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CHIEDI CHI ERANO I BEATLES...... John Lennon, Paul Mc Cartney, George Harrison, Ringo Starr...
Beatles: Quattro nomi che hanno fatto una parte importante della storia della musica, che hanno colorato, con una indimenticabile colonna sonora, un decennio caratterizzato da progresso tecnologico ed emancipazione femminile, macchiato da guerre incomprensibili e lotte razziali estenuanti.
Quattro ragazzi che avrebbero potuto tranquillamente restare un complessino, come ce n’erano tanti, ma che invece diventarono un fenomeno musicale per la storia del rock e della musica pop contemporanea, che ha inciso tra il 1962 e il 1970 una serie di LP memorabili.
Il nome dei Beatles è stato incollato ad un’immagine appartenente al mondo della musica e le loro canzoni a lungo confinate nell’angusta casella della loro epoca. Collocare l’opera dei Beatles esclusivamente nella contemporaneità del movimento beat e del colorato Flower Power significa ridurre alla pietrificazione un testo vivo che rappresenta una generazione senza tempo.
Con il trascorrere degli anni, i testi delle loro canzoni si sono arricchiti di tanti, nuovi significati e si offrono a varie interpretazioni, impensabili ed impossibili nel periodo in cui furono composte.


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PAROLA DI BEATLES


di Marta Miccoli



VIAGGIO A LIVERPOOL

di Claudia Cornacchini



HELP!

di Silvia Panetta


“Se è vero, come è vero, che l’uomo ha bisogno di idoli, meglio allora quei quattro ragazzi di Liverpool che Hitler”
(Arrigo Polillo)

Tutti i fan dei Beatles, parlano del loro avvicinamento al gruppo come un contagio…è comprensibile, io stessa sono stata contagiata. Il trasporto che ancora oggi possiamo provare attraverso i loro pezzi, spiega senza dubbio questo fenomeno, questa malattia: l’obbligo che si prova a dover ondeggiare la testa o tutto il corpo è sicuramente il primo sintomo che, si accompagna all’istinto irrefrenabile di canticchiare. Ben presto si passa a una fase più acuta della patologia nella quale, si va alla ricerca di canzoni specifiche, si diventa collezionisti di album ma soprattutto si presentano preoccupanti tremori simili al Parckinson: durante l’ascolto dei brani si inizia a muovere il corpo, si perde la padronanza degli arti che sembrano ipnotizzati dalla musica come i serpenti dei fachiri. Giunti a questa fase, la malattia può degenerare rendendoci beatlesologhi o mantenersi stabile nel tempo rendendoci portatori sani della Beatlesmania.
Chiunque sa chi sono i Beatles. Non esiste persona che non conosca almeno i pezzi che più fanno parte della nostra cultura: Yesterday, All you need is love, Hey Jude o Help. Ma, solo coloro che entrano in contatto con quei pezzi meno melodici e più innovativi e sperimentali, ma anche meno impegnati e quindi più ironici, vengono colti dalla malattia.
Il mio contagio risale all’estate 2005. Nonostante io fossi tra quelli che sanno chi sono i Beatles, e conoscevo già un po’ più della discografia di base, essendo più una cinefila che una appassionata di musica, non mi ero troppo concentrata su di loro, così come, in generale, non mi dedicavo troppo alla musica (cosa che ora è cambiata). Molto semplicemente, preferivo un film a un cd! Poi è bastata un’auto in noleggio per girare la Sicilia, pochi cd prestati dal padre di un amico ed ecco che i Beatles diventano la colonna sonora di un viaggio e di una vita. In effetti, se i loro pezzi ascoltati singolarmente già colpiscono, ascoltare gli interi album e quindi anche canzoni meno conosciute, ci permette di assaporare tutta la loro genialità ed energia.
Ciò che è stato, almeno per me, il fattore scatenante di tanta passione e amore, è l’allegria di fondo che li attraversa, nonostante qualche cenno di pessimismo qua e là. E’ quel modo sempre scherzoso di cantare, quel tono che ci fa sembrare ironico ogni suono e strumento. Questa è la vera allegria di cui parlo. I Beatles ti fanno sentire sempre, come un bambino che torna saltellante dal baracchino dei gelati; in ogni momento tu li ascolti, loro sono li per strapparti un sorriso, per farti muovere come un clown che vuol far ridere, per farti cantare come il parodista di un cantante. Ascoltare la loro musica è come guardare il tuo grande amore, i problemi svaniscono, la tristezza non ha più motivo d’essere, ci si può lasciare andare a un’estasi fatta tutta di momenti vissuti.
Esiste senza dubbio una produzione più impegnata, meno allegra sia nei temi che nei tempi, ma questa, non riesce a cambiare la concezione della loro musica: riuscirono a parlare di morte e sofferenza in modo nuovo e semplice e, grazie al loro ottimismo di base, riuscirono a rendere anche questo genere di cose più piacevoli o forse accettabili. Rimane il fatto che, i Beatles sono e resteranno sempre e soprattutto, voglia di vivere! Per rendersene conto basterebbe guardare il loro terzo film, datato 1967, The Magical Mistery Tour, che racconta di una compagnia di persone, molto diverse tra loro, che partono su un autobus per intraprendere un viaggio la cui destinazione non conta, perché è proprio sul mezzo che inizia la festa: come ogni gita che si rispetti iniziano i canti, l’allegria dilaga al punto che tutti sembrano ubriachi, l’euforia traspare dai volti e dai sorrisi dei personaggi. Poi, si arriva in questa distesa d’erba, ed è qui che gli ‘Scarafaggi’ ci regalano i momenti più divertenti della loro filmografia. Sul Daily Telegrafh apparve scritto, probabilmente in seguito alle critiche mosse ai ragazzi, “Bisogna essere un tipo scorbutico per non amare quei matti, fracassoni, felici e bellissimi Beatles”, io chiaramente mi trovo d’accordo.
I Fab Four ci hanno regalato un pezzo adatto ad ogni momento vissuto; mi sento di poter affermare che non sono solo l’espressione dei loro tempi, infatti, ancora oggi ci rispecchiamo nelle loro canzoni. Tra le favole più belle mai ascoltate ci sono senza dubbio quelle raccontate da loro, non si può non riconoscergli di aver saputo colorare la fantasia di milioni di persone. Ci sembra di conoscere tutti quei personaggi che ci hanno descritto, e possiamo scegliere a chi sentirci più vicino: i loro ‘viaggi’ sono diventati anche i nostri, grazie a loro, la nostra fantasia si libera delle briglie ed inizia a cavalcare come un cavallo selvaggio.
Questo è quello che i Beatles sono per me, ora voglio vedere cosa sono stati i Beatles per il mondo. continua>>>

 


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BEATLES NEWS


THE BEATLES ROCKBAND - IL VIDEOGIOCO


.06.10.2009

Inaugurazione del Beatles Museum italiano.

