativa sembra voler quasi bilanciare
la frammentazione interiore dell'identità del protagonista.
E le tonalità assai soffici, trattenute per certi versi,
dell'impianto filmico, alternate agli scorci onirici che invece
rimandano specialmente alla tautologia della "New British
Art", sorprendono lo spettatore: la regista racconta
una storia indubbiamente commovente temperando anche semplificazioni
lucide e mai riduttive, come quelle che dispiegano l'indotto
familiare, che non catalizzano la visione né il giudizio.
Riesce così a ricomporre un ritratto dell'artista da
giovane con una vibrante intensità, allontanandosi
dagli stilemi narrativi canonici che avrebbero potuto viziare
l'opera prima e addensando le immagini in un tono trasversale,
di distanza partecipe che restituisce, attraverso lo humour
inglese delle battute brillanti e delle incisive psicologie
dei protagonisti e il sottotesto musicale di Elvis Presley,
un'immagine romantica, e non sentimentale, del Lennon pre-Beatle.
Sottratto il fantasma epocale della controcultura di una più
grigia Liverpool, della trasgressione generazionale oltre
le bravate giovanilistiche e dei contesti sociali raffermi
nelle trame relazionali, resta il miracolo di una purezza
che gli attori, dalla rivelazione Aaron Johnson, protagonista
assoluto del film, al bravo e niveo Thomas Sangster (Love
actually - L'amore davvero) nel ruolo di Paul McCartney, alle
prime donne Kristin Scott Thomas e Anne-Marie Duff, riescono
ad assorbire come spugne talentuose e a donare al pubblico
con una carica di energia metafisica che ricorda piacevolmente
e senza nostalgia quella di cui furono capace Lennon e la
sua musica.
11.05.2010
Domenica 6 giugno 2010 - Beatles Day a Brescia.
A Brescia la nuova edizione del Beatles Day organizzata dal
fan-club BEATLESIANI D'ITALIA ASSOCIATI presieduto da Rolando
GiambelliIl prossimo 6 giugno la città di Brescia ospiterà
l'edizione-2010 del BEATLES DAY organizzato, come di consueto,
da BEATLESIANI D'ITALIA ASSOCIATI, il fan-club presieduto
da Rolando Giambelli.
Dalle ore 10.30 alle 24.00 di DOMENICA 6 GIUGNO (anniversario
dell’incontro dei Beatles con George Martin negli studi
di Abbey Road a Londra) la struttura polifunzionale "LA
NAVE DI HARLOCK" di Brescia (adiacente al Parco Ducos
in località SAN POLO) accoglierà i beatlefans,
le Beatle-band, i collezionisti e gli appassionati del quartetto
di Liverpool provenienti da tutta Italia.
L'ingresso è libero; l'edizione-2010 del B-DAY è
dedicata alle celebrazioni del 40esimo anniversario di LET
IT BE, ultimo album della discografia ufficiale dei Beatles.
Il Beatles Day 2010, come è ormai tradizione della
Associazione guidata da Giambelli, promuoverà gli scopi
umanitari dell’UNICEF, il Fondo dell’ONU per l’infanzia,
di ESSERE BAMBINO (Associazione che s’interessa dei
piccoli sieropositivi), dell’AMEI per le epatopatie
infantili, di TELEBIMBO, di PROGETTO SORRISO per adottare
una famiglia a distanza, di ABE, ADMO e di altre associazioni.
La lunga kermesse sarà presentata da Emi Barochelli
coadiuvata da Franco Sandri e Furio Sollazzi.
.06.10.2009
Inaugurazione
del Beatles Museum italiano.
Un concerto dedicato alla musica di
John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr
per inaugurare il primo museo italiano dedicato ai 'favolosi'
Beatles.
Nel giorno del compleanno di John Lennon, il 9 ottobre 2009
(a partire dalle ore 21.00) aprirà i battenti il BEATLES
MUSEUM di Brescia, presso la sede dello storico Museo della
Mille Miglia (http://www.millemiglia.it/) che celebra la gara
automobilisica più celebre del mondo.
Voluto fortemente dal fan-club Beatlesiani d'Italia Associati
e dal suo fondatore Rolando Giambelli, il Beatles Museum ospita
dischi rari, strumenti, fotografie, poster, locandine e memorabilia
legate all'universo beatlesiano.
La serata inaugurale vedrà protagonista la Beatle-band
THE BEATOPS, che ripercorrerà in musica la carriera
della formazione più celebre della storia del rock.
.05.10.2009
L'omicidio-Lennon
in scena a Pavia il prossimo 10 ottobre
JOHN LENNON, OMICIDIO DI UNA ROCKSTAR:
questo il titolo dello spettacolo presentato da Ezio Guaitamacchi
che andrà in scena sabato 10 ottobre (dalle ore 22.30)
allo SPAZIO MUSICA di Pavia.
