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Brian Epstein

Brian Epstein è stato il manager dei Beatles.

Brian Samuel Epstein è nato a Liverpool nel 1934 da una famiglia di origini ebraiche che gestisce un negozio di strumenti musicali. Ha iniziato a frequentare l'accademia d'arte drammatica a Londra, ma, ritiratosi al terzo anno, viene subito spedito dal padre a lavorare in un nuovo negozio di dischi gestito dalla famiglia. Epstein nota per la prima volta il nome Beatles sulla locandina di un concerto, incuriosito dalle richieste continue del singolo "My Bonnie". Decide di andare a vederli suonare al Cavern, precisamente durante lo spettacolo di mezzogiorno del 9 novembre 1961. Brian rimane subito folgorato dal beat e dall'ironia dei quattro, riconoscendoli tra gli stessi clienti del suo negozio. E' amore a prima vista: Epstein si propone ai Beatles come manager, ottenendo l'incarico quasi immediatamente.
Il peso imprenditoriale di Epstein si fa sentire presto, quando Brian invita un responsabile dell'ufficio artistico dell'etichetta Decca ad ascoltare la band al Cavern. La casa discografica invita i Beatles a Londra per un'audizione.
Quando, durante il giorno di Capodanno dell'anno 1962, i Beatles si presentano a Londra presso gli studi Decca, nell'aria si possono sentire almeno due realtà: che i quattro sono nervosissimi e che il loro sound è stato smussato, levigato. Epstein, infatti, ha suggerito ai suoi ragazzi di adattarsi alle tecniche di registrazione proprie dell'industria musicale, lasciando perdere amplificatori Vox sporchi e cattivi. La strategia si rivela fallimentare perché annulla l'energia del gruppo. La Decca si dichiara non interessata ai Beatles, scatenando le ire del nuovo manager. Le ire sì, ma anche la perseveranza. Epstein tenta con la Pye e con la Oriole, prima di ottenere un incontro con la Parlophone, etichetta sussidiaria della Emi la cui attività consiste principalmente nella pubblicazione di dischi di prosa. L'uomo della Parlophone si chiama George Martin.
George Henry Martin è nato a Londra nel 1926 e ha dimostrato subito un grande amore per la musica classica, in particolare per l'oboe e per il pianoforte, strumenti da lui studiati alla London School of Music.
Nell'aprile 1962 i Beatles sono nuovamente ad Amburgo, dove suonano per 48 serate allo Star Club. Un telegramma di Epstein li sveglia una mattina: "Congratulazioni ragazzi. L'Emi richiede seduta di registrazione. Pregasi provare nuovo materiale". Detto, fatto. Il 6 giugno del 1962 i quattro suonano davanti a George Martin, registrando quattro brani: una versione del classico "Besame Mucho" e tre brani originali a firma Lennon-McCartney, "Love Me Do", "P.S. I Love You" e "Ask Me Why". Martin non rimane particolarmente esterrefatto dalla tecnica della band, ma comprende che il potenziale collettivo è molto alto, soprattutto in quanto a veemenza e originalità del sound. In effetti, il contratto con Emi/Parlophone è stato già firmato. Con un'imposizione da parte dello stesso Martin: sostituire Pete Best con un professionista.
Nei successivi anni, il rapporto con la band mutò riflettendo il cambiamento del gruppo. La decisione dei quattro musicisti nel 1966 di cessare le esibizioni live fece temere a Epstein che non avrebbero rinnovato il contratto di management in scadenza nell'ottobre 1967. La cosa era del resto molto probabile, in quanto Epstein era stato sicuramente determinante per il lancio dei Beatles, ma in seguito si era rivelato uno scadente negoziatore e un improvvisato imprenditore. Di fatto, l'unico vero affare lo aveva concluso personalmente proprio con loro, avendo negoziato per sé stesso ben il 25 per cento dei loro compensi. Diversamente andarono le cose quando si trovò a gestire gli interessi del gruppo. Si rivelò disastroso sia nella gestione delle tournée (troppe date e con scarsi ritorni economici, i concerti americani furono quasi tutti in perdita) che in quella dei gadget (per l'utilizzo del nome "Beatles" accettò un esiguo 10 per cento per il gruppo contro il 90 per cento a favore della Stramsact e della consorziata americana Seltaeb, due società che si occupavano del merchandising). Gli stessi Beatles percepivano pochissimo sulla vendita di ogni loro singolo disco. Assai poco lungimiranti, inoltre, gli accordi per la costituzione della Northern Songs, a cui appartenevano le canzoni di Lennon e McCartney. E tuttavia, l'efficienza e le doti organizzative furono riconosciute e rimpiante appena dopo la sua scomparsa. Nel caos della produzione di Magical Mystery Tour, Neil Aspinall ebbe a dire: «Quando Brian era vivo, non c’era mai da preoccuparsi […] Bastava chiedere quindici automobili e venti stanze d’albergo e tutto era pronto.»

Nell'ottobre 1964, dapprima nel Regno Unito e poi negli Stati Uniti d'America, fu pubblicata A Cellarful of Noise, l'autobiografia di Epstein scritta insieme a Derek Taylor, che era l'assistente di Epstein quell'anno e successivamente addetto stampa dei Beatles dal 1968 al 1970. Lennon, che era sempre crudelmente sarcastico con Epstein, lo derise affermando che la biografia avrebbe dovuto intitolarsi "A Cellarful of Boys" ("Una Collezione di Ragazzi"). L'omosessualità, e soprattutto il tormento di doverla mascherare, furono in larga misura responsabili della sua insicurezza e del suo carattere instabile, fatto di scatti umorali che alternavano reazioni calorose e successivi atteggiamenti gelidi, accessi d'ira incontrollati e repentini pentimenti.A seguito della decisione dei Beatles di produrre la loro musica soltanto in studio evitando esibizioni live, la consapevolezza di non avere più un ruolo attivo e utile, insieme alla preoccupazione di mantenere nascosti i propri orientamenti sessuali, lo fece cadere in una spirale di depressione e assuefazione alla droga.
Ecco perchè si pensa che Brian fosse morto di overdose al famaco Carbatrol. Ma scorrono anche altre voci. Brian forse è stato ucciso di un omicidio "a contratto".In seguito al fallimento della Seltaeb,Brian riceveva telefonate di minacce di morte,e poi per di più,durante quei giorni di fine estate '67,venne ritrovato morto un ex-legale della Seltaeb,e la sua morte venne accertata come suicidio.
Ancora oggi,a distanza di 43 anni,la morte di Brian è ancora un mistero.
Oramai le prove sono sparite,ma quello che non sparirà mai è il ricordo di un uomo che fece di tutto per un gruppo,un gruppo che divenne un baluardo della musica. Brian fu l'uomo giusto per un gruppo giusto.
Non sparirà mai il ricordo del grande manager Brian.

 

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