Un concerto dedicato alla musica di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr per inaugurare il primo museo italiano dedicato ai 'favolosi' Beatles.
Nel giorno del compleanno di John Lennon, il 9 ottobre 2009 (a partire dalle ore 21.00) aprirà i battenti il BEATLES MUSEUM di Brescia, presso la sede dello storico Museo della Mille Miglia (http://www.millemiglia.it/) che celebra la gara automobilisica più celebre del mondo.
Voluto fortemente dal fan-club Beatlesiani d'Italia Associati e dal suo fondatore Rolando Giambelli, il Beatles Museum ospita dischi rari, strumenti, fotografie, poster, locandine e memorabilia legate all'universo beatlesiano.
La serata inaugurale vedrà protagonista la Beatle-band THE BEATOPS, che ripercorrerà in musica la carriera della formazione più celebre della storia del rock.

http://newsdalmondobeatles.blogspot.com


.05.10.2009

L'omicidio-Lennon in scena a Pavia il prossimo 10 ottobre

JOHN LENNON, OMICIDIO DI UNA ROCKSTAR: questo il titolo dello spettacolo presentato da Ezio Guaitamacchi che andrà in scena sabato 10 ottobre (dalle ore 22.30) allo SPAZIO MUSICA di Pavia.

Lo spettacolo prende le mosse, naturalmente, da quella notte newyorchese dell'8 dicembre 1980 in cui il folle Mark David Chapman esplose cinque colpi di pistola contro John Lennon dinanzi all'ingresso del suo appartamento, a pochi passi da Central Park. Tanti gli interrogativi: perché Chapman lo ha fatto? l'ha mandato qualcuno a New York? Cosa c'entrano CIA e FBI? Il delitto più famoso della storia del rock viene ricostruito attraverso un racconto avvincente e dettagliato, costellato di misteriose coincidenze e curiosa aneddotica.

Il caso-Lennon è definitivamente chiuso? A dare risposta ai dubbi che avvolgono la figura di Chapman risponde Guaitamacchi, critico musicale, autore e conduttore radio/televisivo, divulgatore-rock, direttore del mensile JAM e di numerose iniziative editoriali, fondatore del Master in Giornalismo e Critica Musicale presso il Centro Professione Musica di Milano.

Nel corso dello spettacolo sarà possibile ascoltare - in versioni per voce e chitarra acustica - alcuni brani legati al mito-Lennon (da Love Me Do a Come Together) che verranno interpretati dai vocalist Brunella Boschetti e Boris Savoldelli, 'commentati' dall'action painting di Carlo Montana e dalle videoproiezioni di Filippo Guaitamacchi.

http://newsdalmondobeatles.blogspot.com


09.09.2009

Da oggi in tutto il mondo 09-09-09 la pubblicazione su CD del catalogo originale dei Fab Four

Da Da oggi in tutto il mondo 09-09-09 la pubblicazione su CD del catalogo originale dei The Beatles rimasterizzato per la prima volta in digitale. In contemporanea verrà lanciato il videogame “The Beatles : Rock Band”.
Gli album sono stati rimasterizzati da un team di tecnici del suono dedicati esclusivamente a questo progetto. Il lavoro è durato quattro anni presso gli Abbey Road studios a Londra, utilizzando una tecnologia d’avanguardia unita ad attrezzature di studio di registrazione d’epoca, in modo da conservare l’autenticità e l’integrità delle registrazioni originali analogiche. Il risultato di questo scrupoloso processo è il più alto livello di fedeltà che la musica dei Beatles abbia mai avuto dalla sua prima pubblicazione.
Il progetto prevede la pubblicazione dell’edizione rimasterizzata in stereo degli originali 12 album dei Fab Four e di “Magical Mystery Tour”, che entrò ufficialmente a far parte del catalogo dei Beatles nel 1987 con la prima pubblicazione in CD della discografia. Vengono proposte inoltre le collezioni “Past Masters Vol. I e II”, ora riunite in un unico titolo su doppio CD, per un totale di 14 album su 16 dischi.
Nei booklet dei CD, i testi originali sono arricchiti da nuove dettagliate note storiche, appunti sulle registrazioni e foto. Ogni CD conterrà anche un breve filmato per ognuno degli album: materiale d’archivio, fotografie rare e conversazioni in studio fra i Beatles mai ascoltate prima d’ora.
Nella stessa data verranno pubblicati anche due nuovi box. Il primo con la collezione completa dei CD dei Beatles, insieme ad un DVD con tutti i documentari. Un secondo box set è stato creato appositamente per i collezionisti: “The Beatles in Mono” raduna tutte le registrazioni dei Beatles che furono missate per la pubblicazione in mono.
The Stereo Albums (disponibili singolarmente o raccolti in stereo box set)
Tutti i CD contengono l’artwork originale del vinile e le note di copertina, un esteso archivio fotografico, note storiche aggiuntive scritte da Kevin Howlett e Mike Heatley e note aggiuntive sulle registrazioni di Allan Rouse e Kevin Howlett
“Please Please Me” (per la prima volta in stereo)
“With The Beatles” (per la prima volta in stereo)
“A Hard Day´s Night” (per la prima volta in stereo)
“Beatles For Sale” (per la prima volta in stereo)
“Help!”
“Rubber Soul”
“Revolver”
“Sgt. Pepper´s Lonely Hearts Club Band” (comprende anche note del 1987, un aggiornamento e una nuova prefazione di Paul McCartney)
“Magical Mystery Tour”
“The Beatles”
“Yellow Submarine” (comprende anche le note di copertina originali della versione statunitense)
“Abbey Road”
“Let It Be”
“Past Masters” (contiene nuove note di copertina scritte da Kevin Howlett)

Altra novità il cofanetto “The Beatles in Mono” (disponibili solo in box set)
Gli album mono sono stati rimasterizzati da Paul Hicks, Sean Magee con Guy Massey e Steve Rooke e disponibili in unico box che comprende un saggio scritto da Kevin Howlett.
“Please Please Me”
“With The Beatles”

“A Hard Day´s Night”
“Beatles For Sale”
“Help!” (il CD contiene anche il missaggio stereo originale del 1965)
“Rubber Soul” (il CD contiene anche il missaggio stereo originale del 1965)
“Revolver”
“Sgt. Pepper´s Lonely Hearts Club Band”
“Magical Mystery Tour”
“The Beatles”
“Mono Masters”

http://www.newsic.it

 