Lo spettacolo prende le mosse, naturalmente,
da quella notte newyorchese dell'8 dicembre 1980 in cui il
folle Mark David Chapman esplose cinque colpi di pistola contro
John Lennon dinanzi all'ingresso del suo appartamento, a pochi
passi da Central Park. Tanti gli interrogativi: perché
Chapman lo ha fatto? l'ha mandato qualcuno a New York? Cosa
c'entrano CIA e FBI? Il delitto più famoso della storia
del rock viene ricostruito attraverso un racconto avvincente
e dettagliato, costellato di misteriose coincidenze e curiosa
aneddotica.
Il caso-Lennon è definitivamente
chiuso? A dare risposta ai dubbi che avvolgono la figura di
Chapman risponde Guaitamacchi, critico musicale, autore e
conduttore radio/televisivo, divulgatore-rock, direttore del
mensile JAM e di numerose iniziative editoriali, fondatore
del Master in Giornalismo e Critica Musicale presso il Centro
Professione Musica di Milano.
Nel corso dello spettacolo sarà
possibile ascoltare - in versioni per voce e chitarra acustica
- alcuni brani legati al mito-Lennon (da Love Me Do a Come
Together) che verranno interpretati dai vocalist Brunella
Boschetti e Boris Savoldelli, 'commentati' dall'action painting
di Carlo Montana e dalle videoproiezioni di Filippo Guaitamacchi.
09.09.2009
Da
oggi in tutto il mondo 09-09-09 la pubblicazione su CD del
catalogo originale dei Fab Four
Da
Da oggi in tutto il mondo 09-09-09 la pubblicazione su CD
del catalogo originale dei The Beatles rimasterizzato per
la prima volta in digitale. In contemporanea verrà
lanciato il videogame “The Beatles : Rock Band”.
Gli album sono stati rimasterizzati da un team di tecnici
del suono dedicati esclusivamente a questo progetto. Il lavoro
è durato quattro anni presso gli Abbey Road studios
a Londra, utilizzando una tecnologia d’avanguardia unita
ad attrezzature di studio di registrazione d’epoca,
in modo da conservare l’autenticità e l’integrità
delle registrazioni originali analogiche. Il risultato di
questo scrupoloso processo è il più alto livello
di fedeltà che la musica dei Beatles abbia mai avuto
dalla sua prima pubblicazione.
Il progetto prevede la pubblicazione dell’edizione rimasterizzata
in stereo degli originali 12 album dei Fab Four e di “Magical
Mystery Tour”, che entrò ufficialmente a far
parte del catalogo dei Beatles nel 1987 con la prima pubblicazione
in CD della discografia. Vengono proposte inoltre le collezioni
“Past Masters Vol. I e II”, ora riunite in un
unico titolo su doppio CD, per un totale di 14 album su 16
dischi.
Nei booklet dei CD, i testi originali sono arricchiti da nuove
dettagliate note storiche, appunti sulle registrazioni e foto.
Ogni CD conterrà anche un breve filmato per ognuno
degli album: materiale d’archivio, fotografie rare e
conversazioni in studio fra i Beatles mai ascoltate prima
d’ora.
Nella stessa data verranno pubblicati anche due nuovi box.
Il primo con la collezione completa dei CD dei Beatles, insieme
ad un DVD con tutti i documentari. Un secondo box set è
stato creato appositamente per i collezionisti: “The
Beatles in Mono” raduna tutte le registrazioni dei Beatles
che furono missate per la pubblicazione in mono.
The Stereo Albums (disponibili
singolarmente o raccolti in stereo box set)
Tutti i CD contengono l’artwork originale del vinile
e le note di copertina, un esteso archivio fotografico, note
storiche aggiuntive scritte da Kevin Howlett e Mike Heatley
e note aggiuntive sulle registrazioni di Allan Rouse e Kevin
Howlett
“Please Please Me” (per la prima volta in stereo)
“With The Beatles” (per la prima volta in stereo)
“A Hard Day´s Night” (per la prima volta
in stereo)
“Beatles For Sale” (per la prima volta in stereo)
“Help!”
“Rubber Soul”
“Revolver”
“Sgt. Pepper´s Lonely Hearts Club Band”
(comprende anche note del 1987, un aggiornamento e una nuova
prefazione di Paul McCartney)
“Magical Mystery Tour”
“The Beatles”
“Yellow Submarine” (comprende anche le note di
copertina originali della versione statunitense)
“Abbey Road”
“Let It Be”
“Past Masters” (contiene nuove note di copertina
scritte da Kevin Howlett)
Altra novità il cofanetto “The
Beatles in Mono” (disponibili solo in box set)
Gli album mono sono stati rimasterizzati da Paul Hicks, Sean
Magee con Guy Massey e Steve Rooke e disponibili in unico
box che comprende un saggio scritto da Kevin Howlett.
“Please Please Me”
“With The Beatles”
“A Hard Day´s Night”
“Beatles For Sale”
“Help!” (il CD contiene anche il missaggio stereo
originale del 1965)
“Rubber Soul” (il CD contiene anche il missaggio
stereo originale del 1965)
“Revolver”
“Sgt. Pepper´s Lonely Hearts Club Band”
“Magical Mystery Tour”
“The Beatles”
“Mono Masters”
11.02.2009
LET
IT BEER 3... a Beatles Night
Una
LET IT BEER 3... a Beatles Night - ingresso 5 euro
Una serata tutta dedicata ai Beatles: musica dal vivo, mostre,
memorabilia, filmati inediti e birra!!!
