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CHIEDI CHI ERANO I BEATLES...... John Lennon, Paul Mc Cartney, George Harrison, Ringo Starr...
Beatles: Quattro nomi che hanno fatto una parte importante della storia della musica, che hanno colorato, con una indimenticabile colonna sonora, un decennio caratterizzato da progresso tecnologico ed emancipazione femminile, macchiato da guerre incomprensibili e lotte razziali estenuanti.
Quattro ragazzi che avrebbero potuto tranquillamente restare un complessino, come ce n’erano tanti, ma che invece diventarono un fenomeno musicale per la storia del rock e della musica pop contemporanea, che ha inciso tra il 1962 e il 1970 una serie di LP memorabili.
Il nome dei Beatles è stato incollato ad un’immagine appartenente al mondo della musica e le loro canzoni a lungo confinate nell’angusta casella della loro epoca. Collocare l’opera dei Beatles esclusivamente nella contemporaneità del movimento beat e del colorato Flower Power significa ridurre alla pietrificazione un testo vivo che rappresenta una generazione senza tempo.
Con il trascorrere degli anni, i testi delle loro canzoni si sono arricchiti di tanti, nuovi significati e si offrono a varie interpretazioni, impensabili ed impossibili nel periodo in cui furono composte.






Sondaggio in Gran Bretagna: sono ancora i Beatles i più grandi della storia
Si può pensare che i sondaggi lascino il tempo che trovano, ma quello effettuato dalla Zippo su un ampio campione di cittadini inglesi oltre a destare curiosità riveste una interessante rilevanza storica.
Alla domanda su quale sia stato il più influente artista della storia della musica, la stragrande maggioranza degli interpellati ha risposto i Beatles, segno che sul quartetto di Liverpool il tempo non lascia alcun segno; anzi, semmai vale il contrario.
Al secondo posto con un certo distacco si piazzano i Queen, seguiti da Rolling Stones, David Bowie e Jimi Hendrix.



 



PAROLA DI BEATLES


di Marta Miccoli

VIAGGIO A LIVERPOOL

di Claudia Cornacchini


HELP!

di Silvia Panetta







 

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Conoscere i Beatles non significa solo ascoltare motivi orecchiabili e piacevoli, ritmi il cui sound originale ha segnato una svolta senza precedenti nella storia della musica leggera contemporanea: significa anche capire le loro parole, interpretare il loro messaggio poetico. Questo è quanto si sono proposti Alan Aldridge e altri suoi collaboratori: da Erté a Folon, da Seymour Chwast a Tomi Ungerer a Peter Max. Ne è nato il presente volume: una composizione di immagini fantasiose, spesso ardite, o meglio, un manifesto di grafica neoliberty, pop, beat accostato alle canzoni più belle del quartetto di Liverpool. A tanti anni di distanza dal primo disco, i protagonisti della 'success story' più incredibile degli anni sessanta tornano a offrire il loro dono di poesia, testimoniando così che il "fenomeno Beatles" non è stato una moda, ma ha creato uno stile, una vera e propria cultura.
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BEATLES NEWS

06.02.2012

McCartney canta il pre-Beatles
"Le canzoni che suonava mio papà"

"Kisses on the bottom", un album di cover dei '30-'40, con due inediti, con Clapton e Stevie Wonder. Incontro a Londra con l'ex Beatles.


LONDRA
Paul McCartney porta con disinvoltura la sua (e nostra) storia, così lunga che stanno scadendo i 50 di «Love me do» dei Beatles. Sorride canticchiando «Ciao ciao bambino» al pugno di giornalisti italiani che lo aspettano per una tavola rotonda che ha i tempi di una visita accurata dal medico della mutua. Un quarto d’ora, o poco più, guardati a vista da una pletora di assistenti e collaboratori under 30 pronti a scrutare ogni suo sospiro. Nel minimalmente lussuoso Hempel Hotel, ieri è stato il McCartney day: l’uomo è stato blindato per interviste a batteria, mandate in onda in diretta sul suo sito, per la presentazione del nuovo e curiosissimo disco di Sir Paul, «Kisses on the Bottom», che esce il 6 febbraio. 14 brani fra i quali due (pregevoli) inediti, «My Valentine» con Eric Clapton e soprattutto la classica «Only Our Hearts» con il piano di Stevie Wonder. Il resto, sorpresa, sono cover di classici jazz e swing per lo più Anni ‘30/40, che egli interpreta in una tonalità diversa dal solito, tanto che a tratti si stenta a riconoscerlo. Materiale musicale egregio, non troppo sfruttato, pezzi di Irvin Berlin come «Always» del ‘25 o «It’s Only a Paper Moon» del ‘33 che fu un successo di Ella Fitzgerald o «The Glory of Love» suonata nel ’36 da Benny Goodman (a lui piace ricordare la versione di Dean Martin del 1966). Materiale che la band di Diana Krall, bionda jazzista moglie di Elvis Costello, suona in modo impeccabile, soffice; e prodotto dal blasonato vincitore di Grammies Tommy LiPuma.
Paul McCartney sta benissimo, fisico smilzo come non mai, i capelli finalmente tagliati e colorati da un parrucchiere scelto con cura (inutile scandalizzarsi, anche Lou Reed e Bruce Springsteen si tingono, il capello bianco proprio non si porta, in questo mondo). Elegante in camicia rosa, sir Paul porta con fierezza i suoi 69 anni, ed emana energia.
Perché un album di cover, così diverso dal suo stile abituale?
«Sono cresciuto con queste canzoni, che mio padre suonava al pianoforte. Ci ho pensato tante volte, a inciderle, negli ultimi vent’anni, ma poi sono cominciati a uscire tutti questi dischi di cover: e Robbie Williams, e Rod Stewart, e tanti altri. Non volevo copiare e rinviavo, rinviavo. Poi ho trovato LiPuma, e con lui abbiamo scelto titoli non frequentati da altri. Poi ho scritto due canzoni nuove ed eccoci qui».
Nostalgia?
«Queste sono le canzoni che amavamo prima del rock, quando ci siamo messi a scrivere con John Lennon le avevamo nelle orecchie. E nelle ballate, poi, quei suoni permeavano la nostra melodia».
A ottobre sarà passato mezzo secolo dalla nascita di «Love Me Do», il primo successo dei Beatles...
«Non ci penso mai, io, agli anniversari. Sono l’ultimo a saperli. Sono impegnato nel presente, lavoro, guardo avanti, m’immagino il prossimo album. Che sian passati 50 anni è impossibile: io ho solo 50 anni! E pensate, che questo mio nuovo disco è di canzoni che c’erano 50 anni prima dei Beatles...».
Ha pensato di portare «Kisses on the Bottom» in tour?
«Il 9 febbraio, al Capitol Studio A di Hollywood dove abbiamo inciso, terremo un concerto che verrà trasmesso, poi andrò a cantare alla festa dei Grammy. Forse faremo qualche piccolo teatro, che è anche un bel cambio, rispetto al mio standard. Magari andremo a Las Vegas, c’è una mia amica che non vede l’ora che io canti a Las Vegas per poter indossare un vestito di pizzo nero. Tutte le donne fanno così».
Lei nell’album esibisce una tonalità di voce diversa rispetto al solito.
«E’ successo tutto in studio, ho cominciato a voce alta come al solito ma non mi piaceva. Così ho abbassato la tonalità per prender meglio le note, e lì intorno è stato costruito l’arrangiamento. Sono diventato una sorta di "Whispering Jack Smith" (Jack Smith, così soprannominato, fu un artista newyorkese assai popolare negli Anni 20 e 30, ndr). Sono stato fortunato a lavorare con Johnny Mandel, vecchio compositore che ha lavorato anche con Count Basie e ci ha aiutati a trovare gli arrangiamenti diversi che volevamo. Per Eric Clapton e Stevie Wonder, poi, ho lasciato spazi che essi hanno brillantemente riempito».
Quali canzoni dei Beatles avrebbero potuto giovarsi di arrangiamenti di questo tipo?
«"Honey Pie", di sicuro. Magari "Michelle". Abbiamo pensato anche a trasformare qualche pezzo dei Beatles, ma poi no, non andavano».
Com’è entrato in questo clima?
«Quando penso a belle canzoni mi vengono in mente gli standard, come "Stardust". Andiamo indietro con lo stile, come fa il film "The Artist".
E’ felice, Paul?
«Ma certo! Adesso ho questa nuova moglie, Nancy Shevell, che è splendida. E bravissima. Soprattutto quando dorme...».

da LaStampa.it

 

 

06.02.2012

A ROMA DAL 7 AL 12 FEBBRAIO ‘I BEATLES A ROMA’ in “Rock’n'Roll Bar”

Tornano ‘I Beatles a Roma’ con un nuovo spettacolo teatrale: musica dal vivo, aneddoti, pezzi rari da collezione sul palco, umorismo, sentimento e le traduzioni in romanesco dei testi delle canzoni con il progetto ‘Appia Road’.
Un brillante e divertente percorso di scoperta e riscoperta della musica, delle origini, della energia dei Beatles e del Rock’n'Roll. ROCK’N'ROLL BAR, il bar dove tutto è possibile, il bar dove il passato torna presente, il bar dei Beatles a Roma.
Dal 7 al 12 febbraio 2012 (ORE 20.45 – domenica pomeridiana ore 17.00) presso il TEATRO LO SPAZIO in Via Locri 42/44 (traversa di Via Sannio, a 100 metri da Metro S.Giovanni | Roma) I Beatles a Roma in “Rock’n'Roll Bar”, uno spettacolo di e con Luigi Abramo, Simone Mariani, Lorenzo Mazzè, Martino Pirella; con la partecipazione di Giuseppe Maione e con Giuseppe Palazzo e Saverio Palazzo. La regia è di Simone Mariani mentre i costumi di scena sono forniti da ‘Italia Retrò’ [Roma]

 

12.01.2012

A febbraio 2012 uscirà “Kisses on the Bottom...

Si intitolerà “Kisses On The Bottom” il nuovo album firmato da Sir Paul McCartney: l’album – che è sato regstrato con la band guidata da Diana Krall – presenta un’ampia serie di standards e due brani inediti, uno dei quali ['My Valentine'] già ascoltabile in anteprima dal sito ufficiale dell’ex-Beatle.
Alla realizzazione dell’album hanno preso parte altre due leggende del pop-rock internazionale, Eric Clapton e Stevie Wonder.

 

10.11.2011

TEATRO ROMA DI OSTUNI (BR) IL 29 NOVEMBRE ALLE ORE 21.00

GLI SKYWARDS SUONERANNO I PIU' GRANDI SUCCESSI DEI BEATLES MENTRE FERDINANDO SALLUSTIO (EX CAMPIONE DI PASSAPAROLA DI GERRY SCOTTI) RACCONTERA' LA STORIA DEI BEATLES E DI GEORGE, TUTTO QUESTO CON UNA SCENOGRAFIA ANNI '60 CHE CI PORTERA' INDIETRO NEL TEMPO... COME OSPITE CI SARA' ENRICO VESPIGNANI (VOCE E CHITARRA DEGLI STRAWBERRY FIELDS).

 

19.10.2011

Paul McCartney, l’ex frontman dei Beatles (fresco “sposino” con l’ereditiera Nancy Shevell) tocca con due spettacolari e attesissime date il belpaese! Di seguito i biglietti, le date del Paul McCartney tour 2011-2012

Paul McCartney si esibirà in Italia con ben 2 date nel mese di novembre!
Di seguito tutti i dettagli:
Data: Paul McCartney, Concerti del Tour 2011 in Italia
26/11/2011, Arena di Casalecchio di Reno (Bologna)
27/11/2011, Mediolanum Forum di Assago (Milano)
Biglietti: Paul McCartney, Concerti del Tour 2011 in Italia
disponibili su TicketOne ai seguenti prezzi:
BOLOGNA
- tribuna numerata 138 €
-posto in piedi 69 €

 

15.09.2011

Paul McCartney e Nancy Shevell potrebbero convolare a nozze il prossimo ottobre

Sarà la proprietà di Paul McCartney nel Sussex inglese ad ospitare le nozze tra il musicista di Liverpool e la sua attuale compagna Nancy Shevell. La scorsa settimana, l’ex-Beatle e l’ereditiera statunitense si sono recati in Regno Unito per definire i dettagli della cerimonia, che sarà in forma molto privata. Secondo una fonte vicina alla coppia, i due “si sposeranno prossimamente; sono molto emozionati ed è quasi tutto pronto”. Secondo il ‘Mirror’, le nozze potrebbero avere luogo ad ottobre 2011: la Shevell “avrebbe voluto sposarsi a New York, ma sapeva che un matrimonio inglese avrebbe reso più felice Paul; la coppia ha deciso di sposarsi in Gran Bretagna e dare successivamente un party nella loro casa degli Hamptons per tutti gli amici americani”. I due hanno scelto gli anelli di matrimonio presso l’esclusivo gioielliere di Los Angeles Neil Lane..

 

09.09.2011

Backbeat: rivelato il cast del musical ispirato all’omonimo film del 1994 sugli esordi dei Beatles

Si intitolerà ‘Backbeat’, proprio come il film-culto del 1994 basato sugli esordi dei Beatles ad Amburgo, e sarà ambientato tra il 1960 e il 1962 nella città tedesca in cui i Fab Four fecero i loro primi passi: stiamo parlando di un musical in programmazione in Inghilterra: al centro della trama del musical è il rapporto tra John Lennon, Stuart Sutcliffe (primo bassista dei Beatles) e la fotografa Astrid Kirchherr, ora settantatreenne.
Ad interpretare il ruolo di John Lennon nel musical sarà Andrew Knott, mentre Stuart Sutcliffe verrà interpretato da Nick Blood; a dare volto e voce ad Astrid Kirchherr sarà Ruta Gedmitas; Daniel Healy interpretaerà Paul McCartney, William Payne sarà George Harrison, Adam Sopp si calerà nei panni di Ringo Starr, mentre Pete Best (primo batterista del quartetto) sarà interpretato da Oliver Bennett.
Il produttore Karl Sydow ha detto che “Backbeat darà al pubblico la possibilità di vivere la nascita dei Beatles”.