11.02.2009

LET IT BEER 3... a Beatles Night

Una LET IT BEER 3... a Beatles Night - ingresso 5 euro
Una serata tutta dedicata ai Beatles: musica dal vivo, mostre, memorabilia, filmati inediti e birra!!!
Si terrà mercoledì 11 Febbraio l'evento che tutti gli appassionati dei BEATLES, e degli anni sessanta, aspettavano da tempo. Dopo un anno di pausa dedicato a pianificare al meglio la terza edizione, "Stazione Birra", ospiterà "LET IT BEER 3", l'ormai mitica manifestazione a tema sui Fab Four curata dal Fan Club internazionale "PAULMCCARTNEY.FM".
Sono diverse le iniziative atte a soddisfare sia il fan più sfegatato che il curioso di turno, con stand e mostre in primo piano. È Simone Cecchetti, presidente ed ideatore di PAULMCCARTNEY.FM, ad illustrare l'iniziativa: "Ci siamo presi un anno di pausa perchè l'evento dopo il successo dell'ultima edizione richiedeva una pianificazione degna di uno spettacolo di questo livello. La parola chiave è sempre e comunque: Divertimento. Qualcosa di diverso dalla solita serata "tributo". Abbiamo musica dal vivo, l'ospitalità di un grande locale e un palco fantastico. Vogliamo, per una sera, tornare indietro di 40 anni. Recuperiamo un concetto tanto caro in quel periodo, "freedom", libertà. Libertà per una sera di esprimerci e divertirci come si faceva in quegli anni. Una serata dove verrà raccontata tutta la storia della band più famosa della musica, saranno infatti allestite delle vere e proprie esposizioni di memorabilia beatlesiana, gadget moderni e dell'epoca, con collezionisti e personale competente a disposizione di chiunque. Appositi stand permetteranno agli avventori di acquistare le ultime novità librarie sui Beatles o di abbonarsi alle fanzine, dei veri e propri periodici che permettono di essere sempre informati sulle ultime novità beatlesiane"."Saranno inoltre proiettati, prima del concerto, filmati rarissimi dei Beatles negli anni '60 e nel loro periodo solista - continua Cecchetti - In più, grazie a Stazione Birra, sarà possibile degustare, solo per quest'occasione, la "BIRRA BEATLES"." Insomma, un evento curato nei minimi particolari da persone appassionate e competenti, a cui nessun appassionato dei Fab Four può permettersi di mancare.
Website : www.letitbeer.com
Il programma della serata comprende tantissime cose tra cui tre concerti, un libro... e tanto altro!
- Presentazione del Libro "40 anni di Sgt. Pepper"
Finalmente tradotto in italiano, a distanza di quindici anni dall'edizione in lingua inglese, Summer of Love rappresenta un must per chiunque ami i Beatles. Sir George Martin ci racconta la nascita e la realizzazione di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, considerato una pietra miliare della musica pop: un'avventura durata settecento ore e descritta canzone per canzone, dettaglio per dettaglio. L'autore ci svela le tecniche che costruirono la colonna sonora di un'epoca e ci conduce, attraverso deliziosi aneddoti, nel mondo dei quattro "favolosi" teenager che ne cambiarono la storia musicale. Il volume è arricchito da una prefazione scritta nel 2008 da George Martin appositamente per l'edizione italiana.
- Apertura della serata con il concerto inedito di Daniele Bazzani
L'esponente italiano più importante della tecnica fingerpicking presenterà per la prima volta uno spettacolo dedicato ai Beatles. Se sei un amante dei Beatles e della chitarra acustica questa è veramente l'occasione giusta per ascoltare lo spettacolo che hai sempre sognato.
www.danielebazzani.com
- Concerto dei 64 Beat
La band regina nell'interpretazione dei Beatles del primo periodo (1960 - 1965) si calerà nei panni dei Beatles per uno spettacolo che ripercorrerà la carriera dei FabFour dai loro esordi ad Amburgo fino alle soglie del periodo psichedelico. Il repertorio va dai brani di puro e rude rock'n'roll come "Long Tall Sally" "Kansas City" "Twist And Shout" con delle vere e proprie chicche tra cui "Glad All Over" "Besame Mucho" e "I Got A Woman", passando per i classici immortali "She Loves You" "I Want To Hold Your Hand" "Help!". I ragazzi eseguono le canzoni in tonalità originale cercando, con cura certosina quasi maniacale, di ricreare le stesse sonorità strumentali e vocali mediante un continuo lavoro di "ricerca della nota" o della "voce nascosta" per un sound più fedele possibile. Come in un caleidoscopio, verrete magicamente trasportati nei favolosi anni 60. Allaciate le cinture...Si parte!
La band:
Fabrizio Tricarico - Chitarra , Voce , armonica
Stefano Palma - Basso , Voce , Chitarra , Piano
Manlio Civitelli - Chitarra solista , Ukulele , Voce
Emanuele Ingrati - Batteria
www.myspace.com/64beat
- Concerto dei Lennon Legend
Il tributo dedicato a John Lennon più importante a livello mondiale. Tutto il mondo ci invidia la band capitanata dal leggendario Antonello "Antolennon" Ripepi. Questa volta, solo per noi, un concerto dedicato ai Beatles dal 1966 al 1970 (incredibili i pezzi tratti da Sgt. Pepper, Revolver e il White Album) con qualche ricordo tratto dal periodo Rock and Roll dell'artista (con e senza i Beatles) e del periodo solista.
La band:
Antonello Ripepi: Voce solista, chitarre/ Lead vocal, guitars
Carmelo Avanzato: Basso, Armonica, Umore, Genialià, pollo.arrosto
Alessandro Errichetti: Chitarre, voce/ Guitars, backing vocals
Flavio De Novellis: Tastiere, voce, percussioni, miele, radio am-fm, steel guitar / Keyboards, backing vocals, percussion, radio, steel
Marco Di Donna: Batteria, percussioni / Drums, percussion
www.myspace.com/lennonlegendspace

http://www.stazionebirra.biz

 

29.11.2008

I BEATLES IN PARADISO: Giancarlo Padula, Silvia Panetta, Marta Miccoli, Daniela Longo

Pubblicato il 29/11/2008 | da Giancarlo Padula

Una pattuglia ben fornita: Giancarlo Padula, noto giornalista professionista e scrittore (www.giancarlopadula.it; giancarlopadula@email.it; altre notizie su Google e Wikipedia), l'operatrice culturale Silvia Panetta, che gli ha dato man forte; le collaboratrici Marta Miccoli e Daniela Longo., (tutte e tre esperittissime nei vari campi della materia legata ai Fab Four); il cantante, cantautore, attore, scrittore Don Backy, ex braccio destro di Adriano Celentano; Rolando Giambelli, Presidente dell'Associazione Beatlesiani d'Italia, è scesa in campo per la pubblicazione del libro "I Beatles in Paradiso", il quartetto più famoso di tutti i tempi, mai raccontato prima, a cura della Casa Editrice Global Press Italia (info@globalpressitalia.it; tel: 0744 - 292308).
http://www.comunicati-stampa.net

 

29.08.2008

UNA BIOPIC SU JOHN LENNON

A dirigere la pellicola sarà la regista inglese Sam Taylor-Wood. Le riprese inizieranno a marzo e si svolgeranno a Liverpool.