Si terrà mercoledì 11 Febbraio l'evento che
tutti gli appassionati dei BEATLES, e degli anni sessanta,
aspettavano da tempo. Dopo un anno di pausa dedicato a pianificare
al meglio la terza edizione, "Stazione Birra", ospiterà
"LET IT BEER 3", l'ormai mitica manifestazione a
tema sui Fab Four curata dal Fan Club internazionale "PAULMCCARTNEY.FM".
Sono diverse le iniziative atte a soddisfare sia il fan più
sfegatato che il curioso di turno, con stand e mostre in primo
piano. È Simone Cecchetti, presidente ed ideatore di
PAULMCCARTNEY.FM, ad illustrare l'iniziativa: "Ci siamo
presi un anno di pausa perchè l'evento dopo il successo
dell'ultima edizione richiedeva una pianificazione degna di
uno spettacolo di questo livello. La parola chiave è
sempre e comunque: Divertimento. Qualcosa di diverso dalla
solita serata "tributo". Abbiamo musica dal vivo,
l'ospitalità di un grande locale e un palco fantastico.
Vogliamo, per una sera, tornare indietro di 40 anni. Recuperiamo
un concetto tanto caro in quel periodo, "freedom",
libertà. Libertà per una sera di esprimerci
e divertirci come si faceva in quegli anni. Una serata dove
verrà raccontata tutta la storia della band più
famosa della musica, saranno infatti allestite delle vere
e proprie esposizioni di memorabilia beatlesiana, gadget moderni
e dell'epoca, con collezionisti e personale competente a disposizione
di chiunque. Appositi stand permetteranno agli avventori di
acquistare le ultime novità librarie sui Beatles o
di abbonarsi alle fanzine, dei veri e propri periodici che
permettono di essere sempre informati sulle ultime novità
beatlesiane"."Saranno inoltre proiettati, prima
del concerto, filmati rarissimi dei Beatles negli anni '60
e nel loro periodo solista - continua Cecchetti - In più,
grazie a Stazione Birra, sarà possibile degustare,
solo per quest'occasione, la "BIRRA BEATLES"."
Insomma, un evento curato nei minimi particolari da persone
appassionate e competenti, a cui nessun appassionato dei Fab
Four può permettersi di mancare.
Website : www.letitbeer.com
Il programma della serata comprende tantissime cose tra cui
tre concerti, un libro... e tanto altro!
- Presentazione del Libro "40 anni di Sgt. Pepper"
Finalmente tradotto in italiano, a distanza di quindici anni
dall'edizione in lingua inglese, Summer of Love rappresenta
un must per chiunque ami i Beatles. Sir George Martin ci racconta
la nascita e la realizzazione di Sgt. Pepper's Lonely Hearts
Club Band, considerato una pietra miliare della musica pop:
un'avventura durata settecento ore e descritta canzone per
canzone, dettaglio per dettaglio. L'autore ci svela le tecniche
che costruirono la colonna sonora di un'epoca e ci conduce,
attraverso deliziosi aneddoti, nel mondo dei quattro "favolosi"
teenager che ne cambiarono la storia musicale. Il volume è
arricchito da una prefazione scritta nel 2008 da George Martin
appositamente per l'edizione italiana.
- Apertura della serata con il concerto inedito di Daniele
Bazzani
L'esponente italiano più importante della tecnica fingerpicking
presenterà per la prima volta uno spettacolo dedicato
ai Beatles. Se sei un amante dei Beatles e della chitarra
acustica questa è veramente l'occasione giusta per
ascoltare lo spettacolo che hai sempre sognato.
www.danielebazzani.com
- Concerto dei 64 Beat
La band regina nell'interpretazione dei Beatles del primo
periodo (1960 - 1965) si calerà nei panni dei Beatles
per uno spettacolo che ripercorrerà la carriera dei
FabFour dai loro esordi ad Amburgo fino alle soglie del periodo
psichedelico. Il repertorio va dai brani di puro e rude rock'n'roll
come "Long Tall Sally" "Kansas City" "Twist
And Shout" con delle vere e proprie chicche tra cui "Glad
All Over" "Besame Mucho" e "I Got A Woman",
passando per i classici immortali "She Loves You"
"I Want To Hold Your Hand" "Help!". I
ragazzi eseguono le canzoni in tonalità originale cercando,
con cura certosina quasi maniacale, di ricreare le stesse
sonorità strumentali e vocali mediante un continuo
lavoro di "ricerca della nota" o della "voce
nascosta" per un sound più fedele possibile. Come
in un caleidoscopio, verrete magicamente trasportati nei favolosi
anni 60. Allaciate le cinture...Si parte!
La band:
Fabrizio Tricarico - Chitarra , Voce , armonica
Stefano Palma - Basso , Voce , Chitarra , Piano
Manlio Civitelli - Chitarra solista , Ukulele , Voce
Emanuele Ingrati - Batteria
www.myspace.com/64beat
- Concerto dei Lennon Legend
Il tributo dedicato a John Lennon più importante a
livello mondiale. Tutto il mondo ci invidia la band capitanata
dal leggendario Antonello "Antolennon" Ripepi. Questa
volta, solo per noi, un concerto dedicato ai Beatles dal 1966
al 1970 (incredibili i pezzi tratti da Sgt. Pepper, Revolver
e il White Album) con qualche ricordo tratto dal periodo Rock
and Roll dell'artista (con e senza i Beatles) e del periodo
solista.