 

07.09.2011

Il CD “Ocean’s Kingdom’, la prima opera orchestrale per balletto firmata da Paul McCartney, uscirà il 3 e 4 ottobre 2011

Si intitola ‘Ocean’s Kingdom’, è stato commissionato dal New York City Ballet ed è la prima opera orchestrale per balletto mai realizzata da Sir Paul McCartney: lo ‘score’ orchestrale verrà pubblicato dalla Decca Records il 3 ottobre nel Regno Unito e dalla Hear Music/Telarc il 4 ottobre negli USA. Diretta da John Wilson e prodotta da John Fraser, la partitura orchestrale è stata eseguita dalla London Classical Orchestra.
‘Ocean’s Kingdom’ è il risultato di una stretta collaborazione tra l’ex-Beatle e il Master in Chief del New York City Ballet, Peter Martins: i due hanno lavorato fianco a fianco con l’obiettivo di presentare lo ‘score’ in prima assoluta per l’apertura della stagione 2011/2012 del balletto newyorchese.
Lo ‘score’ orchestrale ha una durata di circa 60 minuti ed è suddiviso in quattro movimenti: Ocean’s Kingdom, Hall of Dance, Imprisonment e Moonrise. La premiere del balletto si terrà il 22 settembre 2011: l’album – regisrrato a Londra - sarà disponibile ad ottobre in formato digitale, su CD e in vinile.

 

05.09.2011

IN MOSTRA AL CAVERN CLUB L'ULTIMO CONCERTO DEI BEATLES NEL LOCALE

E' in esposizione al celebre Cavern Club di Liverpool, ovviamente quello rifatto, una nuova grande opera d'arte che rappresenta i Beatles in azione nel locale per l'ultima volta. L'artwork si riferisce al 3 agosto 1963 è frutto della statunitense Shannon MacDonald, cui creazioni adornano l'albergo "Hard days night" della città sul Mersey e che è stata definita "the world's greatest Beatles artist" da un ex sindaco di Liverpool.
Alan Weston del quotidiano "Liverpool Echo" riporta che la creazione della MacDonald, che abita nel New Jersey, è intitolata "Toppermost of the poppermost"; l'opera è stata creata per buona parte negli USA e si compone di quattro pannelli ognuno dei quali dedicato ad uno dei Fab. Sebbene le immagini siano dipinte, l'effetto è particolare in quanto sono stati adoperati airbrush ed un cancellatore elettrico che donano al lavoro un effetto fotografico.
Il locale originale chiuse nel maggio 1973.Quelli che diventarono i Fab Four si esibirono al Cavern 292 volte.

 

05.09.2011

IN EUROPA LA MOSTRA SU GEORGE HARRISON

Il Grammy Museum di Los Angeles inaugurerà la prima grande mostra su George il prossimo 11 ottobre. In questo periodo, curiosamente, sono da registrare altre due iniziative sull'ex Beatle: il documentario di Martin Scorsese e che negli USA l'emittente HBO trasmetterà nei giorni 5 e 6 ottore, e un libro di Olivia, la moglie del musicista, che sarà commercializzato dal 27 settembre.
Parte del materiale che sarà esposto al Grammy proviene dalle ricerche effettuate da Scorsese per il documentario.
Le ricerche sono durate cinque anni e, ha detto Olivia, "sarebbe stato un peccato non condividere con la gente tutto il materiale che Marty alla fine non è riuscito ad usare".
Bob Santelli, direttore del museo, ha detto: "George era un uomo intensamente spirituale". Molti oggetti fino ad oggi non avevano mai lasciato Friar Park, la straordinaria villa di Henley-on-Thames in cui Harrison abitò fino alla sua scomparsa nel 2001. Tra i "memorabilia" che sarà possibile ammirare spiccano le sue chitarre, anche quelle suonate con i Beatles, vestiti (anche quello indossato allo Shea Stadium e al concerto per il Bangladesh), testi per canzoni inedite, diari, fotografie e lettere. La mostra "George Harrison: living in the material world" si protrarrà sino al 12 febbraio 2012, poi diventerà itinerante. "Stiamo decidendo in questi giorni in quali città andrà, ma si tratterà di un po' di posti negli USA e poi si fermerà per un po' di tempo in Europa, Londra inclusa", ha affermato Santelli.

 

28.07.2011

LIVING IN A MATERIAL WORLD DI SCORSESE SU GEORGE HARRISON IN AUTUNNO

Living in a Material World sarà distribuito ad ottobre sul mercato home-video.
Il documentario dedicato a George firmato da Martin Scorsese ripercorrerà la vita e la carriera dell'ex Beatles attraverso video privati e interviste agli altri membri della band e a personaggi famosi che lo hanno conosciuto: tra questi Eric Clapton, Terry Gilliam, Eric Idle, Paul McCartney, Yoko Ono, Phil Spector, Ringo Starr e Jackie Stewart.
Il film sarà trasmesso il prossimo autunno negli Usa e in UK sul canale HBO.

 

04.07.2011

Gli All Beat Back celebrano il loro secondo anno di attività-live a Roma con un concerto/evento

La tribute-band romana All Beat Back festeggerà i suoi primi due anni di concerti nel segno dei Beatles con un live che si terrà venerdì 8 luglio 2011 a Roma,all’interno del parco dello Stardust Village all’Eur / Torrino.
La tribute-band capitolina parteciperà, inoltre, al Beatles Day che si terrà il 5 luglio 2011 al Parco San Sebastiano all’interno della manifestazione ROMA VINTAGE

 

01.07.2011

Mark Waters salva i Beatles

Il regista Mark Waters (Mean girls, La rivolta delle ex) è in trattative per dirigere la commedia Get Back per la Sidney Kimmel Entertainment.
Il film racconterà la storia di due fan accaniti dei Beatles che, dopo aver scoperto una macchina del tempo, decidono di viaggiare indietro nel tempo fino al 1966 per impedire a John Lennon di incontrare Yoko Ono, che reputano responsabile di aver causato lo scioglimento dei Fab Four. Le cose tuttavia si complicheranno quando uno dei due verrà coinvolto in quello che diventerà un triangolo amoroso.
Waters è subentrato nella direzione del progetto dopo l'abbandono da parte di Jason Lee. La sceneggiatura del film, apparsa nella cosiddetta Black List del 2007 (una lista delle migliori sceneggiature non prodotte nel corso dell'anno), è firmata da Chris McCoy e le riprese del film dovrebbero cominciare alla fine dell'estate a Londra.

 

01.07.2011

Paul McCartney a Napoli?

“Paul McCartney si è detto entusiasta di ritornare a suonare a Napoli: ha dato il suo ok”. Queste le parole di Mimmo D’Alessandro della D’Alessandro&Galli, promoter storico che lavora con l’ex Beatles dal 1989.
L’operazione come ha sottolineato D’Alessandro non è semplice. Il tour di McCartney iè tra i più costosi del pianeta con quello degli U2 e dei Rolling Stones (i costi superano di gran lunga il milione di euro) e sappiamo che le casse del nostro Comune non vivono tempi felici. Sarebbe così necessaria – come per la verità accade in ogni parte del mondo – partire con una campagna-ricerca sponsor.

 

27.06.2011

Il 16 e il 17 luglio 2011 Salsomaggiore Terme ospita la seconda edizione di
SALSO MEETS THE BEATLES

Il 16 e il 17 luglio 2011 Salsomaggiore Terme (PR) di trasformerà in un angolo di Liverpool ed ospiterà la seconda edizione del Festival SALSO MEETS THE BEATLES.
Un grande evento musicale/culturale che trasforma la città di Salsomaggiore Terme nella capitale della musica dei fantastici Fabs per un intero-week end e che verrà ospitata in varie location della città (in caso di maltempo, gli eventi si svolgeranno presso il Palazzo Congressi di Salsomaggiore).
Ecco in dettaglio il programma del festival
SAB. 16 LUGLIO 2011
- ore 17.45 inaugurazione Festival, Mostra iconografica sui Beatles – Terme Berzieri Salsomaggiore;
- ore 18.00 seminario a cura di Rolando Giambelli Presidente dei Beatlesiani d’Italia Associati – Terme Berzieri;
- ore 18.45 intervento musicale strumentale a cura di Mus.ar.te.: M.° Luigi Rizzi (pianoforte), Luca Vascelli (chitarra), Antonella Tanetti (violino) – Terme Berzieri;
- ore 21.30 concerto della Tribute band “THE BEATBOX” in P.zza Berzieri.
DOM. 17 LUGLIO 2011
- Dal mattino, mostra fotografica sui Beatles – Terme Berzieri;
- ore 10.30 esibizioni dei gruppi ed artisti iscritti al Festival nel Parco Corazza;
- Bancarelle di dischi/cd/dvd, libri, oggettistica Beatles nel Parco Corazza;
- ore 15.30 esibizioni dei gruppi ed artisti iscritti al Festival nel Parco Corazza;
- ore 18.00 premiazione dei gruppi/musicisti nel Parco Corazza;
- ore 21.30 concerto di chiusura della beatles band THE FABS in P.zza Berzieri;
INGRESSO LIBERO
Presenta la rassegna musicale Deborah Cerri.
Inoltre sabato 16 e domenica 17 Luglio, alla sera durante l’Aperitivo beatlesiano, si terrà l’appuntamento con il Beatles Karaoke ed il gruppo dei Quarryband.
Nei bar aderenti al Centro Commerciale Naturale “Liberty Center Salsomaggiore Shopping”, si potrà inoltre degustare l’aperitivo beatlesiano.
Evento ideato e realizzato da MUS.AR.TE. – Associazione musicale culturale di Salsomaggiore Terme,
Direzione artistica: Guido Barbieri
con la collaborazione dei Beatlesiani d’Italia Associati
Profilo facebook Festival – Salso meets the Beatles Festival

 

21.06.2011

Beatles day a Roma, 5 luglio 2011

nell’ambito di ROMA VINTAGE 2011
Parco San Sebastiano Via delle Terme di Caracalla 55
05 luglio 2011 dalle 18.30 alle 24.00
CONCERTO DI BEATLE-BANDS – OSPITI – MOSTRE – CELEBRAZIONI

"La manifestazione sarà promossa dal Comune di Roma, “Assessorato alle Politiche Culturali" in collaborazione con Beatlesiani d'Italia Associati, con il Patrocinio del COMUNE DI ROMA - Assessorato alle Politiche Culturali - Dipartimento Cultura - Ufficio Spettacolo, e inserita nell'ESTATE ROMANA 2011, si terrà a Roma il 05 luglio nell’ambito di ROMA VINTAGE presso il Parco San Sebastiano in Via delle Terme di Caracalla 55 dalle 18.30 alle 24.
All’evento musicale/culturale/benefico parteciperanno a titolo gratuito numerose Beatle Bands e collezionisti, fans e personaggi coinvolti nella favolosa storia dei Beatles provenienti da Roma e da altre parti d’Italia, innanzitutto per festeggiare i 71 anni ottimamente portati da RINGO STARR all’indomani dell’atteso concerto con la sua All Starr Band al Cavea Auditorium parco della Musica di Roma, che l’ex batterista dei Beatles compirà poche ore dopo, il 7 luglio! Il grande raduno “beatlesiano” Sarà anche l’occasione per celebrare il 46° anniversario dei concerti romani dei Beatles all’Adriano, organizzati dall’indimenticabile Leo Wachter, ma anche il 50° anniversario del primo concerto dei Beatles al Cavern il 9 febbraio 1961 (Where it All Began with the Beatles on 1961 - 50thAnniversary Celebration); ed infine anche quello della prima registrazione commerciale dei Beatles, effettuata nell’ottobre 1961 ad Amburgo, della canzone My Bonnie conTony Sheridan.
Molte le Beatle Bands & Big Special Guests attesi in Concerto:
L’entusiasmante kermesse musicale sarà condotta da MARIO PEZZOLLA il noto conduttore di Radio Rai, esperto di Beatles ed autore del VideoRai "I Favolosi Beatles", l’unico documento TV ufficiale per tutti i filmati “beatlesiani” prodotti dalla RAI dal 1963 al 1970, ormai introvabili, ma che proietteremo nel corso dell’evento. E anche prevista la proiezione di altri spezzoni significativi di filmati sui “Fab Four” con la regia di Stefano Stefanelli. Produttore esecutivo Claudio Giorgi. Sempre molto attesa dagli appassionati è la proiezione integrale (18 min.) del documentario curato dal giornalista Gianni Bisiach nel 1963 per la RAI. Fu girato a Londra per il programma TV7 con il titolo “The Fabulous Beatles” che li lanciò per primo in Italia. Gianni Bisiach sarà sul palco alle 21.00 circa, per ricordare la sua indimenticabile esperienza: l’incontro con i Beatles in Inghilterra, ma anche a Roma nel 1965, proprio in occasione del loro concerto del 27 giugno all’Adriano organizzato da Leo Wachter.
Oltre ai concerti e alla presenza di importanti ospiti potremo allestire nel foyer una mostra fotografica con le immagini più significative dei Fab Four e una mostra di fumetti che narrano la loro storia.
Promo EMI Music Italy - International Liverpool Beatle Week 2011.
Un’esposizione di memorabilia sarà curata da Giampietro D’Ercole di Welcome Beatles Fan Club di Roma.
Presentazione di libri vari con i loro autori.
FINALITA’: Secondo il nostro Statuto ed il motto “Beatle People for People” l’evento “beatlesiano” servirà, come avvenne anche lo scorso anno, oltre che per celebrare i Beatles, anche per sostenere le attività umanitarie e scientifiche del Dipartimento di Pediatria diretta dal Professor Alberto G. Ugazio presso l’Ospedale Bambino Gesù, e dell’associazione A.M.R.E.I. (Associazione Malattie Reumatiche Infantili) di Roma collegata con il reparto stesso. “Happy Birthday Ringo!!!” Ed infine, restando in totale atmosfera “beatlesiana” e umanitaria, allo stesso tempo, canteremo tutti in coro “With a Little Help from My Friends” ricordando Ringo Starr che la interpretava e gli potremo anche dedicare un caloroso “Happy Birthday Ringo!!!” brindando con il Berlucchi ’61 evocando, così, attraverso le sue persistenti inconfondibili “bollicine”, quel “fantastico” 1961, quando dal Cavern, la mitica cantina di Liverpool, uscirono i favolosi Beatles per la prima volta e conquistarono il mondo con la loro stupenda musica, mentre dalle Cantine Guido Berlucchi in Franciacorta – Brescia – Italia, venne alla luce il primo migliore spumante italiano ottenuto con il Metodo Classico, la magia continua…senza fine…e con il BERLUCCHI ’61 a Denominazione di Origine Controllata e Garantita DOCG e con i Beatles….Forever!!!!
Direttore artistico Rolando Giambelli.