La regista inglese Sam Taylor-Wood dirigerà una biopic su John Lennon, che sarà incentrata sulla giovinezza del cantante e sull'influenza che hanno avuto sua madre e sua zia Mimi, sulla sua vita.
Le riprese del film, che sarà prodotto da Robert Bernstein e Douglas Rae della Ecosse Films, inizieranno a marzo e si svolgeranno a Liverpool.
Taylor-Wood - che nei mesi scorsi ha presentato a Cannes il suo cortometraggio, Love You More - sostiene di essere rimasta particolarmente affascinata dalla figura di Lennon, per come è tratteggiata nella sceneggiatura di Matt Greenhalgh ma anche dalle donne che gli sono state accanto durante i suoi primi anni di vita e che "hanno contribuito a farlo diventare quello che è stato in seguito".
Anche il produttore Robert Bernstein si è detto soddisfatto di aver affidato il progetto a Sam Taylor-Wood, e sostiene che la sua visione della storia, così inusuale, si presta a raccontare in maniera adeguata il genio di Lennon.

http://www.movieplayer.it

 

18 luglio 2008

I BEATLES A PORTO CERVO 40 ANNI DOPO

Concerto-evento di Tony Sheridan e I Vaghi

Il 18 luglio il Consorzio Costa Smeralda ha organizzato un concerto che riporta la freschezza dell’atmosfera beatlesiana al pubblico della Costa.
L’occasione è rappresentata dall’anniversario dei 40 anni dal passaggio di Ringo Starr a Porto Cervo, sullo yacht di Peter Sellers ancorato nella Baia del Pevero.
Ringo vide una barca di pescatori e, incuriosito, chiese loro cosa facessero.
La riposta fu un misto tra favola e fantasia: utilizzando delle pietre luccicanti riportavano i polipi a galla.
Ecco quindi come nasce “Octopus Garden”, inserito nell’album “Abbey Road” nel 1969.
Questa scoperta è molto importante perché aggiunge un pezzo alla storia di Porto Cervo.
“Mi piacerebbe stare in fondo al mare nel giardino
Di un polipo, all’ombra,
Lui ci farebbe entrare, sa dove siamo stati,
nel suo giardino da polipo all’ombra
Io chiederei ai miei amici di venire a vedere il giardino
Di un polipo con me
(…)
Ce ne staremmo al caldo al di sotto della tempesta
Nel nostro piccolo rifugio sotto le onde,
Poggiando le nostre teste sul letto del mare
Nel giardino di un polipo accanto a una grotta”

Tony Sheridan
E’ stato tra i migliori chitarristi alla fine degli anni ’50, esibendosi con artisti come Conway Twitty, Gene Vincent ed Eddie Cochran e gruppi come Vince Taylor’s Playboys e Cliff Richard’s Shadows.
Tra i suoi successi: “Why” e l’interpretazione di My Bonnie, Sweet Georgia Brown, Let’s dance, Ya Ya (inseriti negli album “Tony Sheridan and the Beatles” e “The early tapes of the Beatles”).
E’ considerato il padre dei Beatles all’epoca di Hamburg. Paul, John e George hanno suonato moltissime volte con lui al “Kaiserkeller”e successivamente al Top Ten Club, dove si sono esibiti con Gerry & the Pacemakers, Pete Best e Stuart Sutcliffe.
Ringo Starr si è poi aggiunto alla band di Tony, e l’esperienza è stata molto importante per la successiva carriera dei Beatles.
Una riunione del Gruppo (incluso Ringo) si è tenuta all’apertura dello Star-Club nel 1962, quando Tony e i Beatles apparvero sullo stesso cartellone.
Tony ha inciso dischi per la Polydor insieme ai Beatles e altri gruppi (ricordiamo, tra i suoi hit “Skinny Minnie” e “Why”) ed è stato premiato con il DISCO D’ORO per oltre 1.000.000 di LP venduti.
Negli anni ’60, Tony ha tenuto concerti in tutto il mondo, esibendosi anche per i soldati americani in Vietnam. Nel 1978 si è trasferito per un anno a Los Angeles, incidendo dischi con la Elvis Presley’s TCB band, il primo artista ad essere onorato con questa opportunità dopo la scomparsa di Presley.
Oggi Tony suona insieme a due musicisti sudamericani, presentando un autentico e spontaneo “live show” che include un’enigmatica versione di “Yesterday”, e continua a trovare nuovi fans, aumentando la sua popolarità tra gli amanti della musica di tutte le età.

I Vaghi
E’ tra le migliori Beatles Tribute Bands d’Italia, invitata a tutte le manifestazioni Beatlesiane non solo italiane.
E’ tra le pochissime formazioni ad aver inciso presso gli Studi di Abbey Road a Londra, in quella che fu la sala di incisione del quartetto di Liverpool. La Session faceva parte del progetto “A Day in the Life at Abbey Road” promossa dai Beatlesiani d’Italia Associati per l’UNICEF.
I Vaghi presentano un repertorio dei Beatles ai loro esordi – 1960/1964.

La serata sarà presentata dal Presidente dei Beatlesiani d’Italia Associati, Rolando Giambelli , cuore di tutti gli appassionati dei Fab Four in Italia.
http://www.beatlesiani.com

 

DOMENICA 8 GIUGNO - dalle 10.30 alle 24.00
PRESSO IL MUSEO DELLA MILLE MIGLIA
A BRESCIA località SANT’EUFEMIA – Viale della Rimembranza 3
THE BEATLES’ DAY  2008
1968-2008  THE WHITE ALBUM (L’ALBUM BIANCO)



40th Anniversary Celebration
Più di 50 bands, ospiti a sorpresa
Il Beatles Day 2008 (19a edizione) organizzato da Beatlesiani d’Italia Associati con il Patrocinio del Comune e della Provincia di Brescia ed il sostegno dell’Ottava Circoscrizione, si svolgerà a Brescia domenica 8 giugno, per tutta la giornata e fino a tarda sera, su tre palchi allestiti, presso la stupenda millenaria struttura del MUSEO DELLA MILLE MIGLIA situato in località Sant’Eufemia. Il Beatles Day 2008 è stato inserito negli eventi celebrativi dei mille anni del monastero benedettino in cui ha sede il Museo della Mille Miglia, la storica corsa automobilistica.
L'ingresso sarà libero.
 E' doveroso ricordare che il coinvolgimento delle oltre 50 Beatle-Bands e ospiti a sorpresa che verranno a Brescia da tutta Italia per celebrare il 40° anniversario dell’ALBUM BIANCO (The White Album) senza ricevere alcun compenso, oltre che per partecipare alla celebrazione dei Fab Four, servirà anche per sostenere le cause umanitarie di alcune associazioni presenti. Molti di questi gruppi hanno partecipato due anni fa al nostro progetto "A Day In the Life at Abbey Road" un disco tributo all'arte dei Beatles registrato proprio nello Studio 2 di Abbey Road a Londra. Gli utili di questo disco sono devoluti all'UNICEF. 
Nel corso del Beatles Day potranno partecipare anche altri importanti personaggi a sorpresa dall’Inghilterra , coinvolti nella storia dei Beatles, che stiamo al momento ancora contattando,. Alla nostra kermesse ci saranno anche collezionisti di strumenti "vintage" (chitarre d'epoca, ecc.) che faranno da cornice all'evento.
All’interno del Museo della Mille Miglia che sarà aperto al pubblico con il prezzo del biglietto ridotto per l’occasione e dove si possono ammirare alcune delle fantastiche auto che hanno partecipato alla storica e mitica corsa, saranno allestite tre diverse mostre iconografiche dedicate ai Beatles: Mostra fotografica: "I BEATLES E L'AUTOMOBILE... oggi come allora lo Status Simbol più prestigioso"  (Più di cento foto dei Beatles fotografati con le auto più belle dell'epoca: Rolls Royce, Bentley, Jaguar, Mercedes Benz, Ferrari, Ford, Ispano Suiza, Mini Morris, Herald, Triumph, VolksWagen, Fiat 500, ecc. ecc.
Esposte anche la collezione di litografie originali Bag One di John Lennon e La Storia a fumetti dei Fab Four.
Promozione dei classici libri "beatlesiani" e di quelli di recente e di prossima pubblicazione fra i quali “I ME BEATLES” di Edoardo Fiorini con 106 testi tradotti dalle canzoni dei Beatles e adattati al dialetto milanese.
Il Beatles Day 2008, come è ormai tradizione della nostra Associazione il cui motto è: “Beatle People for People” servirà, oltre che per celebrare il quartetto di Liverpool, anche per promuovere, come da ormai consolidata tradizione del nostro sodalizio, gli scopi umanitari secondo la nostra tradizione per l’UNICEF il Fondo dell’ONU per l’infanzia, di ESSERE BAMBINO l’Associazione che s’interessa dei piccoli sieropositivi, dell’AMEI per le epatopatie infantili, di TELEBIMBO, di PROGETTO SORRISO per adottare una famiglia a distanza, di ABE, ADMO e di altre associazioni.
La lunga kermesse che prevede il prestigioso Premio VI D'ORO VIGASIO sarà presentata anche quest'anno da Giancarla Paladini coadiuvata da Maria Rosaria Di Bari, Andrea Minoni, Franco Sandri, Furio Sollazzi, Alessandro Giambelli, Giulia Bettini, Massimiliano e Marianna Malonni, Franco Zanetti (sotto spirito).
Direzione artistica di Rolando Giambelli
http://www.beatlesiani.com