La band:
Antonello Ripepi: Voce solista, chitarre/ Lead vocal, guitars
Carmelo Avanzato: Basso, Armonica, Umore, Genialià,
pollo.arrosto
Alessandro Errichetti: Chitarre, voce/ Guitars, backing vocals
Flavio De Novellis: Tastiere, voce, percussioni, miele, radio
am-fm, steel guitar / Keyboards, backing vocals, percussion,
radio, steel
Marco Di Donna: Batteria, percussioni / Drums, percussion
www.myspace.com/lennonlegendspace
29.08.2008
UNA
BIOPIC SU JOHN LENNON
A dirigere la pellicola sarà la regista inglese Sam
Taylor-Wood. Le riprese inizieranno a marzo e si svolgeranno
a Liverpool.
La
regista inglese Sam Taylor-Wood dirigerà una biopic
su John Lennon, che sarà incentrata sulla giovinezza
del cantante e sull'influenza che hanno avuto sua madre e
sua zia Mimi, sulla sua vita.
Le riprese del film, che sarà prodotto da Robert Bernstein
e Douglas Rae della Ecosse Films, inizieranno a marzo e si
svolgeranno a Liverpool.
Taylor-Wood - che nei mesi scorsi ha presentato a Cannes il
suo cortometraggio, Love You More - sostiene di essere rimasta
particolarmente affascinata dalla figura di Lennon, per come
è tratteggiata nella sceneggiatura di Matt Greenhalgh
ma anche dalle donne che gli sono state accanto durante i
suoi primi anni di vita e che "hanno contribuito a farlo
diventare quello che è stato in seguito".
Anche il produttore Robert Bernstein si è detto soddisfatto
di aver affidato il progetto a Sam Taylor-Wood, e sostiene
che la sua visione della storia, così inusuale, si
presta a raccontare in maniera adeguata il genio di Lennon.
18 luglio
2008
I
BEATLES A PORTO CERVO 40 ANNI DOPO
Concerto-evento di Tony Sheridan e I Vaghi
Il 18 luglio il Consorzio Costa Smeralda ha organizzato un
concerto che riporta la freschezza dell’atmosfera beatlesiana
al pubblico della Costa.
L’occasione è rappresentata dall’anniversario
dei 40 anni dal passaggio di Ringo Starr a Porto Cervo, sullo
yacht di Peter Sellers ancorato nella Baia del Pevero.
Ringo vide una barca di pescatori e, incuriosito, chiese loro
cosa facessero.
La riposta fu un misto tra favola e fantasia: utilizzando
delle pietre luccicanti riportavano i polipi a galla.
Ecco quindi come nasce “Octopus Garden”, inserito
nell’album “Abbey Road” nel 1969.
Questa scoperta è molto importante perché aggiunge
un pezzo alla storia di Porto Cervo.
“Mi piacerebbe stare in fondo al mare nel giardino
Di un polipo, all’ombra,
Lui ci farebbe entrare, sa dove siamo stati,
nel suo giardino da polipo all’ombra
Io chiederei ai miei amici di venire a vedere il giardino
Di un polipo con me
(…)
Ce ne staremmo al caldo al di sotto della tempesta
Nel nostro piccolo rifugio sotto le onde,
Poggiando le nostre teste sul letto del mare
Nel giardino di un polipo accanto a una grotta”
Tony Sheridan
E’ stato tra i migliori chitarristi alla fine degli
anni ’50, esibendosi con artisti come Conway Twitty,
Gene Vincent ed Eddie Cochran e gruppi come Vince Taylor’s
Playboys e Cliff Richard’s Shadows.
Tra i suoi successi: “Why” e l’interpretazione
di My Bonnie, Sweet Georgia Brown, Let’s dance, Ya Ya
(inseriti negli album “Tony Sheridan and the Beatles”
e “The early tapes of the Beatles”).
E’ considerato il padre dei Beatles all’epoca
di Hamburg. Paul, John e George hanno suonato moltissime volte
con lui al “Kaiserkeller”e successivamente al
Top Ten Club, dove si sono esibiti con Gerry & the Pacemakers,
Pete Best e Stuart Sutcliffe.
Ringo Starr si è poi aggiunto alla band di Tony, e
l’esperienza è stata molto importante per la
successiva carriera dei Beatles.
Una riunione del Gruppo (incluso Ringo) si è tenuta
all’apertura dello Star-Club nel 1962, quando Tony e
i Beatles apparvero sullo stesso cartellone.
Tony ha inciso dischi per la Polydor insieme ai Beatles e
altri gruppi (ricordiamo, tra i suoi hit “Skinny Minnie”
e “Why”) ed è stato premiato con il DISCO
D’ORO per oltre 1.000.000 di LP venduti.