 

15.06.2011

All'asta 50 foto inedite dei Beatles

Le istantanee sono frutto del fotografo americano Mike Mitchell, oggi 65 anni, che all'epoca aveva solo 18 anni ed era un fan scatenato dei quattro "baronetti" britannici. Ma quelle fotografie, scattate in bianco e nero e in controluce, Mitchell le aveva chiuse, ignaro del loro valore, in una scatola dimenticata per 40 anni nella sua cantina. "Solo molti anni dopo - ha spiegato il fotografo - ho capito che questo concerto a Washington era considerato dagli esperti del settore un evento di grande importanza".
"Ci sono molte fotografie dei Beatles, ma queste immagini scattate da Mitchell sono semplicemente incredibili", ha detto Cathie Elkies, uno dei responsabili di Christie's. Le foto, valutate tra i 1.000 e i 6.000 dollari l'una, sono scattate da angoli inusuali e si concentrano su alcuni particolari.
"All'epoca non c'era nessuna misura di sicurezza, la stampa aveva accesso totale e io ho potuto scattare con tutta libertà quelle foto", ha spiegato Mitchell, che era riuscito anche a salire sul palco durante la conferenza stampa di presentazione. "E' impossibile per me dimenticare le grida degli 8.000 spettatori, soprattutto ragazze, presenti al concerto", ha concluso il fotografo.
Le immagini, già esposte l'17 e il 25 giugno a Londra, al Grosvenor House del Marriott Hotel, verranno esposte dalla casa d'aste newyorkese a New York dall'11 al 20 luglio, data della vendita. La collezione completa potrebbe anche raggiungere un valore di 100.000 dollari.
Il prossimo 20 luglio, 50 fotografie inedite del concerto dei Beatles al Washington Coliseum. e di quello del 13 settembre 1964 al Civic Center di Baltimora, nel Maryland, saranno vendute all'asta da Christie's, a New York. Il concerto tenuto nella capitale americana l'11 febbraio del 1964 era il primo degli "scarafaggi" di Liverpool in America e veniva due giorni dopo l'apparizione dei quattro inglesi nella trasmissione televisiva americana, "Ed Sullivan Show".





 

09.06.2011

Paul McCartney e Yoko Ono al quinto anniversario di "Love"
Sono stati uniti dallo stesso destino per una quarantina d'anni, legati entrambi, anche se in posizioni opposte, alla più grande band della storia della musica. Ma pur avendo messo da parte molte delle loro divergenze Paul McCartney e Yoko Ono non sono sembrati così vicini e così amici.
Entrambi erano presenti allo spettacolo "Love" dei Cirque du Soleil a Las Vegas, ma non è sembrato esserci troppo amore  tra l'ex compagno di band di John Lennon e la sua vedova. 
McCartney e Yoko Ono erano alle celebrazioni del quinto anniversario di "Love", evento che intendeva anche rendere omaggio a un altro Beatle scomparso, George Harrison, dal quale partì l'idea dello spettacolo prima di morire e fu parte attiva nel progetto : senza il suo input nulla sarebbe mai successo. George era un appassionato di auto e conobbe sul circuito di Montreal Guy Lalibertè,  l' uomo che 24 anni fa creò Cirque du Soleil. Lui lo invitò alla sua festa e George, che era già malato, disse: "Sono molto stanco e vengo per mezzora". Invece rimase tutta la notte, cantando e spassandosela. Poi chiese a Lalibertè  di fargli visita a Londra e gli lanciò l' idea del musical. Gli disse: "Cosa ne diresti se riunissimo i Beatles per una volta ancora?"». Questo era dunque il proposito di Love: riunire i Beatles un'ultima volta.
Eppure, nonostante l'evento dovesse essere denso di emozioni, McCartney e Yono hanno evitato di apparire insieme sul tappeto rosso della serata, facendo intuire che forse un pochino di gelo di fondo rimane ancora.
Il cantante e la vedova di Lennon, hanno percorso il tappeto rosso, l'uno accompagnato dalla fidanzata Nancy Shevell, e l'altra con il figlio Sean.
Presenti alla serata oltre alla vedova di Harrison e il figlio Dhani, George Martin e il figlio Giles, che hanno lavorato in qualità di produttori sull'intero archivio dei Beatles presso gli studi di Abbey Road. Tra gli altri artisti presenti all'evento Kristin Davis, Slash, T-Pain, Rosanna Arquette, Gayle King, The Killers, Siegfried & Roy, Marcia Gay Harden, Dominic Monaghan, Elijah Wood, Matt Sorum, Mark McGrath, Mike Dirnt of Green Day, Danger Mouse, DJ Chris Holmes, Aaron Paul, Robin Antin of Pussy Cat Dolls.
Negli anni i due non hanno risparmiato dichiarazioni al vetriolo e i "dispetti" l'uno nei confronti dell'altra. 
Dopo anni di silenzio, McCartney parlò delle sue controversie con la Ono durante un'intervista con Howard Stern dove affermò che l'artista giapponese mise gli occhi prima su di lui e non sul  futuro marito, John Lennon.
Anni dopo, quando McCartney chiese alla Ono di anteporre il nome di Paul a quello di John nei crediti di "Yesterday" nell'album "The Beatles Anthology" lei rifiutò , anche se McCartney aveva scritto e interpretato la canzone. "Non le sarebbe costato niente in termini di denaro. Questa è tutta roba legale", disse McCartney. 
Lo scorso anno la Ono dichiarò al Times che Paul aveva contribuito in maniera decisiva nel salvataggio del matrimonio tra lei e John nel periodo nero , il "lost weekend" del 1974, quando Lennon scappò con la sua assistente, May Pang. Yoko dichiarò che Paul McCartney intervenne di persona e fece tornare la coppia di nuovo insieme. 
Eppure tutti noi ci ricordiamo Yoko al concerto di Paul a Liverpool il 1 giugno del 2008, quando sulle note di "Give peace a chance",  seduta accanto a Olivia, cantava e applaudiva sorridente. 

 

09.06.2011

Yoko Ono regala una moneta di John Lennon a Liverpool

Yoko Ono ha donato una moneta raffigurante lo scomparso marito John Lennon ad una casa d'aste che, il 9 giugno 2011, la metterà in vendita. La moneta, che fa parte di una serie limitata edita in 5000 esemplari, mostra l'ex Beatle con capelli lunghi, basettoni e i classici occhiali tondi. Il dono di Yoko, 77 anni, genererà fondi che saranno interamente devoluti all'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool. La Ono, sostenitrice dell'ospedale, ha detto: "Questo posto incredibile, tra i maggiori e frequentati ospedali infantili d'Europa, è molto vicino al mio cuore". L'ultimo album pubblicato dall'artista è stato "Between my head and the sky", uscito nel settembre 2009. Al disco ha partecipato suo figlio Sean.

 

09.06.2011

La fiaba dei Beatles a Piacenza. dal 9 al 26 giugno.

Si è aperta ieri 9 giugno a Piacenza “Una galleria di Imagine”, mostra dedicata ai Fab Four che si terrà presso la galleria Borgo Faxhall e che si protrarrà sino al 26 giugno.
Sulle note di "The long and winding road" la storia dei Beatles scorre come una fiaba attraverso le copertine dei loro dischi dal 1963 al 1970 e tante altre fotografie che ritraggono il quartetto di Liverpool nelle diverse fasi della loro carriere: PiacenzaSera.it vi offre una speciale anteprima per immagini con un focus sulla speciale sezione dedicata al grande John Lennon.
A presentare la mostra a Borgo Faxhall sono stati i curatori Eleonora Bagarotti e Alberto Dosi, l’assessore comunale al commercio Katia Tarasconi, Fabio Calabrese in rappresentanza dei commercianti del centro medesimo, Stefano Pareti dell’equipe organizzativa.
La mostra nasce nel cinquantesimo anniversario della prima registrazione ufficiale ad Amburgo del celeberrimo quartetto di Liverpool, nel quarantesimo di “Imagine” di John Lennon e nel decennale della scomparsa di George Harrison. Tanti gli eventi collaterali. Venerdì 10 nell’ambito dei venerdì piacentini, alle 21.30 di fronte alla Feltrinelli (via XX settembre/angolo corso Cavour) si terrà il concerto “Non solo Beatles” con il gruppo mercy beat “Beat Barons”. Martedì 14 alle 21 al caffè letterario Baciccia, Stefano Pareti insieme allo scrittore Maurizio Matrone e al suonatore di sitar Max Marchini proporrà la serata “Chi ha ucciso John Lennon?” sull’omicidio del cantante. Venerdì 17 ancora per i Venerdì piacentini suoneranno in “Siam partiti dai Beatles” i fidentini Fances. Martedì 21 giugno, alle 18, alla Feltrinelli Paolo Maurizio Bottigelli ed Eleonora Bagarotti saranno impegnati in “Remember John?”, reading dedicato alla vita di Lennon. Mercoledì 22, alle 21, a Spazio4, la proiezione del musical “Across the universe”; a seguire cineforum con Antonio “Tony Face” Bacciocchi. Venerdì 21, ai venerdì piacentini, il concerto “Ci dispiace, niente Beatles” dei Sir Jack and the Grandma Modes. E non finisce qui: la mostra andrà in gita a Salsomaggiore dal 30 giugno al 3 luglio, proprio nei giorni del Festival Beat.

 

26.05.2011

Novità per Paul McCartney: due nuovi dischi, due nuove ristampe per la ‘ArchiveCollection’ e forse un live a Verona

Nuove interessanti novità dall’universo-McCartney. Sir Paul avrebbe da poco terminato di registrare un album di standard d’annata; brani storici che il musicista avrebbe sempre desiderato suonare e interpretare. Almeno questo è quanto riporta Perez Hilton, celebrity blogger d’Oltreoceano, secondo cui Macca ha lavorato con un’orchestra realizzando circa dodici canzoni. “Era una cosa che volevo fare da sempre, già dal periodo dei Beatles, ma poi Rod Stewart ha dato di matto e allora ho pensato ‘meglio aspettare, altrimenti qui pensano che voglio copiare Rod’. Sono delle canzoni che adoro, ma cerco di stare alla larga da quelle troppo conosciute. È musica del tipo ‘tornando a casa dal lavoro’, musica che metti su e ti versi un bicchiere di vino”: queste le affermazioni di McCartney sul progetto discografico ancora privo di titolo. Secondo il sito statunitense, il musicista di Liverpool avrebbe in cantiere anche un disco “più rock” e, per questo, spera di poter collaborare con Dave Grohl, ex-batterista dei Nirvana e frontman dei Foo Fighters.
Ma le novità non finiscono qui: parlando di nuove uscite c’è da segnalare la recente pubblicazione dei due album ‘McCartney I’ e ‘McCartney II’ per la ‘Paul
McCartney Archive Collection’, ambizioso progetto di rimasterizzazione del repertorio di Sir Paul; i due CD, rimasterizzati presso i leggendari Abbey Road Studios, sono disponibili nella versione Standard (2 CD) o nell’edizione Deluxe (2 CD + DVD + Limited Edition Numbered Book).
Anche per i fan che sperano in un live in Italia ci sono importanti aggiornamenti: oltre a Napoli e Firenze, sembrerebbe che l’entourage di Paul possa ora prendere in seria consderazione l’ipotesi-Verona. Lo scorso 21 maggio 2011, nella “Olimpiahalle” a Monaco di Baviera, in diecimila hanno assistito al live di Zucchero Fornaciari, che a breve si esibirà all’Arena veronese. In platea, nella guest zone, siedeva Paul McCartney con la compagna Nancy Shevell e del figlio James. Dopo il live, durante una cena post-concerto, il musicista ha ‘regalato’ un suggerimento a Sir McCartney: “pensa a Verona. L’Arena è un luogo magico per chi fa musica, vibrazioni magiche arrivano dal pubblico e da quel luogo”.

 

 

 

21.05.2011

Carlo Verdone e i Beatles a Roma.