 


Nasa trasmetterà "Across the universe" dei Beatles nello spazio.
Lunedì 4 febbraio 2008

LONDRA (Reuters) - Chi avrebbe mai pensato che "Across the universe", la celebre canzone dei Beatles divenuta un inno al pacifismo, avrebbe davvero attraversato l'universo per arrivare fino alla Stella Polare?
Non si tratta di un gioco di parole, è tutto vero: in occasione del quarantesimo anniversario dell'incisione della canzone, un accanito fan della band ha pensato a questa celebrazione intergalattica e ha convinto la Nasa sperando di convertire le forme di vita aliena ai Beatles.
"Al momento mandiamo messaggi in codice Morse per contattare gli alieni", ha raccontato Martin Lewis alla radio BBC. "Forse dovremmo tentare con qualcosa di più vivace".
Se tutto va secondo i piani, la Nasa trasmetterà la canzone dei Beatles tramite il suo network spaziale all'una di questa notte.
Nello stesso esatto momento i fan di tutto il mondo ascolteranno "Across The Universe" nel tentativo di "creare una convergenza armonica" sulla terra e nell'universo.
Secondo una dichiarazione della Nasa la trasmissione sarà indirizzata alla Stella Polare, distante 431 anni luce dalla terra. La canzone viaggerà nell'universo ad una velocità di 186.000 miglia al secondo.
L'ex Beatle Paul McCartney si è congratulato con la Nasa e ha chiesto di trasmettere i suoi saluti a chiunque sia là fuori.
"Spettacolare! Ben fatto, Nasa", recita una sua dichiarazione diffusa dall'agenzia spaziale. "Mandate il mio amore agli alieni".
I fan possono seguire l'evento online sul sito www.acrosstheuniverseday.com.

notizia da :http://it.reuters.com.it




Hard Days Night:
l’hotel di lusso dedicato ai Beatles

Giovedì, 24 Gennaio 2008.

Amanti del lusso e nostalgici dei Beatles, ecco un hotel nel quale dovrete trascorrere una notte almeno una volta nella vita.
Stiamo parlando del nuovissimo hotel a quattro stelle che aprirà i battenti il prossimo primo febbraio a Liverpool.
Si chiamerà proprio come una celebre canzone dei Fab Four: signore e signori, ecco a voi l’Hard Days Night Hotel, che si trova a Liverpool, in North John Street. Il quartiere non è stato scelto a caso: qui, infatti, Paul McCartney, John Lennon, Ringo Starr e George Harrison cominciarono la loro favola.

notizia da :http:/www.myluxury.it



ACROSS THE UNIVERSE TRAILER FILM
L'uscita del film è prevista per il 23/11/2007
È una storia d’amore ambientata sullo sfondo degli anni Sessanta
durante gli anni turbolenti della protesta pacifista.
La colonna sonora è tutta improntata sulla musica dei Beatles



VIDEO:
Paul McCartney 27 giugno 2007
Paul si commuove, al punto di non riuscire quasi a cantare
con la sua canzone dedicata all'amico John Lennon.




McCartney, spunta una figlia segreta.
12 luglio 2007

Tedesca 44enne: proverò che è mio padre
Si chiama Bettina K., è una tedesca di 44 anni e sostiene di essere la figlia segreta di Paul McCartney. Dal 1983 si batte per provare che il cantante è suo padre, anche se - spiega il Corriere della Sera - nel 1984 un test del Dna escluse la parentela. Bettina non ci sta e risponde che per la prova l'ex Beatle mandò un sosia. Accusa pensante per McCartney, che è stato ora iscritto nel registro degli indagati.
Bettina fa l'infermiera a Berlino e quanto a test di Dna pare avere idee chiare. Evidentemente ha anche prove concrete, visto che i giudici si sono lasciati convincere sulla possibilità che McCartney abbia confuso le carte al momento della prova di paternità. Se il musicista dovesse mettere piede in Germania in questo periodo, rischierebbe l'arresto.
A far iscrivere Paul nel registro degli indagati, una foto scattata e autografata il giorno del test del Dna e tirata ora fuori dagli atti del vecchio processo: quell'immagine mostra un Paul più giovane e magro di quello che sarebbe dovuto andare a fare il test. "Non è lui. A questo punto della sua vita - spiega Bettina - Paul era già paffuto mentre la foto è quella di un giovane smagrito, sembra lui, ma molti anni prima. E' diversa e persone competenti mi hanno anche detto che è fatta da un destro, mentre lui è mancino".Secondo quanto sostiene la 44enne tedesca, la relazione fra McCartney e la madre di Bettina, Erika, sarebbe iniziata nel 1959 ad Amburgo, dove gli ancora sconosciuti Beatles stavano tenendo alcuni concerti. Un amore che sarebbe durato tre anni, fino a quando, nel 1962, Erika rimase incinta. "Voleva che mia madre abortisse", ha raccontato la 44enne al Die Welt.
Invece Bettina venne al mondo e la madre chiese a McCartney aiuti economici: Paul accettò, mettendo in chiaro che non avrebbe però mai riconosciuto la figlia. Un versamento di 16mila marchi nel 1966 servì a chiudere la bocca a Erika: "Era il prezzo del silenzio: durante la tournée di quell'anno della band in Germania mia madre si impegnò a tacere". La presunta figlia di McCartney però ha deciso di andare fino in fondo.
Intanto il cantante, reduce dalla tempesta giudiziaria del divorzio da Heather Mills, pare fare spallucce a tutto quello che si scrive su di lui. "C'è la luce alla fine del tunnel, e ci arriverò, nel frattempo mi godo il lavoro e la famiglia", dice Paul McCartney al Guardian, spiegando che il miglior modo di evitare di vedere i dettagli della propria vita privata sui tabloid è di non leggerli.
Il prossimo e assai pubblicizzato divorzio dalla seconda moglie dovrebbe costare a Sir Paul circa 145 milioni di euro, riducendo la sua fortuna personale a più o meno un miliardo di euro: "C'è tanta gente che sta messa molto peggio di me, posso vedere le cose nella giusta prospettiva". L'importante, per il momento, è che non metta piede in Germania.