Negli anni ’60, Tony ha tenuto concerti in tutto il
mondo, esibendosi anche per i soldati americani in Vietnam.
Nel 1978 si è trasferito per un anno a Los Angeles,
incidendo dischi con la Elvis Presley’s TCB band, il
primo artista ad essere onorato con questa opportunità
dopo la scomparsa di Presley.
Oggi Tony suona insieme a due musicisti sudamericani, presentando
un autentico e spontaneo “live show” che include
un’enigmatica versione di “Yesterday”, e
continua a trovare nuovi fans, aumentando la sua popolarità
tra gli amanti della musica di tutte le età.
I Vaghi
E’ tra le migliori Beatles Tribute Bands d’Italia,
invitata a tutte le manifestazioni Beatlesiane non solo italiane.
E’ tra le pochissime formazioni ad aver inciso presso
gli Studi di Abbey Road a Londra, in quella che fu la sala
di incisione del quartetto di Liverpool. La Session faceva
parte del progetto “A Day in the Life at Abbey Road”
promossa dai Beatlesiani d’Italia Associati per l’UNICEF.
I Vaghi presentano un repertorio dei Beatles ai loro esordi
– 1960/1964.
La serata sarà presentata dal Presidente dei Beatlesiani
d’Italia Associati, Rolando Giambelli , cuore di tutti
gli appassionati dei Fab Four in Italia.
Nasa
trasmetterà "Across the universe" dei Beatles
nello spazio.
Lunedì 4 febbraio 2008
LONDRA (Reuters) - Chi avrebbe mai pensato che "Across
the universe", la celebre canzone dei Beatles divenuta
un inno al pacifismo, avrebbe davvero attraversato l'universo
per arrivare fino alla Stella Polare?
Non si tratta di un gioco di parole, è tutto vero:
in occasione del quarantesimo anniversario dell'incisione
della canzone, un accanito fan della band ha pensato a questa
celebrazione intergalattica e ha convinto la Nasa sperando
di convertire le forme di vita aliena ai Beatles.
"Al momento mandiamo messaggi in codice Morse per contattare
gli alieni", ha raccontato Martin Lewis alla radio BBC.
"Forse dovremmo tentare con qualcosa di più vivace".
Se tutto va secondo i piani, la Nasa trasmetterà la
canzone dei Beatles tramite il suo network spaziale all'una
di questa notte.
Nello stesso esatto momento i fan di tutto il mondo ascolteranno
"Across The Universe" nel tentativo di "creare
una convergenza armonica" sulla terra e nell'universo.
Secondo una dichiarazione della Nasa la trasmissione sarà
indirizzata alla Stella Polare, distante 431 anni luce dalla
terra. La canzone viaggerà nell'universo ad una velocità
di 186.000 miglia al secondo.
L'ex Beatle Paul McCartney si è congratulato con la
Nasa e ha chiesto di trasmettere i suoi saluti a chiunque
sia là fuori.
"Spettacolare! Ben fatto, Nasa", recita una sua
dichiarazione diffusa dall'agenzia spaziale. "Mandate
il mio amore agli alieni".
Hard
Days Night:
l’hotel di lusso dedicato ai Beatles
Giovedì, 24 Gennaio 2008.
Amanti del lusso e nostalgici dei Beatles, ecco un hotel nel
quale dovrete trascorrere una notte almeno una volta nella
vita.
Stiamo parlando del nuovissimo hotel a quattro stelle che
aprirà i battenti il prossimo primo febbraio a Liverpool.
Si chiamerà proprio come una celebre canzone dei Fab
Four: signore e signori, ecco a voi l’Hard Days Night
Hotel, che si trova a Liverpool, in North John Street. Il
quartiere non è stato scelto a caso: qui, infatti,
Paul McCartney, John Lennon, Ringo Starr e George Harrison
cominciarono la loro favola.
McCartney,
spunta una figlia segreta.
12 luglio 2007
Tedesca 44enne: proverò che è mio padre
Si chiama Bettina K., è una tedesca di 44 anni e sostiene
di essere la figlia segreta di Paul McCartney. Dal 1983 si
batte per provare che il cantante è suo padre, anche
se - spiega il Corriere della Sera - nel 1984 un test del
Dna escluse la parentela. Bettina non ci sta e risponde che
per la prova l'ex Beatle mandò un sosia. Accusa pensante
per McCartney, che è stato ora iscritto nel registro
degli indagati.
Bettina fa l'infermiera a Berlino e quanto a test di Dna pare
avere idee chiare. Evidentemente ha anche prove concrete,
visto che i giudici si sono lasciati convincere sulla possibilità
che McCartney abbia confuso le carte al momento della prova
di paternità. Se il musicista dovesse mettere piede
in Germania in questo periodo, rischierebbe l'arresto.