C'è una cosa che amo fare spesso: tornare nella mia casa paterna quando non c'è nessuno.Mi piace aprire le porte delle stanze, ricordare com'erano quando noi fratelli abitavamo là. Sentire quell'odore inconfondibile di libri, tappeti e poltrone, sempre nello stesso posto, percorrere lentamente il lungo corridoio dove la solita mattonella, poco aderente, da più di cinquant'anni fa un leggero rumore di assestamento mentre ci cammini sopra. Questa "voce" e quegli odori mi illudono e mi rassicurano che il tempo lo posso sempre fermare nella casa dove ho trascorso trent'anni della mia vita.Sembra tutto immobile.Mi piace molto aprire i cassetti e ritrovare la penna del liceo,una lettera di raccomandazioni di mia madre,la foto in bianco e nero della prima fidanzata,noi fratelli in posa sotto l'albero di natale,una medicina scaduta,la chiave del mio primo motorino.
Ma pochi mesi fa', nell'aprire un cassetto al quale non avevo mai dato importanza,trovai l'oggetto più prezioso della mia adolescenza,quello che testimoniava il più bel periodo della mia vita:un grosso album di ritagli di articoli e foto.Il titolo era stato scritto da me a penna :The Beatles.
Una raccolta impressionante di foto di John,Paul,George e Ringo accompagnate da titoli fatti da me: "I più grandi del mondo", "Lennon immenso", "Le quattro meraviglie dell'universo"etc… Ma in una delle ultime pagine avevo scritto un titolo (che accompagnava una loro foto durante un concerto) che aveva un enorme significato e testimoniava qualcosa di molto profondo e anche spirituale: "Accompagnate i momenti più belli della mia vita". In quella frase c'era tutto lo spirito degli anni sessanta: felicità,risate,amici,ascoltare musica,fare musica. Ma soprattutto emozionarsi ad un brano che ti accompagnava per tanto,tanto tempo scandendo un'epoca colorata,allegra nella quale eri sempre innamorato. Ricordo che facevo a gara con la mia fidanzata quindicenne per superarla nell'allestimento di questi immensi album.Ma lei era più brava,perché il papà andava spesso a Londra e in America e le portava riviste pop introvabili.
Il suo album era certamente più prezioso del mio. Ma un giorno il mio di papà tornò da New York con una chicca che la stese secca senza parole: il manifesto originale del famoso concerto dei Beatles allo Shea Stadium di New York del 66. E, per farmi felice, ci fece aggiungere in stampa "With Carlo Verdone In Person". Ricordo che ci fu un'autentica processione di amici e compagni di scuola per ammirare il cimelio dei cimeli.Fui molto grato a mio padre per quel pensiero.Francamente non mi aspettavo da lui,professore serio e spesso severo,una simpatia per quei quattro. Ma mio padre andò oltre le mie attese, nonostante la mia bocciatura in quarta ginnasio con relativo blocco della paghetta e sequestro della batteria, con la quale suonavo con un gruppo.Mi chiamò nel suo studio per dirmi testualmente:"… Ho preso due biglietti per il concerto serale dei Beatles qui a Roma.Ci andremo insieme.E' un avvenimento storico molto importante,va visto." Quella comunicazione mi sbalordì.
Mio padre era giovane! Solo "un grande" poteva dire quella frase…. E le sue quotazioni, nonostante le sberle per la bocciatura,salirono enormemente. Vedere dal vivo quello che stavo incollando su un album ed ascoltando su un Philips ancora "mono",era la più grande emozione della mia vita.
Ben presto nacque un problema: come andarci vestito? Molti miei amici si stavano facendo crescere i capelli sopra le orecchie,altri avevano comprato i famosi stivaletti con la zip e il tacco lungo usati soprattutto da Lennon, altri optavano per una camicia a fiori, indossata spesso da Harrison. La mia ragazza,che aveva trovato con la sorella i biglietti per il pomeriggio,decise di mettersi una minigonna esagerata e di preparare un cartello con scritto."PAUL I LOVE YOU!" Io mi incazzai molto perché le mutande stavano a dieci centimetri dall'orlo ed ero molto geloso.
Nel frattempo continuavo, in fibrillazione, ad incollare foto e ritagli dei Beatles e su un articolo lessi: "I Beatles a Roma suoneranno per 40 minuti. Un milione al minuto il loro compenso." "Morté…" dissi. Io all'epoca con il mio gruppo, "The Sound's Players", prendevo al massimo ventimilalire per due ore. Il 28 giugno arrivò in fretta. Con mio padre decidemmo di non prendere la macchina per il gran caos ed arrivammo davanti all'Adriano, in Piazza Cavour,sudati fradici. Davanti ai nostri occhi un'immagine da colpo di stato: un centinaio di celerini con casco e manganello presidiavano l'intera area. Quattro automezzi idranti per disperdere la folla erano disposti strategicamente. Due ambulanze erano pronte con il segnalatore acceso e notammo perfino (ma che cavolo ci entrava…) un cappellano militare! In poche parole per quella Roma democristiana l'evento doveva apparire come qualcosa tra l'insurrezionale e l'isteria di massa. Non era un caso che in quell'epoca i "capelloni" venivano spesso circondati e riempiti di botte dai celerini solo perché sostavano su una piazza o su una scalinata.
A spintoni entrammo nel teatro. E mio padre,per una gomitata,perse subito gli occhiali.Rischiava di vedere il nulla per il suo astigmatismo. Ma alla fine ,tra centinaia di scarpe, glieli trovai con una stanghetta rotta.Prendemmo posto su un ottimo palchetto,avrebbero suonato sotto di noi. La platea era un immenso minestrone dove c'era di tutto:borghesi con figli,gruppi di capelloni indecenti, pariolini con i capelli lisci massimo fino alle orecchie, intellettuali con gli occhiali alla Pasolini. Improvvisamente intravedo Anna Magnani col figlio Luca. Guarda schifata quella massa urlante. Poi papà mi fa notare Rossella Falk che trova il posto occupato da una scalmanata che le fa il gesto di andarsene a trovare un altro. Le luci si abbassano di colpo e un urlo unico, infernale,si leva nel teatro. Esce il presentatore, Lucio Flauto.Una bordata di fischi ed urla coprono quello che doveva essere il programma della serata. La sua presentazione dura troppo e quello del palco accanto gli urla:" Ma parti cò a musica! Che ce fai nà conferenza?!!".
Fausto Leali,Peppino di Capri,i New Dada ed altri hanno l'arduo compito di aprire il concerto. Non si capisce una nota tale è il volume delle urla. Mio padre si mette paura e comincia a guardare l'orologio. Non fa altro che ripetere "Madonna,ragazzi!".Dalla platea cominciano i primi attacchi isterici e un ragazzo e una ragazza vengono portati via di peso dagli infermieri delle ambulanze come due indemoniati. Un panino colpisce in pieno volto un pompiere che guarda da dietro le quinte. Il pubblico vuole solo i Beatles e comincia ad urlare "Fuori! Fuori! Fuori!". Si ha la sensazione che i gruppi prima dei Beatles si sbrighino per andarsene il prima possibile. Riappare Lucio Flauto per annunciare la fine del primo tempo e che il secondo vedrà finalmente i Beatles. L'ennesimo panino dalla platea non lo prende per un soffio.
I venti minuti che precedono la loro esibizione sono incandescenti:nessuno riesce a star fermo col corpo, tutti fumano,tutti sudano. Ma all'ingresso di un tecnico che porta sul palco la cassa della batteria di Ringo Starr con la scritta The Beatles, scoppia un urlo assordante. Nel giro di pochi minuti il palco è pronto, gli amplificatori Vox accesi, le chitarre sistemate. Entrano accompagnati da un boato e attaccano subito una scatenata "Twist and Shout". La massa epilettica dell'Adriano contrasta con un'eleganza, uno stile ed un' autorevolezza che mai gruppo rock al mondo ha più avuto. In un completo nero, camicia bianca, cravatta nera e stivaletti, vediamo ed ascoltiamo l'inizio di una nuova èra non solo musicale ma soprattutto di costume. Lennon ha un berretto nero, di vaga memoria bolscevica, che lo rende ancora più "grande".
Seguono a raffica "I'm a loser"(con Lennon all'armonica), "A hard day's night", "Ticket To Ride", "I Feel Fine"…Se Mc Cartney e Lennon sorridono e si divertono, George Harrison se ne sta disciplinatamente concentrato e serio. Un po' come Ringo Starr che non perde un colpo ed è l'unico a muovere la testa ritmicamente facendoci ricordare che "la zazzera" l'hanno inventata loro. Piano piano le grida e i pianti isterici rischiano di sommergere i brani che fatichiamo a riconoscere. Ma ecco, improvvisamente, gli accordi di una canzone per noi nuova, meravigliosa, potente "She's a woman". E' il delirio più totale. Un cretino dietro di me urla:"Io che l'ho!!!". "Ma che cazzo c'hai se la stanno a fa' a adesso…"gli risponde un capellone grasso. Ormai siamo tutti in piedi, saltiamo, battiamo con le mani il ritmo.
Mio padre prende appunti su un taccuino per un articolo ma riceve una gomitata ogni due secondi e alla fine non si leggerà un cavolo di quello che ha scritto. Durante quello che doveva essere l'ultimo brano (che non ricordo), un pazzo scatta dalla sedia e monta sul palco. Si avventa verso Lennon e gli frega il berretto. Quattro della sicurezza lo bloccano e lo gonfiano di botte portandolo dietro le quinte. E'la fine! I Beatles, terrorizzati, buttano gli strumenti sul palco e scompaiono per sempre. Il ciccione dietro di me commenta lapidario:"Aho',do' te volti e te giri c'è sempre no' stronzo…". Finiva così bruscamente, dopo quaranta minuti "l'evento degli eventi". Era il primo concerto rock che vedevo e dentro di me sapevo che ne avrei visti altri cinquecento. Era solo l'inizio di un'epoca: piena di note, di colori ,d'ispirazioni, di creatività, di amori nati per una canzone, di provocazioni, di illusioni…Erano i nostri anni 60'.
Carlo Verdone.


VoglioVincere

20.05.2011

Paul McCartney in Italia: Piazza Santa Croce a Firenze per l’ex-Beatle?

L’edizione-2011 della kermesse “FiEsta” potrebbe chiudersi con un evento spettacolare: il concerto di Paul McCartney in piazza Santa Croce a Firenze. Il capoluogo toscano – che ha ospitato Sir Paul nel 1993 per il suo ‘New World Tour’ – è inserita tra le città candidate ad ospitare il nuovo tour dell’ex-Beatle. Il patron del ‘Summer Festival’ Mimmo D’Alessandro, la cui agenzia rappresenta il musicista di Liverpool sin dal 1988, potrebbe riportare su suolo fiorentino Macca per un concerto da tenersi a settembre 2011. Ai microfoni di Lady Radio, D’Alessandro ha ufficialmente annunciato che si stanno “ultimando i lavori per portare a piazza Santa Croce Paul McCartney”. Il tour europeo non è ancora definito e a giorni si attendono i dettagli relativi alle città italiane che potrebbero essere ‘toccate’ dallo show di Sir Paul [in lizza sembrano esserci, oltre a Firenze, anche Napoli e Verona].

 

15.05.2011

Nasce il sito ufficiale del “JOHN LENNON MOVEMENT FOR RIGHTS TO FREEDOM”

Un movimento per tutelare e promuovere i diritti umani nel segno di John Lennon: nasce il sito ufficiale del “JOHN LENNON MOVEMENT FOR RIGHTS TO FREEDOM” (MOVIMENTO JOHN LENNON PER I DIRITTI ALLA LIBERTA`) con lo scopo di valorizzare “un tipo di Vita Pacifica per ognuno, seguendo e potenziando i messaggi universali di Pace, Amore, Libertà, Verità, Fratellanza e Felicità di John Lennon e di altri grandi leader come Gesù, Ghandi, Martin Luther King”.
I testi di “Imagine”, “Power to the People”, “Give Peace a Chance”, “Happy Xmas”, “Gimme Some Thruth” e “Bring on the Lucie” sono gli elementi-guida di questo movimento, non di natura politica, il cui sito ufficiale è:


 

13.05.2011

La famiglia McCartney negli scatti di Linda

Se amate i volumi della Taschen, le foto in bianco e nero e i Beatles, potrete concedervi un lusso: "Linda McCartney: Life in Photographs", l'ultima novità dell'instancabile casa editrice tedesca.
Si tratta di una selezione dall'enorme archivio fotografico di colei che è stata per 30 anni al fianco di Paul McCartney, una scelta operata dallo stesso cantante dei Beatles e dai figli: solo 10 scatti, una sorta di testamento, in omaggio a una fotografa di prim'ordine, dotata di grande versatilità e spirito di osservazione. Istantanee della vita di famiglia, della casa di Londra, degli studi di registrazione del White Album.
"Ora posso pensare a Linda con gioia", ha confessato Sir Paul ricordando la moglie, deceduta per un tumore 12 anni fa. "Per me lei resta una presenza molto forte, perche sono stato sposato con lei per trent'anni - racconta Sir Paul al Times - Ora, anche nella mia relazione con la mia nuova compagna, Linda resta una presenza potente, e sono fortunato che Nancy (Shevell) lo riconosca e ammiri il suo lavoro".
Esistono due versioni dell'opera: quella economica, disponibile a partire da lunedì nelle librerie, e un'altra ededizione limitata a 750 copie, numerate e firmate da Sir Paul McCartney.

 

11.05.2011

“Paul McCartney a Napoli”: in anteprima su BeatlesNews.it un ‘celebration book’ dedicato al live partenopeo di Sir Paul del 1991

“Paul McCartney a Napoli | 5 giugno 1991? è un volume celebrativo, interamente dedicato all’unico concerto tenuto a Napoli da Paul McCartney, il musicista di maggior successo nella storia della musica popolare contemporanea. A distanza di venti anni esatti da quell’evento-live, tenutosi il 5 giugno 1991 sul palco del Palapartenope, i giornalisti musicali Carmine Aymone e Michelangelo Iossa raccontano l’unicità del concerto, inserito nel mini-tour di sei date ‘a sorpresa’ tenuto dall’ex-Beatle all’indomani dell’uscita di “Unplugged – The Official Bootleg” che lanciò la serie degli ‘Unplugged’ prodotti dall’emittente MTV. Da un lato, il repertorio di uno dei più grandi compositori di ogni epoca e, dall’altro, l’incanto di una Napoli ‘catturata’ nei primi anni Novanta.

16..04.2011

WORLD: in autunno un libro su George Harrison in contemporanea con l’uscita del film/documentario di Martin Scorsese

La Abrams ha annunciato la pubblicazione del volume “Living in the Material World: George Harrison”, scritto da Olivia, vedova del chitarrista inglese e curatrice della sua eredità artistica. Il volume vedrà la luce in autunno, in occasione del decennale della morte di Harrison e  dell’uscita dell’omonimo film/documentario firmato da Martin Scorsese dedicato all’ex- Beatles. 
Scorsese firmerà anche la prefazione al libro: il volume della Abrams conterrà anche lettere inedite, estratti di diari del musicista, memorabilia e immagini esclusive che permetterano di tracciare un ampio profilo di George Harrison nelle sue differenti vesti di Beatle, di produttore cinematografico, di musicista solista, di promotore della cultura indiana e di fondatore dei Traveling Wilbury

 

02..04.2011

Imagine di John Lennon sarà il brano d’apertura della compilation benefica “SONGS FOR JAPAN”

Tutti insieme per aiutare il Giappone. “Songs for Japan” è il titolo della raccolta di 38 classici: l’obiettivo è quello di fornire un aiuto concreto al Giappone, dopo la recente catastrofe naturale del terremoto e dello tsunami, ed il conseguente dramma delle radiazioni provenienti dalla centrale nucleare impazzita di Fukushima. Numerose le partecipazioni illustri. Tra gli artisti coinvolti spicca il nome di Yoko Ono, vedova di John Lennon, che ha scelto di regalare ‘Imagine’ come opening track della compilation. “Songs for Japan” coinvolge oltre di trenta artisti del panorama musicale internazionale, chiamati ad interpretare 38 indimenticabili classici. Il disco è già disponibile sugli scaffali virtuali di ITunes e arriverà in uttti i negozi di dischi – in versione doppio cd – il prossimo 5 aprile. Il ricavato delle vendite sarà impiegato per finanziare i soccorsi prestati dalla Croce Rossa giapponese, che utilizzerà i fondi per le operazioni di primo intervento attualmente in corso e per la successiva assistenza alla popolazione. Cantare per il Giappone, ma non solo: gli artisti e gli editori musicali impegnati nel progetto hanno rinunciato alle royalty e ai proventi delle vendite.
Ecco la tracklist di “Songs for Japan”: 1. John Lennon “Imagine” 2. U2 “Walk On” 3. Bob Dylan “Shelter From The Storm” 4. Red Hot Chili Peppers “Around The World” 5. Lady Gaga “Born This Way” 6. Beyonce “Irreplaceable” 7. Bruno Mars “Talking To The Moon” 8. Katy Perry “Firework” 9. Rihanna “Only Girl (In The World)” 10. Justin Timberlake “Like I Love You” 11. Madonna “Miles Away” 12. David Guetta “When Love Takes Over” * solo su prodotto digitale 13. Eminem “Love The Way You Lie” 14. Bruce Springsteen “Human Touch” 15. Josh Groban “Awake” 16. Keith Urban “Better Life” 17. Black Eyed Peas “One Tribe” 18. Pink “Sober” 19. Cee Lo “It’s Ok” 20. Lady Antebellum “I Run To You” 21. Bon Jovi “What Do You Got” 22. Foo Fighters “My Hero” 23. REM “Man On The Moon” 24. Nicki Minaj “Save Me” 25. Sade “By Your Side” 26. Michael Buble “Hold On” 27. Justin Bieber “Pray” 28. Adele “Make You Feel My Love” 29. Enya “If I Could Be Where You Are” 30. Elton John “Don’t Let The Sun Go Down On Me” 31. John Mayer “Waiting On The World To Change” 32. Queen “Teo Torriate (Let Us Cling Together)” 33. Kings Of Leon “Use Somebody” 34. Sting “Fragile” 35. Leona Lewis “Better In Time” 36. Ne-Yo “One In A Million” 37. Shakira “Whenever Wherever” 38. Norah Jones

 

30..03.2011

Le lettere private di John Lennon verranno pubblicate nel 2012 dalla Orion Books

Alan Samson, presidente della Orion Books, ha annunciato che la casa editrice londinese ha acquistato alla modica – si fa per dire! – cifra di mezzo milione di sterline i diritti sulla collezione di carteggi personali di John Lennon, di proprietà di Yoko Ono, vedova del musicista inglese.”Queste lettere non sono mai state raccolte prima, e per la maggior parte non sono mai state viste da nessuno. Sono piene di disegni meravigliosi. Sono divertenti, tristi e molto umane” ha affermato Samson.