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Sir George Martin fece firmare ai Beatles il loro primo contatto discografico nel 1962. Produsse ed arrangiò tutti i loro album, oltre che a presenziare alle tastiere, fino a che il gruppo non si sciolse nel 1970.

Cosa stavo facendo il 6 luglio 1957, quando il 15enne Paul McCartney andò a sentire il 16enne John Lennon esibirsi col suo gruppo ad una festa d’oratorio a Liverpool?
Probabilmente ero a lavorare agli Abbey Road Studios a Londra, inconsapevole dell’importanza di questo apparentemente insignificante incontro fra un paio di adolescenti, che si squadravano attentamente e non vedevano l’ora di far sfoggio di quel che sapevano fare con le loro chitarre economiche.
John e Paul erano probabilmenye piuttosto guardinghi l’uno nei confronti dell’altro, chiedendosi se avrebbero potuto suonare insieme, entrambi tentando di fare i fighi, eppure eccitati ed esaltati all’idea di migliorare a quello che entrambi amavano – scrivere e suonare canzoni.
Al tempo è possibile che fossi nello Studio Numero Due a registrare un album con Peter Sellers, un membro del Goon Show, il popolarissimo programma radiofonico. I Beatles adoravano i Goons e di conseguenza mi trattarono con un po’ di deferenza quando ci incontrammo del giugno del 1962. Non troppa deferenza, però!
Fu una certa disperazione a portare me e i Beatles insieme. Io ero a capo degli artisti e del repertorio alla Parlophone, una sotto-etichetta della EMI, e avevo ricevuto una telefonata da Syd Coleman, un amico ed editore musicale della EMI, che aveva sentito una registrazione del gruppo grazie al loro giovane manager Brian Epstein. Io stavo cercando un gruppo appartenente al mondo del pop, volenteroso di espandermi e avere successo anche lì. Epstein era a Londra per un ultimo disperato tentativo di far si che qualcuno si interessasse ai Beatles.
George Harrison, il bambino del gruppo, era il più irriverente, e quello che mi affascinò di più inizialmente. Pete best era il batterista allora, anche se sarebbe presto stato rimpiazzato da Ringo Starr, il più navigato del gruppo. Ma erano John e Paul ad indicare la via. Anche allora erano la grande forza del quartetto che dovevo giudicare. Per l’audizione utilizzarono alcune delle loro canzoni originali, “Love Me Do,” “P.S. I Love You” e “Ask Me Why.”
Per il resto erano soprattutto vecchie cover come “Bésame Mucho.” Il materiale non mi entusiasmò, men che meno le loro canzoni. Non ero convinto fossero in grado di scrivere una hit. Feci firmar loro un contratto in virtù della loro personalità, del loro carisma. Avevano un certo speciale magnetismo che ti faceva sentire sminuito quando loro non c’erano. Se mi piacevano così tanto, pensai, sarebbero piaciuti anche al loro pubblico – sempre che sapessero scrivere buone canzoni.
La seconda volta che vennero in studio, però, mi dimostrarono di aver ascoltato, ed allora realizzai quanto fossero ansiosi di imparare. Con un po’ d’armonica ed un solido arrangiamento, quel lamento funebre diventò il loro primo numero uno. “Please, Please me” entrò nelle classifiche inglesi all’inizio del 1963, e loro gli fecero seguito con nientedimeno che altri 10 numeri uno.
Per me, la cosa più eccitante fu vedere il loro talento crescere come piante esotiche in una serra. Pur elogiandoli, continuavo a dire che volevo qualcosa di meglio, ed ecco che loro me lo davano. Dopo “Please, Please Me” mi portarono “From Me To You.” Poi venne “She Loves You.” Mi stupirono con la loro prolificità e il modo in cui si curavano di variare l’approccio in ogni canzone. Non mi davano mai un reimpasto della loro hit precedente, mai un “Guerre Stellari II.” C’era sempre una nuova svolta, una sfavillante dimostrazione di come la loro composizione fosse fiorita.
Sembrava che il successo facesse loro del bene, e ora che avevano Ringo ad incitarli alla batteria, e George aveva iniziato a seguire John e Paul nello scrivere buone canzoni, eravamo il ballo. Alle volte John gridava, “Dove stiamo andando, ragazzi?” “In cima, Johnnie!” era la loro risposta.
John e Paul divennero camerati. Anche erano state le loro creazioni a due a metterli sulla strada giusta, avevano entrambi un grande ego. Avevano deciso di mergere il loro talento, e ogni canzone presentava entrambi i loro nomi irrispettivamente di chi l’avesse scritta. Ma presto presero a scrivere canzoni quasi totalmente da soli, ed in competizione. Erano ancora insieme per quasi tutto, ma la composizione era tutta un’altra cosa. Si volevano ancora bene, ma volevano tutti e due essere il migliore. Quella finì per essere una buona cosa – la competizione li stimolò a raggiungere traguardi più grandi. Ovviamente è stato un privilegio vedere un progresso artistico tanto rapido, ed come parte del processo creativo, fu mio meraviglioso compito aiutarli a raggiungere i loro obbiettivi. Mi ricordo la prima volta che John mi suonò “I Am The Walrus.” Gli chiesi come voleva che suonasse, e lui mi disse che voleva scrivessi una partitura per quel pezzo, magari con clavicembali e corni. “Capisco,” dissi. “Vuoi che passiamo un pomeriggio insieme a lavorarci su?” Lui mi rispose svelto, “No, questo è il tuo lavoro,” e se ne andò.
Quando John sentì i risultati, si piegò in due dal ridere. Io avevo prenotato questo coro a 12 voci che faceva cose assurde, immense ondate di suono e risate maniacali. Lui disse che l’adorava, ma anni dopo mi confidò che avrebbe voluto ri-registrare tutto. Le immagini nella sua testa erano erano per lui tanto più belle e tanto più vere di quanto non potessero produrrne degli esseri umani.
Quando ero giovane, idolatravo George Gershwin e Jerome Kern, Cole Porter and Richard Rodgers. Neanche nei miei sogni più pazzi immaginavo che avrei lavorato al fianco di talenti che potessero eguagliare questi giganti della musica popolare. Ma poi arrivarono John Lennon e Paul McCartney e la mia vita fu cambiata. Certo si appoggiarono a me e mi uccisero di lavoro, ma ne valeva davvero la pena, e loro ancora mantenevano quel fascino irriverente che mi aveva catturato all’inizio.
Vedevo che cambiavano anche gli altri. La loro musica trascendeva le differenze fra le nazioni, balzava frontiere e divenne onnipresente. In quanche modo riuscirono a prendere il meglio della musica americana, interiorizzarlo e ri-suonarlo in un modo fresco, diverso e geniale. In un cruciale tempo di svolta, in cui la musica registrata stava diventando la forza principale nella cultura popolare, loro guidavano il mondo.
Hanno ispirato la gente allora, e lo stanno ancora facendo adesso. Ogni generazione scopre i Beatles per conto proprio, e ama quel che sente. La loro musica parla da sè, e il suo messaggio è chiaro: Abbi amore nel tuo cuore e pace per tutti gli uomini. Ci senti, signor Presidente?