A far iscrivere Paul nel registro degli indagati, una foto
scattata e autografata il giorno del test del Dna e tirata
ora fuori dagli atti del vecchio processo: quell'immagine
mostra un Paul più giovane e magro di quello che sarebbe
dovuto andare a fare il test. "Non è lui. A questo
punto della sua vita - spiega Bettina - Paul era già
paffuto mentre la foto è quella di un giovane smagrito,
sembra lui, ma molti anni prima. E' diversa e persone competenti
mi hanno anche detto che è fatta da un destro, mentre
lui è mancino".Secondo quanto sostiene la 44enne
tedesca, la relazione fra McCartney e la madre di Bettina,
Erika, sarebbe iniziata nel 1959 ad Amburgo, dove gli ancora
sconosciuti Beatles stavano tenendo alcuni concerti. Un amore
che sarebbe durato tre anni, fino a quando, nel 1962, Erika
rimase incinta. "Voleva che mia madre abortisse",
ha raccontato la 44enne al Die Welt.
Invece Bettina venne al mondo e la madre chiese a McCartney
aiuti economici: Paul accettò, mettendo in chiaro che
non avrebbe però mai riconosciuto la figlia. Un versamento
di 16mila marchi nel 1966 servì a chiudere la bocca
a Erika: "Era il prezzo del silenzio: durante la tournée
di quell'anno della band in Germania mia madre si impegnò
a tacere". La presunta figlia di McCartney però
ha deciso di andare fino in fondo.
Intanto il cantante, reduce dalla tempesta giudiziaria del
divorzio da Heather Mills, pare fare spallucce a tutto quello
che si scrive su di lui. "C'è la luce alla fine
del tunnel, e ci arriverò, nel frattempo mi godo il
lavoro e la famiglia", dice Paul McCartney al Guardian,
spiegando che il miglior modo di evitare di vedere i dettagli
della propria vita privata sui tabloid è di non leggerli.
Il prossimo e assai pubblicizzato divorzio dalla seconda moglie
dovrebbe costare a Sir Paul circa 145 milioni di euro, riducendo
la sua fortuna personale a più o meno un miliardo di
euro: "C'è tanta gente che sta messa molto peggio
di me, posso vedere le cose nella giusta prospettiva".
L'importante, per il momento, è che non metta piede
in Germania.
Sir
George Martin fece firmare ai Beatles il loro primo contatto
discografico nel 1962. Produsse ed arrangiò tutti i
loro album, oltre che a presenziare alle tastiere, fino a
che il gruppo non si sciolse nel 1970.
Cosa stavo facendo il 6 luglio 1957, quando il 15enne Paul
McCartney andò a sentire il 16enne John Lennon esibirsi
col suo gruppo ad una festa d’oratorio a Liverpool?
Probabilmente ero a lavorare agli Abbey Road Studios a Londra,
inconsapevole dell’importanza di questo apparentemente
insignificante incontro fra un paio di adolescenti, che si
squadravano attentamente e non vedevano l’ora di far
sfoggio di quel che sapevano fare con le loro chitarre economiche.
John e Paul erano probabilmenye piuttosto guardinghi l’uno
nei confronti dell’altro, chiedendosi se avrebbero potuto
suonare insieme, entrambi tentando di fare i fighi, eppure
eccitati ed esaltati all’idea di migliorare a quello
che entrambi amavano – scrivere e suonare canzoni.
Al tempo è possibile che fossi nello Studio Numero
Due a registrare un album con Peter Sellers, un membro del
Goon Show, il popolarissimo programma radiofonico. I Beatles
adoravano i Goons e di conseguenza mi trattarono con un po’
di deferenza quando ci incontrammo del giugno del 1962. Non
troppa deferenza, però!
Fu una certa disperazione a portare me e i Beatles insieme.
Io ero a capo degli artisti e del repertorio alla Parlophone,
una sotto-etichetta della EMI, e avevo ricevuto una telefonata
da Syd Coleman, un amico ed editore musicale della EMI, che
aveva sentito una registrazione del gruppo grazie al loro
giovane manager Brian Epstein. Io stavo cercando un gruppo
appartenente al mondo del pop, volenteroso di espandermi e
avere successo anche lì. Epstein era a Londra per un
ultimo disperato tentativo di far si che qualcuno si interessasse
ai Beatles.
George Harrison, il bambino del gruppo, era il più
irriverente, e quello che mi affascinò di più
inizialmente. Pete best era il batterista allora, anche se
sarebbe presto stato rimpiazzato da Ringo Starr, il più
navigato del gruppo. Ma erano John e Paul ad indicare la via.
Anche allora erano la grande forza del quartetto che dovevo
giudicare. Per l’audizione utilizzarono alcune delle
loro canzoni originali, “Love Me Do,” “P.S.
I Love You” e “Ask Me Why.”
Per il resto erano soprattutto vecchie cover come “Bésame
Mucho.” Il materiale non mi entusiasmò, men che
meno le loro canzoni. Non ero convinto fossero in grado di
scrivere una hit. Feci firmar loro un contratto in virtù
della loro personalità, del loro carisma. Avevano un
certo speciale magnetismo che ti faceva sentire sminuito quando
loro non c’erano. Se mi piacevano così tanto,
pensai, sarebbero piaciuti anche al loro pubblico –
sempre che sapessero scrivere buone canzoni.