30..03.2011

Sir Paul McCartney comporrà le musiche per il World Premiere Ballet della stagione 2011/2012 del “New York City Ballet”

Il ‘master in chief’ del New York City Ballet, Peter Martins, ha annunicato la collaborazione tra il prestigioso ‘ballet’ newyorchese e Paul McCartney: il musicista comporrà lo ‘score’ orchestrale del World Premiere Ballet della stagione 2011/2012.
La composizione di Sir Macca verrà presentata ufficialmente giovedì 22 settembre 2011: si tratta del primo ‘score’ orchestrale per danza mai elaborato dall’ex-Beatle.
“Sono sempre molto interessato a nuove possibilità espressive del mio lavoro. Quando sono tornato in Inghilterra dopo l’incontro con peter Martins, ho immediatamente lavorato alla composizione ed ora sono alle fasi finali del lavoro” ha spiegato il compositore di Liverpool.
Martins e McCartney si sono incontrati al Winter Gala della School of American Ballet nel 2010 e dopo breve tempo hanno discusso circa le possibilità di lavorare insieme per un balletto: ”come molti della mia generazione, sono cresciuto ascoltando la musica dei Beatles e sono molto elettrizzato dal fatto che McCartney abbia realizzato proprio per il New York City Ballet il suo primo score orchestrale per una compagnia di danza” ha affermato Martins.



29..03.2011

Il 14 aprile 2011 sarà venduto all’asta il pianoforte su cui McCartney suonò ‘Yesterday’ per la prima volta

Andrà all’asta il prossimo 14 aprile a Londra il pianoforte utilizzato da Paul McCartney per suonare ‘Yesterday’ per la prima volta. Lo strumento – un pianoforte ‘Eavestaff’ in stile art deco – apparteneva alla pop-star Alma Cogan, amica personale dei Beatles scomparsa prematuramente nel 1966. La sorella, Sandra Caron, ha messo all’asta il piano per devolvere il ricavato al London’s Drury Lane Theatre.
Questo pianoforte rappresenta un pezzo della musica pop contemporanea. È stato, infatti, suonato da Mick Jagger dei Rolling Stones, da Sammy Davis Junior, da John Lennon e dagli attori Michael Caine e Sean Connery, tutti ospiti a casa della famiglia della Cogan durante le sue feste.
“Non credo che allora immaginassero che Yesterday sarebbe diventata la canzone più ‘reinterpretata’ e celebre di ogni epoca” commenta Ted Owen del Fame Bureau.
Paul McCartney sognò la melodia del brano nel 1964 e inizialmente pensò di averla rubata. Così andò a casa della Cogan e le chiese se conosceva quel brano. McCartney ha più volte ricordato: “Per circa un mese mi aggirai chiedendo alla gente dell’ambiente musicale se l’avevano mai sentita prima. Alla fine era come riportare un oggetto smarrito alla polizia. Pensai che se nessuno la reclamava dopo qualche settimana avrei potuto tenerla. Andai nell’appartamento di Alma Cogan a Kensington e chiesi “Che canzone è questa? E mi misi a suonarla al suo pianoforte. Alma se ne intendeva di brani, aveva orecchio, ascoltava Jerome Kern e Cole Porter e quel genere di cose e mi disse: “Non so cosa sia, ma è bellissima!”
‘Yesterday’ sarebbe uscita successivamente nell’album dei Beatles “Help” del 1965. Il resto della storia è noto a tutti!

 

24..03.2011

LINDA McCARTNEY: nasce il sito ufficiale per celebrare la vita e la carriera di Lady Macca

A Linda Eastman, leggendaria compagna di vita Sir Paul McCartney scomparsa nel 1998, è dedicato il sito web ufficiale www.lindamccartney.com, presentato dalla famiglia McCartney per celebrare e raccontare la vita e la carriera della fotografa/musicista/attivista. Il sito web è un omaggio alla vita professionale e personale della prima moglie di Sir Macca: il portale contiene sezioni dedicate alla biografia di Linda e alle sue passioni per la cucina vegetariana, la fotografia, la musica e i film.
Il sito anticipa – in parte – la pubblicazione di un libro speciale dedicato a Linda Mc Cartney dal titolo ‘Linda McCartney: Life In Photographs’, che verrà pubblicato dall’editrice Taschen il prossimo mese.



08..03.2011

Paul McCartney morto in un’Aston Martin? Così diceva la leggenda, ora c’è la smentita

Un enigma nato in Inghilterra, diffusosi in tutto il mondo e che ora avrebbe trovato la sua soluzione a Corsico, alle porte di Milano. Si tratta della leggenda metropolitana secondo la quale Paul McCartney, uno dei mitici Beatles, sarebbe morto oltre 40 anni fa in un incidente al volante della sua Aston Martin. Secondo tale tesi complottistica, quindi, colui il quale ha partecipato alla realizzazione dei successivi album dei Fab Four, per poi intraprendere una proficua carriera solista, sarebbe solo un sosia scelto dagli altri membri del gruppo che volevano tenere segreto l’accaduto.
Smentita. E proprio quella macchina, un’Aston Martin DB5 del 1964 color sierra blu con interni in pelle nera, è stata negli ultimi anni nelle mani di Walter Baroni, proprietario della “Baroni Legend”, officina specializzata nel restauro e riparazione di macchine inglesi d’epoca: «Un mio cliente, che voleva un’Aston Martin come quella di James Bond, nel 2002 ha acquistato quella di McCartney per oltre 300mila euro e me l’ha affidata perché la rimettessi a nuovo». E dopo aver lavorato sulla macchina Baroni, in possesso dei documenti comprovanti che si tratta proprio dell’auto incriminata, è sicuro: «Magari è morto da un’altra parte, ma sicuramente non all’interno dell’Aston Martin. È impossibile al 100 per cento».
Come nuova. A convincere Baroni di questo sono le condizioni della vettura: «Il telaio non è intaccato, e volante, cruscotto e parabrezza sono ancora quelli originali di fabbrica». Una situazione non compatibile con un incidente mortale: «Stiamo parlando di una macchina costruita con i materiali degli anni ’60, in uno scontro violento questi elementi sarebbero andati distrutti».
Cimelio. L’Aston Martin, se non si troverà un compratore in Italia, andrà probabilmente all’asta in Inghilterra con un prezzo-base di un milione di euro, a fronte di un valore commerciale di 4-500mila. Una cifra legata proprio alla vicenda di McCartney che, anche se forse falsa, non smette di affascinare i milioni di fans dei baronetti di Liverpool.



03..03.2011

"Y Not" il nuovo album di Ringo Starr

Nuovo album prodotto dalla Hip-O Records e vanta la collaborazione dell’altro ex-beatle in vita Paul McCartney che suona il basso nel brano dal titolo Peace Dream e canta con Starr su Walk With You) e di altri illustri ospiti quali Ben Harper, Richard Marxs, Joe Walsh, Joss Stone e Van Dyke Parks. Ecco la tracklist di Y Not il nuovo album di Ringo Star.

Y NOT tracklist
1. Fill In the Blanks
2. Peace Dream
3. The Other Side of Liverpool
4. Walk With You
5. Time
6. Everyone Wins
7. Mystery Of The Night
8. Can’t Do It Wrong
9. Y Not
10. Who’s Your Daddy



21.02.2011

25 febbraio 2011: a Milano un omaggio ‘unplugged’ ai Beatles nel giorno del compleanno di George Harrison

Un prestigiatore/musicista rende omaggio ai Beatles nel giorno del compleanno di George Harrison: il 25 febbraio 2011, Gianfranco Preverino – uno dei più stimati prestigiatori italiani, specializzato nella magia con le carte da gioco e tra i massimi esperti mondiali sulle tecniche dei bari nel gioco d’azzardo – celebrerà il quartetto di Liverpool con uno spettacolo per chitarra acustica e voce sul palco del centro culturale “Spazio Tadini” di via Jommelli, a Milano.
Diplomato al conservatorio e avvicinatosi alla musica grazie al repertorio dei Fab Four, Preverino riproporrà in versione ‘unplugged’ una selezione di brani leggendari di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr.

 



21.02.2011

Ringo Starr in Italia: il 4 luglio 2011 il ritorno di un Beatle a Roma

Teatro Adriano, giugno 1965: a 46 anni dal suo primo live romano con i Beatles, uno dei quattro ragazzi di Liverpool torna a calcare un palco della Capitale facendo roteare le sue bacchette e regalando al pubblico italiano un concerto, attesissimo dai tanti beatlefans di ogni età…
Dopo l’annuncio dei concerti di John Mayall e di Sir Elton John, l’Auditorium Parco della Musica ospiterà – nell’ambito della rassegna ‘Luglio Suona Bene’ – il leggendario Ringo Starr. Come recitano le comunicazioni ufficiali: “il 4 luglio toccherà a Ringo Starr, per il quale non sono necessarie presentazioni. È stato il batterista della più celebre band della storia, i Beatles”.
Da Yellow Submarine a Photograph, da With A Little Help From My Friends a It Don’t Come Easy: un viaggio in cinque decenni di carriera per uno dei musicisti più celebri dell’intera storia del rock.
Su BeatlesNews.it presto aggiornamenti su questo attesissimo live: Starr è assente dalle scene-live italiane dal 1992, anno in cui il batterista presentò a Brescia il tour del disco ‘Time Takes Time’.

 


09.02.2011

Inaugura il 9 febbraio 2011 al Beatles Museum di Brescia la mostra fotografica “The Beatles at the Cavern Club – Liverpool 1961”

I Beatles tennero il loro primo concerto ufficiale al Cavern Club di Liverpool il 9 febbraio 1961: il cinquantesimo anniversario di quel leggendario concerto del quartetto inglese verrà celebrato dal fan-club ‘Beatlesiani d’Italia Associati’, diretto da Rolando Giambelli, con una mostra in programma a partire da mercoledì 9 febbraio 2011 negli spazi del “Beatles Museum” presso il Museo della Mille Miglia di Brescia. La mostra fotografica è intitolata “The Beatles at the Cavern Club – Liverpool 1961”.

 

 

09.10.2010

I settant'anni di John Lennon, una festa da 15 milioni di dollari.

Dato lo spessore del personaggio, in giro per il mondo non si contano i tributi organizzati da fan, associazioni e istituti di varia natura anche se, per ovvi motivi, la parte del leone (ferito, ma comunque agguerritissimo) spetterà alla Emi, major che da un anno a questa parte sta usando con insistenza l'«oggetto Beatles» per lasciarsi alle spalle una crisi dolorosa.
Stavolta il nome dell'operazione, concordato con la vedova Yoko Ono, è «Gimme some truth», lo stesso di un celebre pezzo dell'album «Immagine»: fan e curiosi potranno scegliere tra l'intera discografia solista, riunita nel cofanetto da undici cd «John Lennon Signature Box», l'ennesimo best of stavolta intitolato «Power to the People» (anche in versione cd+dvd) e il box da quattro cd chiamato per l'appunto «Gimme some truth», con le canzoni di John riunite per temi (c'è la sezione «Roots» sulle origini rock and roll, quella «Working class hero» sui pezzi politici, «Woman» sul suo rapporto con le donne e «Borrowed time» sulla sua visione della vita).
Chi è allergico ai cofanetti, può comunque optare per i singoli album in versione rimasterizzata. Poi c'è la nuova edizione di «Double Fantasy»: un doppio cd che unisce all'opera originale lo scarno «Double Fantasy Stripped Down», una versione dell'ultimo album di Lennon per l'appunto, spogliata e riportata all'essenzialità da Yoko Ono e Jack Douglas di nuovo nelle vesti di co-produttori. Uso intensivo nonché spregiudicato degli archivie, soprattutto, dell'immagine del Beatle più amato e controverso? A voi l'ideale risposta a questo interrogativo. Qualche rapido conto, tuttavia, aiuterà il lettore che ha minore dimestichezza con la materia beatlesiana.
Poco meno di un anno fa la rivista Fortune, sorta di Bibbia della finanza a Stelle e Strisce, stimò in 15 milioni di dollari il giro d'affari annuo legato a Lennon, tra vendita di dischi e merchandising. Yoko, storicamente osteggiata dai fan proprio per la grande disinvoltura con cui ha sempre gestito l'opera e l'immagine del defunto coniuge, può oggi contare su un patrimonio che, secondo il quotidiano britannico Daily Mail, si attesta sui 300 milioni di sterline. E dire che non è neanche il gruzzolo più consistente tra quelli accumulati da ex Fab Four e di loro eredi.

 



PENNY LANE GUIDA AI LUOGHI LEGGENDARI DEI BEATLES A LONDRA E LIVERPOOL
di Alfredo Marziano e Mark Worden

maggio 2010

Alfredo Marziano e Mark Worden dopo il successo di Floydspotting, uscito nel 2008 e dedicato ai luoghi della vita e della musica dei Pink Floyd, propongono un manuale simile dedicato ai Beatles, concentrandosi sulle città fondamentali dei Fab Four: Liverpool e Londra.

Il libro si articola in circa 120 schede raggruppate per aree geografiche e corredate da fotografie inedite e mappe stradali.