GEORGE MARTIN (viene a volte definito come il "quinto Beatles", un titolo dovuto al suo lavoro come produttore di praticamente tutte le registrazioni dei Beatles. In riconoscimento dei suoi servizi per l'industria musicale è stato nominato cavaliere.)


"Ciao, mi chiamo Paul McCartney"

6 luglio 1957:il "big bang" dei Beatles
E' tutto scritto, documentato, analizzato, ora anche celebrato, visto che sono passati esattamente 50 anni. Anche se non c'è nessun mistero irrisolvibile e non servono teorie quantistiche e decenni di studi per capire, è giusto ripetersi, è giusto ricordare, perchè il 6 luglio 1957 va considerato a tutti gli effetti un "big bang" che ha creato un altro universo, quello della musica e della cultura rock e pop. I due ragazzi che vengono a contatto in un oratorio di una zona popolare di Liverpool si chiamano rispettivamente John Winston Lennon, anni 16, e James Paul McCartney, 15. E ' il secondo a farsi avanti, perchè ha appena visto un'esibizione di tali Quarrymen: il cantante, chitarrista e leader del gruppo lo ha colpito e, dato che pure lui pensa di saperci fare con la chitarra, si fa avanti.La storia (o la leggenda) vuole che John, già smaliziato teddy boy, fosse sull'ubriaco andante. I fumi della birra uniti al suo carattere spigoloso e diffidente stavano forse per produrre una reazione scomposta: come si permetteva il ragazzino di importunare la star della giornata? Invece al "ciao, mi chiamo Paul" seguì una conversazione sui comuni gusti musicali (di pura marca americana) e soprattutto una prima dimostrazione pratica di McCartney, che eseguì assai bene un pezzo di Buddy Holly. Abile e arruolato, sancì John cambiando inconsapevolmente il corso della storia della musica moderna. E' la nascita di un sodalizio che, a dispetto della traumatica rottura dei Beatles nel 1970 e di tante polemiche alimentate anche a mezzo canzone, durerà fino all'8 dicembre 1980, brutto giorno in cui John venne raggiunto dalle pallottole del fanatico Mark Chapman. Un'unione artistica e personale a tratti molto meno spiegabile del vero "big bang": fatti fuori gli anni degli esordi, dei mesi passati a suonare e stravivere tra il Cavern Club e i localacci di Amburgo e del primo boom della Beatlemania, i due sembravano essere una delle coppie peggio assortite del rock. L'intellettuale, rabbioso, caustico, fragile, introspettivo John fianco a fianco al tranquillizzante, dolce, classico, calcolatore, emolliente Paul: eppure, in studio o a casa di qualcuno di due, il cocktail di talento e genialità unita a una fantastica quanto inspiegabile alchimia produceva i risultati che tutto il mondo ha conosciuto. Un pezzo per tutti, nei ricordi di John: "I want to hold your hand? L'abbiamo scritta guardandoci negli occhi". Una pietra miliare del rock abbozzata e scritta come tante altre su alcuni grossi taccuini, avanzati dai tempi della scuola, in cui le loro composizioni venivano precedute dal frontespizio "un altro originale di Lennon e McCartney".
Dalla metà degli anni '60, quei notes non sono più serviti. Ognuno produceva i suoi capolavori e li offriva alla band, mattoni per tenere in piedi la leggenda Beatles in attesa dell'inevitabile fine, della separazione artistica ma non umana, come rivela più di una biografia. Specialmente John, a dispetto di tante pubbliche invettive, ha cercato Paul, ha sperato fino all'ultimo nella riunione con quel "gemello" così diverso. Chissà, non ci fossero stati in mezzo interessi, soldi, Yoko Ono, le cose sarebbero andate diversamente. Amen. Ormai, tutto questo non importa più. Importa invece che la formula magica nata 50 anni fa dal "big bang" di Liverpool sia sempre valida e senza data di scadenza. Lennon più McCartney: e la musica assume la dimensione del sogno.
ANDREA SARONNI
notizia da :http://www.tgcom.mediaset.it




Paul Mc Cartney, Non Smettero' Mai Di Far Musica
Londra, 10 giugno 2007 - 'Non smettero' mai di fare musica'. La promessa e' stata pronunciata dalle labbra di Sir Paul McCartney, che a 64 anni suonati non ha la minima intenzione di smetterla con chitarre e pentagramma. Anzi, ha chiarito l'ex Beatle, e' proprio la musica che spesso lo aiuta a superare i momenti piu' difficili, come lo scioglimento dei Fab Four, la morte della moglie Linda e il suo recente divorzio da Heather Mills. 'Sento sempre che ci sono molte altre canzoni da scrivere - ha detto McCartney. Non ho mai pensato di smettere sul serio. Ci sono stati momenti difficili in cui la vita mi ha messo sotto pressione, ma la musica non mi ha mai stressato'. 'Al momento - ha aggiunto Sir Paul - sto divorziando, e questo e' un grande stress. E quando i Beatles si stavano sciogliendo, quello fu un altro grande stress. Quindi ci sono momenti in cui mi sento molto stressato dalla vita, ma la musica e' il lato buono, e' il mio salvatore'.
notizia da: news.yahoo.com




Sgt Pepper's compie 40 anni, a Roma - 1 giugno 2007

La giornata del 1 giugno 2007 è stata tutta dedicata ai quarant'anni di uno dei dischi più famosi di tutti i tempi: "Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. Come sottolineato anche dal sindaco Veltroni, "Sgt. Pepper è un punto di svolta culturale, oltre a essere un disco che raccoglie alcune delle canzoni più belle scritte negli ultimi cinquant'anni".
E dunque la manifestazione del primo giugno, promossa dal Comune di Roma, sponsorizzata da Scarabeo Aprilia (Gruppo Piaggio), prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, è stata una delle più importanti rievocazioni del quartetto di Liverpool organizzate quest'anno in Europa.




GRANDE SUCCESSO  PER IL BEATLES DAY 2007 A BRESCIA!