La seconda volta che vennero in studio, però, mi dimostrarono
di aver ascoltato, ed allora realizzai quanto fossero ansiosi
di imparare. Con un po’ d’armonica ed un solido
arrangiamento, quel lamento funebre diventò il loro
primo numero uno. “Please, Please me” entrò
nelle classifiche inglesi all’inizio del 1963, e loro
gli fecero seguito con nientedimeno che altri 10 numeri uno.
Per me, la cosa più eccitante fu vedere il loro talento
crescere come piante esotiche in una serra. Pur elogiandoli,
continuavo a dire che volevo qualcosa di meglio, ed ecco che
loro me lo davano. Dopo “Please, Please Me” mi
portarono “From Me To You.” Poi venne “She
Loves You.” Mi stupirono con la loro prolificità
e il modo in cui si curavano di variare l’approccio
in ogni canzone. Non mi davano mai un reimpasto della loro
hit precedente, mai un “Guerre Stellari II.” C’era
sempre una nuova svolta, una sfavillante dimostrazione di
come la loro composizione fosse fiorita.
Sembrava che il successo facesse loro del bene, e ora che
avevano Ringo ad incitarli alla batteria, e George aveva iniziato
a seguire John e Paul nello scrivere buone canzoni, eravamo
il ballo. Alle volte John gridava, “Dove stiamo andando,
ragazzi?” “In cima, Johnnie!” era la loro
risposta.
John e Paul divennero camerati. Anche erano state le loro
creazioni a due a metterli sulla strada giusta, avevano entrambi
un grande ego. Avevano deciso di mergere il loro talento,
e ogni canzone presentava entrambi i loro nomi irrispettivamente
di chi l’avesse scritta. Ma presto presero a scrivere
canzoni quasi totalmente da soli, ed in competizione. Erano
ancora insieme per quasi tutto, ma la composizione era tutta
un’altra cosa. Si volevano ancora bene, ma volevano
tutti e due essere il migliore. Quella finì per essere
una buona cosa – la competizione li stimolò a
raggiungere traguardi più grandi. Ovviamente è
stato un privilegio vedere un progresso artistico tanto rapido,
ed come parte del processo creativo, fu mio meraviglioso compito
aiutarli a raggiungere i loro obbiettivi. Mi ricordo la prima
volta che John mi suonò “I Am The Walrus.”
Gli chiesi come voleva che suonasse, e lui mi disse che voleva
scrivessi una partitura per quel pezzo, magari con clavicembali
e corni. “Capisco,” dissi. “Vuoi che passiamo
un pomeriggio insieme a lavorarci su?” Lui mi rispose
svelto, “No, questo è il tuo lavoro,” e
se ne andò.
Quando John sentì i risultati, si piegò in due
dal ridere. Io avevo prenotato questo coro a 12 voci che faceva
cose assurde, immense ondate di suono e risate maniacali.
Lui disse che l’adorava, ma anni dopo mi confidò
che avrebbe voluto ri-registrare tutto. Le immagini nella
sua testa erano erano per lui tanto più belle e tanto
più vere di quanto non potessero produrrne degli esseri
umani.
Quando ero giovane, idolatravo George Gershwin e Jerome Kern,
Cole Porter and Richard Rodgers. Neanche nei miei sogni più
pazzi immaginavo che avrei lavorato al fianco di talenti che
potessero eguagliare questi giganti della musica popolare.
Ma poi arrivarono John Lennon e Paul McCartney e la mia vita
fu cambiata. Certo si appoggiarono a me e mi uccisero di lavoro,
ma ne valeva davvero la pena, e loro ancora mantenevano quel
fascino irriverente che mi aveva catturato all’inizio.
Vedevo che cambiavano anche gli altri. La loro musica trascendeva
le differenze fra le nazioni, balzava frontiere e divenne
onnipresente. In quanche modo riuscirono a prendere il meglio
della musica americana, interiorizzarlo e ri-suonarlo in un
modo fresco, diverso e geniale. In un cruciale tempo di svolta,
in cui la musica registrata stava diventando la forza principale
nella cultura popolare, loro guidavano il mondo.
Hanno ispirato la gente allora, e lo stanno ancora facendo
adesso. Ogni generazione scopre i Beatles per conto proprio,
e ama quel che sente. La loro musica parla da sè, e
il suo messaggio è chiaro: Abbi amore nel tuo cuore
e pace per tutti gli uomini. Ci senti, signor Presidente?
GEORGE MARTIN (viene a volte
definito come il "quinto Beatles", un titolo dovuto
al suo lavoro come produttore di praticamente tutte le registrazioni
dei Beatles. In riconoscimento dei suoi servizi per l'industria
musicale è stato nominato cavaliere.)