La prima sezione, ambientata a Liverpool, comprende tappe obbligatorie nelle case di nascita e di residenza dei Quattro e di altri protagonisti chiave della vicenda (Stu Sutcliffe, Pete Best, Cynthia Lennon, Brian Epstein ): l’abitazione di John Lennon a Menlove Avenue (“Mendips”) e quella di Paul McCartney a Forthlin Road, in particolare, rivestono un ruolo cruciale nella storia dei futuri Beatles così come la Quarry Bank High School frequentata da John (che diede origine e nome al suo primo gruppo, i Quarry Men) e l’oratorio della St. Peter’s Church di Woolton, teatro nel luglio del 1957 del primo fatidico incontro tra Lennon e McCartney. Il tour prosegue con i locali e le sale da ballo in cui il gruppo si fece le ossa durante il suo duro periodo d’apprendistato (il Cavern di Mathew Street, ovviamente, ma anche il Casbah Club gestito da Mona Best, la madre di Pete) e con i luoghi della memoria, Penny Lane e Strawberry Field, che hanno ispirato ai Beatles canzoni leggendarie.

La seconda sezione, ambientata a Londra, segue la band nelle sue frenetiche attività nella capitale: lo sfortunato provino presso la casa discografica Decca, il girovagare tra alberghi, uffici e varie case di residenza (Wimpole Street, dove Paul visse con la famiglia della fidanzata Jane Asher; Montagu Square, dove John e Yoko Ono furono arrestati per detenzione di marijuana), l’esplosione della Beatlemania (i concerti epocali al London Palladium e al Prince of Wales Theatre, quando Lennon invitò gli spettatori seduti sulle poltrone più costose “a far tintinnare i gioielli”), gli incontri cruciali (John e Yoko all’Indica Books & Gallery, Paul e Linda Eastman al Bag O’ Nails Club), le leggendarie sedute di registrazione ad Abbey Road, le turbolente Get Back Session presso gli studi cinematografici di Twickenham, il concerto finale sul terrazzo della Apple a Savile Row. Altri paragrafi sono dedicati ai luoghi che furono teatro di famose sequenze cinematografiche o di scatti per le copertine dei dischi, o che i Beatles frequentarono per impegni professionali (studi fotografici e BBC) e durante il poco tempo libero (night club e luoghi di ritrovo).

Ogni scheda è arricchita di cenni storici su luoghi ed edifici, aneddoti e altre informazioni utili, curiose, divertenti. Un libro da leggere per guardare la storia del gruppo da un’altra postazione ma anche una guida pratica, un Baedeker da usare veramente se si è in vacanza in Inghilterra e si ha voglia di conoscere i Beatles “sul campo”.


Alfredo Marziano è nato a Biella nel 1957. Giornalista ormai di lungo corso, è stato caporedattore del mensile Musica e Dischi e corrispondente dall’Italia di trade magazines inglesi come fono e MBI, oltre che collaboratore della prima ora del sito Rockol per cui cura tuttora notizie, interviste e recensioni.

Mark Worden è nato a Londra nel 1959 ma è cresciuto vicino a Cambridge, la città natale di Syd Barrett, Roger Waters e David Gilmour che tanta parte ha avuto nella formazione dei Pink Floyd. Ha trascorso la sua vita adulta a Milano, dove lavora come giornalista.

AUTORI Alfredo Marziano e Mark Worden
TITOLO Penny Lane
SOTTOTITOLO Guida ai luoghi leggendari dei Beatles a Londra e Liverpool
EDITORE Giunti
COLLANA Bizarre
PAGINE 240
PREZZO € 18
LIBRERIA maggio 2010

ACQUISTA IL LIBRO ONLINE

 

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maggio 2010

Il film Nowhere Boy (2009)

Concettuale, sensazionale ed emozionale, l'artista londinese Sam Taylor-Wood traslittera il suo personale, valido e già apprezzato contributo visionario dalla video arte al sistema cinematografico: il suo approccio è garbato, semplice e svincolato da certi schematismi visivi leziosi e ricercati. La forma è americana, la tonalità puramente british: scalfisce le tematiche a lei care, come la solitudine, l'isteria e l'euforia nei rapporti interpersonali, ri-esplorandole sul grande schermo tra gli anni ruggenti del ribelle John Lennon e i drammi familiari srotolati e implosi tra le fragili mura domestiche, il rock'n'roll anni '50 e un'incontrollabile e trascinante poetica voglia di libertà.
Liverpool, 1955. John Lennon ha quindici anni e vive una certa insofferenza sovversiva verso le convenzioni ieratiche della società britannica e le regole precostituite dell'austera zia Mimi, con la quale vive da quand'era piccolo. Dopo la dolorosa morte di suo zio George, spinto da un grande intuito, si riavvicina alla madre, una donna fuori dagli schemi, che si ciba di musica rock e gli aprirà le porte percettive di una nuova dimensione, che gli permetterà di esprimere il suo spirito erratico e lo renderà un genio incontestabile: la musica.
Nowhere Boy è un'opera che parla di rock eppure non si profila come un'opera-rock, come lo era invece stato Across The Universe. Sam Taylor-Wood asseconda in scioltezza le sfumature irriverenti e crepuscolari di un dissoluto John Lennon adolescente, dotato di verve indisciplinata e di un'intelligenza e una sensibilità che ne hanno fatto un ragazzo tormentato e un musicista leggendario. Il suo stile è essenziale, rigoroso e privo della surreale visionarietà della sua arte: l'unità narrativa sembra voler quasi bilanciare la frammentazione interiore dell'identità del protagonista. E le tonalità assai soffici, trattenute per certi versi, dell'impianto filmico, alternate agli scorci onirici che invece rimandano specialmente alla tautologia della "New British Art", sorprendono lo spettatore: la regista racconta una storia indubbiamente commovente temperando anche semplificazioni lucide e mai riduttive, come quelle che dispiegano l'indotto familiare, che non catalizzano la visione né il giudizio. Riesce così a ricomporre un ritratto dell'artista da giovane con una vibrante intensità, allontanandosi dagli stilemi narrativi canonici che avrebbero potuto viziare l'opera prima e addensando le immagini in un tono trasversale, di distanza partecipe che restituisce, attraverso lo humour inglese delle battute brillanti e delle incisive psicologie dei protagonisti e il sottotesto musicale di Elvis Presley, un'immagine romantica, e non sentimentale, del Lennon pre-Beatle.
Sottratto il fantasma epocale della controcultura di una più grigia Liverpool, della trasgressione generazionale oltre le bravate giovanilistiche e dei contesti sociali raffermi nelle trame relazionali, resta il miracolo di una purezza che gli attori, dalla rivelazione Aaron Johnson, protagonista assoluto del film, al bravo e niveo Thomas Sangster (Love actually - L'amore davvero) nel ruolo di Paul McCartney, alle prime donne Kristin Scott Thomas e Anne-Marie Duff, riescono ad assorbire come spugne talentuose e a donare al pubblico con una carica di energia metafisica che ricorda piacevolmente e senza nostalgia quella di cui furono capace Lennon e la sua musica.

 




11.05.2010
Domenica 6 giugno 2010 - Beatles Day a Brescia.

A Brescia la nuova edizione del Beatles Day organizzata dal fan-club BEATLESIANI D'ITALIA ASSOCIATI presieduto da Rolando GiambelliIl prossimo 6 giugno la città di Brescia ospiterà l'edizione-2010 del BEATLES DAY organizzato, come di consueto, da BEATLESIANI D'ITALIA ASSOCIATI, il fan-club presieduto da Rolando Giambelli.
Dalle ore 10.30 alle 24.00 di DOMENICA 6 GIUGNO (anniversario dell’incontro dei Beatles con George Martin negli studi di Abbey Road a Londra) la struttura polifunzionale "LA NAVE DI HARLOCK" di Brescia (adiacente al Parco Ducos in località SAN POLO) accoglierà i beatlefans, le Beatle-band, i collezionisti e gli appassionati del quartetto di Liverpool provenienti da tutta Italia.
L'ingresso è libero; l'edizione-2010 del B-DAY è dedicata alle celebrazioni del 40esimo anniversario di LET IT BE, ultimo album della discografia ufficiale dei Beatles.
Il Beatles Day 2010, come è ormai tradizione della Associazione guidata da Giambelli, promuoverà gli scopi umanitari dell’UNICEF, il Fondo dell’ONU per l’infanzia, di ESSERE BAMBINO (Associazione che s’interessa dei piccoli sieropositivi), dell’AMEI per le epatopatie infantili, di TELEBIMBO, di PROGETTO SORRISO per adottare una famiglia a distanza, di ABE, ADMO e di altre associazioni.
La lunga kermesse sarà presentata da Emi Barochelli coadiuvata da Franco Sandri e Furio Sollazzi.

 


.06.10.2009

Inaugurazione del Beatles Museum italiano.

Un concerto dedicato alla musica di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr per inaugurare il primo museo italiano dedicato ai 'favolosi' Beatles.
Nel giorno del compleanno di John Lennon, il 9 ottobre 2009 (a partire dalle ore 21.00) aprirà i battenti il BEATLES MUSEUM di Brescia, presso la sede dello storico Museo della Mille Miglia (http://www.millemiglia.it/) che celebra la gara automobilisica più celebre del mondo.
Voluto fortemente dal fan-club Beatlesiani d'Italia Associati e dal suo fondatore Rolando Giambelli, il Beatles Museum ospita dischi rari, strumenti, fotografie, poster, locandine e memorabilia legate all'universo beatlesiano.
La serata inaugurale vedrà protagonista la Beatle-band THE BEATOPS, che ripercorrerà in musica la carriera della formazione più celebre della storia del rock.

 


.05.10.2009

L'omicidio-Lennon in scena a Pavia il prossimo 10 ottobre

JOHN LENNON, OMICIDIO DI UNA ROCKSTAR: questo il titolo dello spettacolo presentato da Ezio Guaitamacchi che andrà in scena sabato 10 ottobre (dalle ore 22.30) allo SPAZIO MUSICA di Pavia.

Lo spettacolo prende le mosse, naturalmente, da quella notte newyorchese dell'8 dicembre 1980 in cui il folle Mark David Chapman esplose cinque colpi di pistola contro John Lennon dinanzi all'ingresso del suo appartamento, a pochi passi da Central Park. Tanti gli interrogativi: perché Chapman lo ha fatto? l'ha mandato qualcuno a New York? Cosa c'entrano CIA e FBI? Il delitto più famoso della storia del rock viene ricostruito attraverso un racconto avvincente e dettagliato, costellato di misteriose coincidenze e curiosa aneddotica.

Il caso-Lennon è definitivamente chiuso? A dare risposta ai dubbi che avvolgono la figura di Chapman risponde Guaitamacchi, critico musicale, autore e conduttore radio/televisivo, divulgatore-rock, direttore del mensile JAM e di numerose iniziative editoriali, fondatore del Master in Giornalismo e Critica Musicale presso il Centro Professione Musica di Milano.

Nel corso dello spettacolo sarà possibile ascoltare - in versioni per voce e chitarra acustica - alcuni brani legati al mito-Lennon (da Love Me Do a Come Together) che verranno interpretati dai vocalist Brunella Boschetti e Boris Savoldelli, 'commentati' dall'action painting di Carlo Montana e dalle videoproiezioni di Filippo Guaitamacchi.

 

 

09.09.2009

Da oggi in tutto il mondo 09-09-09 la pubblicazione su CD del catalogo originale dei Fab Four

Da Da oggi in tutto il mondo 09-09-09 la pubblicazione su CD del catalogo originale dei The Beatles rimasterizzato per la prima volta in digitale. In contemporanea verrà lanciato il videogame “The Beatles : Rock Band”.
Gli album sono stati rimasterizzati da un team di tecnici del suono dedicati esclusivamente a questo progetto. Il lavoro è durato quattro anni presso gli Abbey Road studios a Londra, utilizzando una tecnologia d’avanguardia unita ad attrezzature di studio di registrazione d’epoca, in modo da conservare l’autenticità e l’integrità delle registrazioni originali analogiche. Il risultato di questo scrupoloso processo è il più alto livello di fedeltà che la musica dei Beatles abbia mai avuto dalla sua prima pubblicazione.
Il progetto prevede la pubblicazione dell’edizione rimasterizzata in stereo degli originali 12 album dei Fab Four e di “Magical Mystery Tour”, che entrò ufficialmente a far parte del catalogo dei Beatles nel 1987 con la prima pubblicazione in CD della discografia. Vengono proposte inoltre le collezioni “Past Masters Vol. I e II”, ora riunite in un unico titolo su doppio CD, per un totale di 14 album su 16 dischi.
Nei booklet dei CD, i testi originali sono arricchiti da nuove dettagliate note storiche, appunti sulle registrazioni e foto. Ogni CD conterrà anche un breve filmato per ognuno degli album: materiale d’archivio, fotografie rare e conversazioni in studio fra i Beatles mai ascoltate prima d’ora.
Nella stessa data verranno pubblicati anche due nuovi box. Il primo con la collezione completa dei CD dei Beatles, insieme ad un DVD con tutti i documentari. Un secondo box set è stato creato appositamente per i collezionisti: “The Beatles in Mono” raduna tutte le registrazioni dei Beatles che furono missate per la pubblicazione in mono.
The Stereo Albums (disponibili singolarmente o raccolti in stereo box set)
Tutti i CD contengono l’artwork originale del vinile e le note di copertina, un esteso archivio fotografico, note storiche aggiuntive scritte da Kevin Howlett e Mike Heatley e note aggiuntive sulle registrazioni di Allan Rouse e Kevin Howlett
“Please Please Me” (per la prima volta in stereo)
“With The Beatles” (per la prima volta in stereo)
“A Hard Day´s Night” (per la prima volta in stereo)
“Beatles For Sale” (per la prima volta in stereo)
“Help!”
“Rubber Soul”
“Revolver”
“Sgt. Pepper´s Lonely Hearts Club Band” (comprende anche note del 1987, un aggiornamento e una nuova prefazione di Paul McCartney)
“Magical Mystery Tour”
“The Beatles”
“Yellow Submarine” (comprende anche le note di copertina originali della versione statunitense)
“Abbey Road”
“Let It Be”
“Past Masters” (contiene nuove note di copertina scritte da Kevin Howlett)

Altra novità il cofanetto “The Beatles in Mono” (disponibili solo in box set)
Gli album mono sono stati rimasterizzati da Paul Hicks, Sean Magee con Guy Massey e Steve Rooke e disponibili in unico box che comprende un saggio scritto da Kevin Howlett.
“Please Please Me”
“With The Beatles”

“A Hard Day´s Night”
“Beatles For Sale”
“Help!” (il CD contiene anche il missaggio stereo originale del 1965)
“Rubber Soul” (il CD contiene anche il missaggio stereo originale del 1965)
“Revolver”
“Sgt. Pepper´s Lonely Hearts Club Band”
“Magical Mystery Tour”
“The Beatles”
“Mono Masters”