La Domenica scorsa per tutto il giorno, fino tarda sera al Parco Ducos Due si è tenuta, con grande affluenza di pubblico e meritato successo, la 18a edizione del Beatles Day organizzata dai Beatlesiani con il patrocinio di Comune e Provincia di Brescia, miracolosamente risparmiata dal maltempo.
La kermesse ha visto sfilare sui tre palchi allestiti alla Nave Di Harlock,  ovvero la Cascina Bredina ristrutturata dall’Associazione Palco Giovani, più di cinquanta bands provenienti da tutta Italia per rendere omaggio ai Fab Four in occasione del 40° anniversario di SGT Pepper’s considerato il miglior concept album discografico di tutti i tempi.
Puntualissima, si è presentata alle 10.30 del mattino la prima formazione "Carducci... BS I Love You", composta dagli allievi della Scuola Media Carducci diretta dal loro prof. Luigi Fertonani; e i 13 Notes del Liceo Marzoli di Palazzolo. A quei ragazzi è toccato di esibirsi per primi sotto gli occhi dei loro entusiasti genitori.
Si sono poi avvicendati incessantemente fino alla mezzanotte tutti i gruppi in programma. Molto applauiditi i V.A.G.H.I. provenienti da Cagliari, I Quarry Men da Bari,  TAO da Milano, The Walrus and the Eggmen da Roma, I Beatles Juice da Napoli, Blue vanilla da Milano, ma anche Giorgio Cordini e Joe Damiani, Cordini fra l’altro reduce dalla festa di Roma con Mauro Pagani. Fabio Koryu Calabrò ha presentato il suo Sergente Pepe e l’Orchestrina dei Cuori Solitari ovvero la sua interpretazione in italiano di Sgt Pepper’s con il logo Beatles trasformato in “Bestiale” che ne è l’anagramma. Fra i bresciani “Cario e i sui Tartari”, i 3Kwaku, BeatOne con Tristano Giambelli (fratello di Rolando) in quartetto, brava anche Beatlesianna, quattordicenne. Apprezzatissimi anche Marco Zappa dalla Svizzera in duo chitarristico con un eccezionale Marco Marchi. e tanto ancora. Una bella sorpresa è stata la presenza dei Beat Barons, una formazione metà italiana e metà inglese che ha affascinato il pubblico già caldo che è diventato incontenibile quando The Shakers, una fantastica band proveniente da Liverpool che Giambelli aveva sentito proprio al Cavern, ha fatto impazzire gli appassionati interpretando oltre a qualche brano dei Beatles, i pezzi migliori del Mersey Beat, ovvero i classici dei Searchers, di Gerry & The Pacemaker, dei Bad Fingers ma anche di Chuck Berry, ecc. Ma mentre a bordo della Nave di Harlock si svolgeva la kermesse delle beatle bands nel parco Ducos un’altra grandiosa sopresa si preparava: La Banda di Castel San Pietro Terme diretta dal Maestro Lentini con 60 elementi, oltre  a tre coriste ed il gruppo dei Fuori di Testa, presente anche il Sindaco, eseguiva tutto l’album Sgt Pepper’s in modo impeccabile ed emozionante per un pubblico in delirio che li circondava e che alla fine ha lungamente applaudito il concerto. Erano presenti come spettatori anche la giovane e brava cantante Federica Inselvini ed anche Siria e Francesco. C’era anche il nostro concittadino Adolfo Galli, che si è complimentato per il concerto conclusosi con una Hey Jude corale.
Molto visitata la mostra di strumenti musicali portata da Alberto Venturini che, oltre a possedere fantastiche chitarre “vintage” Rickenbacker, Gretsh, Gibson, Fender, ecc. Batterie Ludwig, ecc. ha più di 60 bassi Hofner “Violin”. E poi ancora da parte dei Beatlesiani e da Massimo Masini….foto, libri e dischi e tante memorabilia
Tutti gli artisti e le bands hanno suonato gratuitamente la musica dei Beatles anche per sostenere le cause umanitarie di numerose associazioni presenti. In modo particolare ricordiamo la Croce Rossa Italiana, ma anche l’UNICEF, Essere Bambino, e Apachi rappresentata dal Dott. Chicco Morari.
 
Instacabile Giancarla Paladini sul palco a presentare gli artisti per 12 ore filate con i fedelissimi direttori di palco Furio Sollazzi e Franco Sandri.
Nel corso dell’evento è stato ricordato Mario Vigasio il mecenate dei musicisti bresciani con il suo premio VI d'Oro offerto ora dal figlio Michele.

 

A ROMA
GIOVEDI’ 28 GIUGNO - dalle 18.30 alle 24.00
PRESSO IL TEATRO ADRIANO IN PIAZZA CAVOUR
“THE BEATLES’ SUMMER OF LOVE 2007”

“THE BEATLES’ SUMMER OF LOVE 2007” Spettacolo in occasione del 40° anniversario di “SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND” il mitico album dei Beatles considerato il migliore di tutti i tempi, uscito nel giugno 1967, all’inizio di quella memorabile “Estate d’Amore”.
Con il Patrocinio del Comune di Roma e l’inserimento dell’evento nell’ESTATE ROMANA 2007.

Dopo il successo delle cinque passate edizioni, stiamo preparando a Roma un importante tributo, nel 40° anniversario della sua realizzazione, a SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND” il mitico album dei Beatles considerato il migliore di tutti i tempi; uscito nel giugno 1967, all’inizio di quella memorabile “Estate d’Amore”.
Lo spettacolo prevede la partecipazione di numerosi ospiti stranieri, nostri cari amici, coinvolti molto da vicino nella fantastica storia dei Beatles che stiamo già contattando. Potrebbero partecipare: Tony Sheridan (musicista inglese che suonò con i Beatles ad Amburgo e registrò con loro My Bonnie), The Quarry Men (il gruppo originale fondato da John Lennon con Colin Hanton, Len Garry, Rod Davis, John Lowe), Pete Best il primo storico batterista dei Beatles che suonò con loro per due anni prima di essere sostitutivo da Ringo Starr. Potrebbe esserci anche Lawrence "Macca" Gilmore & Band dalla Scozia - band ufficiale tributo a Paul McCartney. Abbiamo anche sentito Gordon Millings il sarto dei Beatles per un’eventuale mostra di oggetti di collezionismo. Stiamo inoltre coinvolgendo come ogni anno le migliori Beatles’ Cover Bands e numerosi artisti italiani appassionati dei Fab Four che potrebbero dare il loro contributo musicale all’evento. Non appena avremo le conferme dei partecipanti, ne daremo immediatamente notizia.
Avremo poi il supporto degli associati della Capitale (musicisti, collezionisti, ecc.). Alcuni di essi sono già stati coinvolti nel progetto discografico “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Cover Band” per ricordare l’album dei Beatles ma anche per celebrare il 42° anniversario del loro memorabile concerto tenuto il 27 giugno 1965 a Roma presso il Teatro Adriano.
E’ prevista anche una mostra fotografica che sarà allestita nel foyer dell’Adriano.Finalita: La manifestazione, totalmente gratuita per il pubblico, promossa dal nostro sodalizio, si terrà il giorno di mercoledì 27 giugno (proprio lo stesso del primo concerto dei Beatles a Roma) presso il Teatro Adriano in Piazza Cavour 22 dalle 18.30 alle 24.00.
Secondo il nostro Statuto ed il motto “Beatle People for People” l’evento “beatlesiano” servirà, come avvenne anche lo scorso anno, oltre che per celebrare i Beatles, anche per sostenere le attività umanitarie e scientifiche del Dipartimento di Pediatria diretta dal Professor Alberto G. Ugazio presso l’Ospedale Bambino Gesù, e dell’Associazione A.M.R.E.I. (Associazione Malattie Reumatiche Infantili) di Roma collegata con il reparto stesso. All’evento musicale parteciperanno a titolo gratuito numerose Beatle Bands e collezionisti, fans e personaggi coinvolti nella favolosa storia dei Beatles provenienti da Roma e da altre parti d’Italia.
notizie da: http://www.beatlesiani.com



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