"Ciao,
mi chiamo Paul McCartney"
6 luglio 1957:il "big bang" dei Beatles
E' tutto scritto, documentato, analizzato, ora anche celebrato,
visto che sono passati esattamente 50 anni. Anche se non c'è
nessun mistero irrisolvibile e non servono teorie quantistiche
e decenni di studi per capire, è giusto ripetersi,
è giusto ricordare, perchè il 6 luglio 1957
va considerato a tutti gli effetti un "big bang"
che ha creato un altro universo, quello della musica e della
cultura rock e pop. I due ragazzi che vengono a contatto in
un oratorio di una zona popolare di Liverpool si chiamano
rispettivamente John Winston Lennon, anni 16, e James Paul
McCartney, 15. E ' il secondo a farsi avanti, perchè
ha appena visto un'esibizione di tali Quarrymen: il cantante,
chitarrista e leader del gruppo lo ha colpito e, dato che
pure lui pensa di saperci fare con la chitarra, si fa avanti.La
storia (o la leggenda) vuole che John, già smaliziato
teddy boy, fosse sull'ubriaco andante. I fumi della birra
uniti al suo carattere spigoloso e diffidente stavano forse
per produrre una reazione scomposta: come si permetteva il
ragazzino di importunare la star della giornata? Invece al
"ciao, mi chiamo Paul" seguì una conversazione
sui comuni gusti musicali (di pura marca americana) e soprattutto
una prima dimostrazione pratica di McCartney, che eseguì
assai bene un pezzo di Buddy Holly. Abile e arruolato, sancì
John cambiando inconsapevolmente il corso della storia della
musica moderna. E' la nascita di un sodalizio che, a dispetto
della traumatica rottura dei Beatles nel 1970 e di tante polemiche
alimentate anche a mezzo canzone, durerà fino all'8
dicembre 1980, brutto giorno in cui John venne raggiunto dalle
pallottole del fanatico Mark Chapman. Un'unione artistica
e personale a tratti molto meno spiegabile del vero "big
bang": fatti fuori gli anni degli esordi, dei mesi passati
a suonare e stravivere tra il Cavern Club e i localacci di
Amburgo e del primo boom della Beatlemania, i due sembravano
essere una delle coppie peggio assortite del rock. L'intellettuale,
rabbioso, caustico, fragile, introspettivo John fianco a fianco
al tranquillizzante, dolce, classico, calcolatore, emolliente
Paul: eppure, in studio o a casa di qualcuno di due, il cocktail
di talento e genialità unita a una fantastica quanto
inspiegabile alchimia produceva i risultati che tutto il mondo
ha conosciuto. Un pezzo per tutti, nei ricordi di John: "I
want to hold your hand? L'abbiamo scritta guardandoci negli
occhi". Una pietra miliare del rock abbozzata e scritta
come tante altre su alcuni grossi taccuini, avanzati dai tempi
della scuola, in cui le loro composizioni venivano precedute
dal frontespizio "un altro originale di Lennon e McCartney".
Dalla metà degli anni '60, quei notes non sono più
serviti. Ognuno produceva i suoi capolavori e li offriva alla
band, mattoni per tenere in piedi la leggenda Beatles in attesa
dell'inevitabile fine, della separazione artistica ma non
umana, come rivela più di una biografia. Specialmente
John, a dispetto di tante pubbliche invettive, ha cercato
Paul, ha sperato fino all'ultimo nella riunione con quel "gemello"
così diverso. Chissà, non ci fossero stati in
mezzo interessi, soldi, Yoko Ono, le cose sarebbero andate
diversamente. Amen. Ormai, tutto questo non importa più.
Importa invece che la formula magica nata 50 anni fa dal "big
bang" di Liverpool sia sempre valida e senza data di
scadenza. Lennon più McCartney: e la musica assume
la dimensione del sogno.
ANDREA SARONNI
Paul
Mc Cartney, Non Smettero' Mai Di Far Musica Londra, 10 giugno 2007 - 'Non smettero' mai
di fare musica'. La promessa e' stata pronunciata dalle labbra
di Sir Paul McCartney, che a 64 anni suonati non ha la minima
intenzione di smetterla con chitarre e pentagramma. Anzi,
ha chiarito l'ex Beatle, e' proprio la musica che spesso lo
aiuta a superare i momenti piu' difficili, come lo scioglimento
dei Fab Four, la morte della moglie Linda e il suo recente
divorzio da Heather Mills. 'Sento sempre che ci sono molte
altre canzoni da scrivere - ha detto McCartney. Non ho mai
pensato di smettere sul serio. Ci sono stati momenti difficili
in cui la vita mi ha messo sotto pressione, ma la musica non
mi ha mai stressato'. 'Al momento - ha aggiunto Sir Paul -
sto divorziando, e questo e' un grande stress. E quando i
Beatles si stavano sciogliendo, quello fu un altro grande
stress. Quindi ci sono momenti in cui mi sento molto stressato
dalla vita, ma la musica e' il lato buono, e' il mio salvatore'.
Sgt
Pepper's compie 40 anni, a Roma - 1 giugno 2007
La giornata del 1 giugno 2007 è stata tutta dedicata
ai quarant'anni di uno dei dischi più famosi di tutti
i tempi: "Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band" dei
Beatles. Come sottolineato anche dal sindaco Veltroni, "Sgt.
Pepper è un punto di svolta culturale, oltre a essere
un disco che raccoglie alcune delle canzoni più belle
scritte negli ultimi cinquant'anni".
E dunque la manifestazione del primo giugno, promossa dal
Comune di Roma, sponsorizzata da Scarabeo Aprilia (Gruppo
Piaggio), prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, è
stata una delle più importanti rievocazioni del quartetto
di Liverpool organizzate quest'anno in Europa.