 

 

11.02.2009

LET IT BEER 3... a Beatles Night

Una LET IT BEER 3... a Beatles Night - ingresso 5 euro
Una serata tutta dedicata ai Beatles: musica dal vivo, mostre, memorabilia, filmati inediti e birra!!!
Si terrà mercoledì 11 Febbraio l'evento che tutti gli appassionati dei BEATLES, e degli anni sessanta, aspettavano da tempo. Dopo un anno di pausa dedicato a pianificare al meglio la terza edizione, "Stazione Birra", ospiterà "LET IT BEER 3", l'ormai mitica manifestazione a tema sui Fab Four curata dal Fan Club internazionale "PAULMCCARTNEY.FM".
Sono diverse le iniziative atte a soddisfare sia il fan più sfegatato che il curioso di turno, con stand e mostre in primo piano. È Simone Cecchetti, presidente ed ideatore di PAULMCCARTNEY.FM, ad illustrare l'iniziativa: "Ci siamo presi un anno di pausa perchè l'evento dopo il successo dell'ultima edizione richiedeva una pianificazione degna di uno spettacolo di questo livello. La parola chiave è sempre e comunque: Divertimento. Qualcosa di diverso dalla solita serata "tributo". Abbiamo musica dal vivo, l'ospitalità di un grande locale e un palco fantastico. Vogliamo, per una sera, tornare indietro di 40 anni. Recuperiamo un concetto tanto caro in quel periodo, "freedom", libertà. Libertà per una sera di esprimerci e divertirci come si faceva in quegli anni. Una serata dove verrà raccontata tutta la storia della band più famosa della musica, saranno infatti allestite delle vere e proprie esposizioni di memorabilia beatlesiana, gadget moderni e dell'epoca, con collezionisti e personale competente a disposizione di chiunque. Appositi stand permetteranno agli avventori di acquistare le ultime novità librarie sui Beatles o di abbonarsi alle fanzine, dei veri e propri periodici che permettono di essere sempre informati sulle ultime novità beatlesiane"."Saranno inoltre proiettati, prima del concerto, filmati rarissimi dei Beatles negli anni '60 e nel loro periodo solista - continua Cecchetti - In più, grazie a Stazione Birra, sarà possibile degustare, solo per quest'occasione, la "BIRRA BEATLES"." Insomma, un evento curato nei minimi particolari da persone appassionate e competenti, a cui nessun appassionato dei Fab Four può permettersi di mancare.
Website : www.letitbeer.com
Il programma della serata comprende tantissime cose tra cui tre concerti, un libro... e tanto altro!
- Presentazione del Libro "40 anni di Sgt. Pepper"
Finalmente tradotto in italiano, a distanza di quindici anni dall'edizione in lingua inglese, Summer of Love rappresenta un must per chiunque ami i Beatles. Sir George Martin ci racconta la nascita e la realizzazione di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, considerato una pietra miliare della musica pop: un'avventura durata settecento ore e descritta canzone per canzone, dettaglio per dettaglio. L'autore ci svela le tecniche che costruirono la colonna sonora di un'epoca e ci conduce, attraverso deliziosi aneddoti, nel mondo dei quattro "favolosi" teenager che ne cambiarono la storia musicale. Il volume è arricchito da una prefazione scritta nel 2008 da George Martin appositamente per l'edizione italiana.
- Apertura della serata con il concerto inedito di Daniele Bazzani
L'esponente italiano più importante della tecnica fingerpicking presenterà per la prima volta uno spettacolo dedicato ai Beatles. Se sei un amante dei Beatles e della chitarra acustica questa è veramente l'occasione giusta per ascoltare lo spettacolo che hai sempre sognato.
www.danielebazzani.com
- Concerto dei 64 Beat
La band regina nell'interpretazione dei Beatles del primo periodo (1960 - 1965) si calerà nei panni dei Beatles per uno spettacolo che ripercorrerà la carriera dei FabFour dai loro esordi ad Amburgo fino alle soglie del periodo psichedelico. Il repertorio va dai brani di puro e rude rock'n'roll come "Long Tall Sally" "Kansas City" "Twist And Shout" con delle vere e proprie chicche tra cui "Glad All Over" "Besame Mucho" e "I Got A Woman", passando per i classici immortali "She Loves You" "I Want To Hold Your Hand" "Help!". I ragazzi eseguono le canzoni in tonalità originale cercando, con cura certosina quasi maniacale, di ricreare le stesse sonorità strumentali e vocali mediante un continuo lavoro di "ricerca della nota" o della "voce nascosta" per un sound più fedele possibile. Come in un caleidoscopio, verrete magicamente trasportati nei favolosi anni 60. Allaciate le cinture...Si parte!
La band:
Fabrizio Tricarico - Chitarra , Voce , armonica
Stefano Palma - Basso , Voce , Chitarra , Piano
Manlio Civitelli - Chitarra solista , Ukulele , Voce
Emanuele Ingrati - Batteria
www.myspace.com/64beat
- Concerto dei Lennon Legend
Il tributo dedicato a John Lennon più importante a livello mondiale. Tutto il mondo ci invidia la band capitanata dal leggendario Antonello "Antolennon" Ripepi. Questa volta, solo per noi, un concerto dedicato ai Beatles dal 1966 al 1970 (incredibili i pezzi tratti da Sgt. Pepper, Revolver e il White Album) con qualche ricordo tratto dal periodo Rock and Roll dell'artista (con e senza i Beatles) e del periodo solista.
La band:
Antonello Ripepi: Voce solista, chitarre/ Lead vocal, guitars
Carmelo Avanzato: Basso, Armonica, Umore, Genialià, pollo.arrosto
Alessandro Errichetti: Chitarre, voce/ Guitars, backing vocals
Flavio De Novellis: Tastiere, voce, percussioni, miele, radio am-fm, steel guitar / Keyboards, backing vocals, percussion, radio, steel
Marco Di Donna: Batteria, percussioni / Drums, percussion
www.myspace.com/lennonlegendspace

 

29.08.2008

UNA BIOPIC SU JOHN LENNON

A dirigere la pellicola sarà la regista inglese Sam Taylor-Wood. Le riprese inizieranno a marzo e si svolgeranno a Liverpool.

La regista inglese Sam Taylor-Wood dirigerà una biopic su John Lennon, che sarà incentrata sulla giovinezza del cantante e sull'influenza che hanno avuto sua madre e sua zia Mimi, sulla sua vita.
Le riprese del film, che sarà prodotto da Robert Bernstein e Douglas Rae della Ecosse Films, inizieranno a marzo e si svolgeranno a Liverpool.
Taylor-Wood - che nei mesi scorsi ha presentato a Cannes il suo cortometraggio, Love You More - sostiene di essere rimasta particolarmente affascinata dalla figura di Lennon, per come è tratteggiata nella sceneggiatura di Matt Greenhalgh ma anche dalle donne che gli sono state accanto durante i suoi primi anni di vita e che "hanno contribuito a farlo diventare quello che è stato in seguito".
Anche il produttore Robert Bernstein si è detto soddisfatto di aver affidato il progetto a Sam Taylor-Wood, e sostiene che la sua visione della storia, così inusuale, si presta a raccontare in maniera adeguata il genio di Lennon.



18 luglio 2008

I BEATLES A PORTO CERVO 40 ANNI DOPO

Concerto-evento di Tony Sheridan e I Vaghi

Il 18 luglio il Consorzio Costa Smeralda ha organizzato un concerto che riporta la freschezza dell’atmosfera beatlesiana al pubblico della Costa.
L’occasione è rappresentata dall’anniversario dei 40 anni dal passaggio di Ringo Starr a Porto Cervo, sullo yacht di Peter Sellers ancorato nella Baia del Pevero.
Ringo vide una barca di pescatori e, incuriosito, chiese loro cosa facessero.
La riposta fu un misto tra favola e fantasia: utilizzando delle pietre luccicanti riportavano i polipi a galla.
Ecco quindi come nasce “Octopus Garden”, inserito nell’album “Abbey Road” nel 1969.
Questa scoperta è molto importante perché aggiunge un pezzo alla storia di Porto Cervo.
“Mi piacerebbe stare in fondo al mare nel giardino
Di un polipo, all’ombra,
Lui ci farebbe entrare, sa dove siamo stati,
nel suo giardino da polipo all’ombra
Io chiederei ai miei amici di venire a vedere il giardino
Di un polipo con me
(…)
Ce ne staremmo al caldo al di sotto della tempesta
Nel nostro piccolo rifugio sotto le onde,
Poggiando le nostre teste sul letto del mare
Nel giardino di un polipo accanto a una grotta”

Tony Sheridan
E’ stato tra i migliori chitarristi alla fine degli anni ’50, esibendosi con artisti come Conway Twitty, Gene Vincent ed Eddie Cochran e gruppi come Vince Taylor’s Playboys e Cliff Richard’s Shadows.
Tra i suoi successi: “Why” e l’interpretazione di My Bonnie, Sweet Georgia Brown, Let’s dance, Ya Ya (inseriti negli album “Tony Sheridan and the Beatles” e “The early tapes of the Beatles”).
E’ considerato il padre dei Beatles all’epoca di Hamburg. Paul, John e George hanno suonato moltissime volte con lui al “Kaiserkeller”e successivamente al Top Ten Club, dove si sono esibiti con Gerry & the Pacemakers, Pete Best e Stuart Sutcliffe.
Ringo Starr si è poi aggiunto alla band di Tony, e l’esperienza è stata molto importante per la successiva carriera dei Beatles.
Una riunione del Gruppo (incluso Ringo) si è tenuta all’apertura dello Star-Club nel 1962, quando Tony e i Beatles apparvero sullo stesso cartellone.
Tony ha inciso dischi per la Polydor insieme ai Beatles e altri gruppi (ricordiamo, tra i suoi hit “Skinny Minnie” e “Why”) ed è stato premiato con il DISCO D’ORO per oltre 1.000.000 di LP venduti.
Negli anni ’60, Tony ha tenuto concerti in tutto il mondo, esibendosi anche per i soldati americani in Vietnam. Nel 1978 si è trasferito per un anno a Los Angeles, incidendo dischi con la Elvis Presley’s TCB band, il primo artista ad essere onorato con questa opportunità dopo la scomparsa di Presley.
Oggi Tony suona insieme a due musicisti sudamericani, presentando un autentico e spontaneo “live show” che include un’enigmatica versione di “Yesterday”, e continua a trovare nuovi fans, aumentando la sua popolarità tra gli amanti della musica di tutte le età.

I Vaghi
E’ tra le migliori Beatles Tribute Bands d’Italia, invitata a tutte le manifestazioni Beatlesiane non solo italiane.
E’ tra le pochissime formazioni ad aver inciso presso gli Studi di Abbey Road a Londra, in quella che fu la sala di incisione del quartetto di Liverpool. La Session faceva parte del progetto “A Day in the Life at Abbey Road” promossa dai Beatlesiani d’Italia Associati per l’UNICEF.
I Vaghi presentano un repertorio dei Beatles ai loro esordi – 1960/1964.

La serata sarà presentata dal Presidente dei Beatlesiani d’Italia Associati, Rolando Giambelli , cuore di tutti gli appassionati dei Fab Four in Italia.

 


Nasa trasmetterà "Across the universe" dei Beatles nello spazio.
Lunedì 4 febbraio 2008

LONDRA (Reuters) - Chi avrebbe mai pensato che "Across the universe", la celebre canzone dei Beatles divenuta un inno al pacifismo, avrebbe davvero attraversato l'universo per arrivare fino alla Stella Polare?
Non si tratta di un gioco di parole, è tutto vero: in occasione del quarantesimo anniversario dell'incisione della canzone, un accanito fan della band ha pensato a questa celebrazione intergalattica e ha convinto la Nasa sperando di convertire le forme di vita aliena ai Beatles.
"Al momento mandiamo messaggi in codice Morse per contattare gli alieni", ha raccontato Martin Lewis alla radio BBC. "Forse dovremmo tentare con qualcosa di più vivace".
Se tutto va secondo i piani, la Nasa trasmetterà la canzone dei Beatles tramite il suo network spaziale all'una di questa notte.
Nello stesso esatto momento i fan di tutto il mondo ascolteranno "Across The Universe" nel tentativo di "creare una convergenza armonica" sulla terra e nell'universo.
Secondo una dichiarazione della Nasa la trasmissione sarà indirizzata alla Stella Polare, distante 431 anni luce dalla terra. La canzone viaggerà nell'universo ad una velocità di 186.000 miglia al secondo.
L'ex Beatle Paul McCartney si è congratulato con la Nasa e ha chiesto di trasmettere i suoi saluti a chiunque sia là fuori.
"Spettacolare! Ben fatto, Nasa", recita una sua dichiarazione diffusa dall'agenzia spaziale. "Mandate il mio amore agli alieni".





Hard Days Night:
l’hotel di lusso dedicato ai Beatles

Giovedì, 24 Gennaio 2008.

Amanti del lusso e nostalgici dei Beatles, ecco un hotel nel quale dovrete trascorrere una notte almeno una volta nella vita.
Stiamo parlando del nuovissimo hotel a quattro stelle che aprirà i battenti il prossimo primo febbraio a Liverpool.
Si chiamerà proprio come una celebre canzone dei Fab Four: signore e signori, ecco a voi l’Hard Days Night Hotel, che si trova a Liverpool, in North John Street. Il quartiere non è stato scelto a caso: qui, infatti, Paul McCartney, John Lennon, Ringo Starr e George Harrison cominciarono la loro favola.





McCartney, spunta una figlia segreta.
12 luglio 2007

Tedesca 44enne: proverò che è mio padre
Si chiama Bettina K., è una tedesca di 44 anni e sostiene di essere la figlia segreta di Paul McCartney. Dal 1983 si batte per provare che il cantante è suo padre, anche se - spiega il Corriere della Sera - nel 1984 un test del Dna escluse la parentela. Bettina non ci sta e risponde che per la prova l'ex Beatle mandò un sosia. Accusa pensante per McCartney, che è stato ora iscritto nel registro degli indagati.
Bettina fa l'infermiera a Berlino e quanto a test di Dna pare avere idee chiare. Evidentemente ha anche prove concrete, visto che i giudici si sono lasciati convincere sulla possibilità che McCartney abbia confuso le carte al momento della prova di paternità. Se il musicista dovesse mettere piede in Germania in questo periodo, rischierebbe l'arresto.
A far iscrivere Paul nel registro degli indagati, una foto scattata e autografata il giorno del test del Dna e tirata ora fuori dagli atti del vecchio processo: quell'immagine mostra un Paul più giovane e magro di quello che sarebbe dovuto andare a fare il test. "Non è lui. A questo punto della sua vita - spiega Bettina - Paul era già paffuto mentre la foto è quella di un giovane smagrito, sembra lui, ma molti anni prima. E' diversa e persone competenti mi hanno anche detto che è fatta da un destro, mentre lui è mancino".Secondo quanto sostiene la 44enne tedesca, la relazione fra McCartney e la madre di Bettina, Erika, sarebbe iniziata nel 1959 ad Amburgo, dove gli ancora sconosciuti Beatles stavano tenendo alcuni concerti. Un amore che sarebbe durato tre anni, fino a quando, nel 1962, Erika rimase incinta. "Voleva che mia madre abortisse", ha raccontato la 44enne al Die Welt.
Invece Bettina venne al mondo e la madre chiese a McCartney aiuti economici: Paul accettò, mettendo in chiaro che non avrebbe però mai riconosciuto la figlia. Un versamento di 16mila marchi nel 1966 servì a chiudere la bocca a Erika: "Era il prezzo del silenzio: durante la tournée di quell'anno della band in Germania mia madre si impegnò a tacere". La presunta figlia di McCartney però ha deciso di andare fino in fondo.
Intanto il cantante, reduce dalla tempesta giudiziaria del divorzio da Heather Mills, pare fare spallucce a tutto quello che si scrive su di lui. "C'è la luce alla fine del tunnel, e ci arriverò, nel frattempo mi godo il lavoro e la famiglia", dice Paul McCartney al Guardian, spiegando che il miglior modo di evitare di vedere i dettagli della propria vita privata sui tabloid è di non leggerli.
Il prossimo e assai pubblicizzato divorzio dalla seconda moglie dovrebbe costare a Sir Paul circa 145 milioni di euro, riducendo la sua fortuna personale a più o meno un miliardo di euro: "C'è tanta gente che sta messa molto peggio di me, posso vedere le cose nella giusta prospettiva". L'importante, per il momento, è che non metta piede in Germania.




Sir George Martin fece firmare ai Beatles il loro primo contatto discografico nel 1962. Produsse ed arrangiò tutti i loro album, oltre che a presenziare alle tastiere, fino a che il gruppo non si sciolse nel 1970.

Cosa stavo facendo il 6 luglio 1957, quando il 15enne Paul McCartney andò a sentire il 16enne John Lennon esibirsi col suo gruppo ad una festa d’oratorio a Liverpool?
Probabilmente ero a lavorare agli Abbey Road Studios a Londra, inconsapevole dell’importanza di questo apparentemente insignificante incontro fra un paio di adolescenti, che si squadravano attentamente e non vedevano l’ora di far sfoggio di quel che sapevano fare con le loro chitarre economiche.
John e Paul erano probabilmenye piuttosto guardinghi l’uno nei confronti dell’altro, chiedendosi se avrebbero potuto suonare insieme, entrambi tentando di fare i fighi, eppure eccitati ed esaltati all’idea di migliorare a quello che entrambi amavano – scrivere e suonare canzoni.
Al tempo è possibile che fossi nello Studio Numero Due a registrare un album con Peter Sellers, un membro del Goon Show, il popolarissimo programma radiofonico. I Beatles adoravano i Goons e di conseguenza mi trattarono con un po’ di deferenza quando ci incontrammo del giugno del 1962. Non troppa deferenza, però!
Fu una certa disperazione a portare me e i Beatles insieme. Io ero a capo degli artisti e del repertorio alla Parlophone, una sotto-etichetta della EMI, e avevo ricevuto una telefonata da Syd Coleman, un amico ed editore musicale della EMI, che aveva sentito una registrazione del gruppo grazie al loro giovane manager Brian Epstein. Io stavo cercando un gruppo appartenente al mondo del pop, volenteroso di espandermi e avere successo anche lì. Epstein era a Londra per un ultimo disperato tentativo di far si che qualcuno si interessasse ai Beatles.
George Harrison, il bambino del gruppo, era il più irriverente, e quello che mi affascinò di più inizialmente. Pete best era il batterista allora, anche se sarebbe presto stato rimpiazzato da Ringo Starr, il più navigato del gruppo. Ma erano John e Paul ad indicare la via. Anche allora erano la grande forza del quartetto che dovevo giudicare. Per l’audizione utilizzarono alcune delle loro canzoni originali, “Love Me Do,” “P.S. I Love You” e “Ask Me Why.”
Per il resto erano soprattutto vecchie cover come “Bésame Mucho.” Il materiale non mi entusiasmò, men che meno le loro canzoni. Non ero convinto fossero in grado di scrivere una hit. Feci firmar loro un contratto in virtù della loro personalità, del loro carisma. Avevano un certo speciale magnetismo che ti faceva sentire sminuito quando loro non c’erano. Se mi piacevano così tanto, pensai, sarebbero piaciuti anche al loro pubblico – sempre che sapessero scrivere buone canzoni.
La seconda volta che vennero in studio, però, mi dimostrarono di aver ascoltato, ed allora realizzai quanto fossero ansiosi di imparare. Con un po’ d’armonica ed un solido arrangiamento, quel lamento funebre diventò il loro primo numero uno. “Please, Please me” entrò nelle classifiche inglesi all’inizio del 1963, e loro gli fecero seguito con nientedimeno che altri 10 numeri uno.
Per me, la cosa più eccitante fu vedere il loro talento crescere come piante esotiche in una serra. Pur elogiandoli, continuavo a dire che volevo qualcosa di meglio, ed ecco che loro me lo davano. Dopo “Please, Please Me” mi portarono “From Me To You.” Poi venne “She Loves You.” Mi stupirono con la loro prolificità e il modo in cui si curavano di variare l’approccio in ogni canzone. Non mi davano mai un reimpasto della loro hit precedente, mai un “Guerre Stellari II.” C’era sempre una nuova svolta, una sfavillante dimostrazione di come la loro composizione fosse fiorita.
Sembrava che il successo facesse loro del bene, e ora che avevano Ringo ad incitarli alla batteria, e George aveva iniziato a seguire John e Paul nello scrivere buone canzoni, eravamo il ballo. Alle volte John gridava, “Dove stiamo andando, ragazzi?” “In cima, Johnnie!” era la loro risposta.
John e Paul divennero camerati. Anche erano state le loro creazioni a due a metterli sulla strada giusta, avevano entrambi un grande ego. Avevano deciso di mergere il loro talento, e ogni canzone presentava entrambi i loro nomi irrispettivamente di chi l’avesse scritta. Ma presto presero a scrivere canzoni quasi totalmente da soli, ed in competizione. Erano ancora insieme per quasi tutto, ma la composizione era tutta un’altra cosa. Si volevano ancora bene, ma volevano tutti e due essere il migliore. Quella finì per essere una buona cosa – la competizione li stimolò a raggiungere traguardi più grandi. Ovviamente è stato un privilegio vedere un progresso artistico tanto rapido, ed come parte del processo creativo, fu mio meraviglioso compito aiutarli a raggiungere i loro obbiettivi. Mi ricordo la prima volta che John mi suonò “I Am The Walrus.” Gli chiesi come voleva che suonasse, e lui mi disse che voleva scrivessi una partitura per quel pezzo, magari con clavicembali e corni. “Capisco,” dissi. “Vuoi che passiamo un pomeriggio insieme a lavorarci su?” Lui mi rispose svelto, “No, questo è il tuo lavoro,” e se ne andò.
Quando John sentì i risultati, si piegò in due dal ridere. Io avevo prenotato questo coro a 12 voci che faceva cose assurde, immense ondate di suono e risate maniacali. Lui disse che l’adorava, ma anni dopo mi confidò che avrebbe voluto ri-registrare tutto. Le immagini nella sua testa erano erano per lui tanto più belle e tanto più vere di quanto non potessero produrrne degli esseri umani.
Quando ero giovane, idolatravo George Gershwin e Jerome Kern, Cole Porter and Richard Rodgers. Neanche nei miei sogni più pazzi immaginavo che avrei lavorato al fianco di talenti che potessero eguagliare questi giganti della musica popolare. Ma poi arrivarono John Lennon e Paul McCartney e la mia vita fu cambiata. Certo si appoggiarono a me e mi uccisero di lavoro, ma ne valeva davvero la pena, e loro ancora mantenevano quel fascino irriverente che mi aveva catturato all’inizio.
Vedevo che cambiavano anche gli altri. La loro musica trascendeva le differenze fra le nazioni, balzava frontiere e divenne onnipresente. In quanche modo riuscirono a prendere il meglio della musica americana, interiorizzarlo e ri-suonarlo in un modo fresco, diverso e geniale. In un cruciale tempo di svolta, in cui la musica registrata stava diventando la forza principale nella cultura popolare, loro guidavano il mondo.
Hanno ispirato la gente allora, e lo stanno ancora facendo adesso. Ogni generazione scopre i Beatles per conto proprio, e ama quel che sente. La loro musica parla da sè, e il suo messaggio è chiaro: Abbi amore nel tuo cuore e pace per tutti gli uomini. Ci senti, signor Presidente?

GEORGE MARTIN (viene a volte definito come il "quinto Beatles", un titolo dovuto al suo lavoro come produttore di praticamente tutte le registrazioni dei Beatles. In riconoscimento dei suoi servizi per l'industria musicale è stato nominato cavaliere.)


"Ciao, mi chiamo Paul McCartney"

6 luglio 1957:il "big bang" dei Beatles
E' tutto scritto, documentato, analizzato, ora anche celebrato, visto che sono passati esattamente 50 anni. Anche se non c'è nessun mistero irrisolvibile e non servono teorie quantistiche e decenni di studi per capire, è giusto ripetersi, è giusto ricordare, perchè il 6 luglio 1957 va considerato a tutti gli effetti un "big bang" che ha creato un altro universo, quello della musica e della cultura rock e pop. I due ragazzi che vengono a contatto in un oratorio di una zona popolare di Liverpool si chiamano rispettivamente John Winston Lennon, anni 16, e James Paul McCartney, 15. E ' il secondo a farsi avanti, perchè ha appena visto un'esibizione di tali Quarrymen: il cantante, chitarrista e leader del gruppo lo ha colpito e, dato che pure lui pensa di saperci fare con la chitarra, si fa avanti.La storia (o la leggenda) vuole che John, già smaliziato teddy boy, fosse sull'ubriaco andante. I fumi della birra uniti al suo carattere spigoloso e diffidente stavano forse per produrre una reazione scomposta: come si permetteva il ragazzino di importunare la star della giornata? Invece al "ciao, mi chiamo Paul" seguì una conversazione sui comuni gusti musicali (di pura marca americana) e soprattutto una prima dimostrazione pratica di McCartney, che eseguì assai bene un pezzo di Buddy Holly. Abile e arruolato, sancì John cambiando inconsapevolmente il corso della storia della musica moderna. E' la nascita di un sodalizio che, a dispetto della traumatica rottura dei Beatles nel 1970 e di tante polemiche alimentate anche a mezzo canzone, durerà fino all'8 dicembre 1980, brutto giorno in cui John venne raggiunto dalle pallottole del fanatico Mark Chapman. Un'unione artistica e personale a tratti molto meno spiegabile del vero "big bang": fatti fuori gli anni degli esordi, dei mesi passati a suonare e stravivere tra il Cavern Club e i localacci di Amburgo e del primo boom della Beatlemania, i due sembravano essere una delle coppie peggio assortite del rock. L'intellettuale, rabbioso, caustico, fragile, introspettivo John fianco a fianco al tranquillizzante, dolce, classico, calcolatore, emolliente Paul: eppure, in studio o a casa di qualcuno di due, il cocktail di talento e genialità unita a una fantastica quanto inspiegabile alchimia produceva i risultati che tutto il mondo ha conosciuto. Un pezzo per tutti, nei ricordi di John: "I want to hold your hand? L'abbiamo scritta guardandoci negli occhi". Una pietra miliare del rock abbozzata e scritta come tante altre su alcuni grossi taccuini, avanzati dai tempi della scuola, in cui le loro composizioni venivano precedute dal frontespizio "un altro originale di Lennon e McCartney".
Dalla metà degli anni '60, quei notes non sono più serviti. Ognuno produceva i suoi capolavori e li offriva alla band, mattoni per tenere in piedi la leggenda Beatles in attesa dell'inevitabile fine, della separazione artistica ma non umana, come rivela più di una biografia. Specialmente John, a dispetto di tante pubbliche invettive, ha cercato Paul, ha sperato fino all'ultimo nella riunione con quel "gemello" così diverso. Chissà, non ci fossero stati in mezzo interessi, soldi, Yoko Ono, le cose sarebbero andate diversamente. Amen. Ormai, tutto questo non importa più. Importa invece che la formula magica nata 50 anni fa dal "big bang" di Liverpool sia sempre valida e senza data di scadenza. Lennon più McCartney: e la musica assume la dimensione del sogno.
ANDREA SARONNI




Paul Mc Cartney, Non Smettero' Mai Di Far Musica
Londra, 10 giugno 2007 - 'Non smettero' mai di fare musica'. La promessa e' stata pronunciata dalle labbra di Sir Paul McCartney, che a 64 anni suonati non ha la minima intenzione di smetterla con chitarre e pentagramma. Anzi, ha chiarito l'ex Beatle, e' proprio la musica che spesso lo aiuta a superare i momenti piu' difficili, come lo scioglimento dei Fab Four, la morte della moglie Linda e il suo recente divorzio da Heather Mills. 'Sento sempre che ci sono molte altre canzoni da scrivere - ha detto McCartney. Non ho mai pensato di smettere sul serio. Ci sono stati momenti difficili in cui la vita mi ha messo sotto pressione, ma la musica non mi ha mai stressato'. 'Al momento - ha aggiunto Sir Paul - sto divorziando, e questo e' un grande stress. E quando i Beatles si stavano sciogliendo, quello fu un altro grande stress. Quindi ci sono momenti in cui mi sento molto stressato dalla vita, ma la musica e' il lato buono, e' il mio salvatore'.




Sgt Pepper's compie 40 anni, a Roma - 1 giugno 2007

La giornata del 1 giugno 2007 è stata tutta dedicata ai quarant'anni di uno dei dischi più famosi di tutti i tempi: "Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. Come sottolineato anche dal sindaco Veltroni, "Sgt. Pepper è un punto di svolta culturale, oltre a essere un disco che raccoglie alcune delle canzoni più belle scritte negli ultimi cinquant'anni".
E dunque la manifestazione del primo giugno, promossa dal Comune di Roma, sponsorizzata da Scarabeo Aprilia (Gruppo Piaggio), prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, è stata una delle più importanti rievocazioni del quartetto di Liverpool organizzate quest'anno in Europa.

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